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Abbadia S.Salvatore

Terre e castelli
Tratto da: www.RadiceDiDue.com

Il territorio del comune di Abbadia San Salvatore si estende per 58,92 kmq sul versante orientale della montagna dell'Amiata e nella valle del Paglia. Ebbe origine come feudo monastico medievale; nel 1777 divenne capoluogo di una comunità molto ampia alla quale però nel 1867 furono tolte le frazioni di Campiglia d'Orcia, Bagni di San Filippo e Caselle del Vivo, aggregate al comune di Castiglione d'Orcia.

Le origini di Abbadia San Salvatore sono legate all'omonima abbazia benedettina, fondata a metà dell'VIII secolo dal nobile longobardo Erfo; soggetta alla sola autorità della Sede Apostolica e contemporaneamente sotto la protezione imperiale, l'abbazia ebbe modo di estendere già dalla fine del Settecento il proprio dominio territoriale dalla Maremma alla Val di Chiana. Intorno ad essa, nel corso del XII secolo, si sviluppò l'abitato di Abbadia sul quale i monaci esercitavano la loro giurisdizione. Ma i contrasti sorti tra l'abbazia e i potenti feudatari Aldobrandeschi, determinati a usurpare i diritti dei religiosi, costrinsero il monastero a un ridimensionamento dei propri possessi: di ciò approfittarono gli uomini del castello di Abbadia che nel 1212, dopo un breve periodo di soggezione a Orvieto, ottennero una sorta di autonomia comunale, mentre per la crisi dell'ordine benedettino, nel 1228, il papa affidava l'abbazia ai cistercensi. Venuta in possesso dei senesi dopo la battaglia di Montaperti, agli inizi del Trecento Abbadia fu riconquistata dagli orvietani che la cedettero agli Aldobrandeschi; nel 1347 era da questi infine venduta alla repubblica di Siena per 4500 fiorini, entrando poi a far parte nel 1559 dello Stato fiorentino.

Durante il fascismo la presenza di una classe operaia sviluppata, formata in maniera preponderante dai lavoratori delle miniere, costituì il presupposto per la tenace lotta al regime. Fin dalla seconda metà del settembre 1943, quando i tedeschi avevano già assunto il controllo delle miniere di carbone, cominciarono a costituirsi sull'Amiata i primi gruppi partigiani, che appoggiarono la lotta dei minatori, impegnati in azioni di sabotaggio e di difesa delle strutture più importanti dalle distruzioni tedesche.

Il terreno montuoso e il clima rigido invernale non permettevano che ridotte coltivazioni di cereali, in special modo segale, e dunque in epoca passata le principali risorse economiche furono di tipo silvo- pastorale. Le estese foreste di faggi e di castagni rappresentavano per la popolazione una fonte preziosa per il legname, per il carbone e per la stessa alimentazione. I pascoli abbondanti offrivano alimento al bestiame transumante, che all'inizio dell'estate abbandonava le malariche pianure maremmane. Fin dall'inizio del Trecento erano presenti sul territorio otto mulini e tre gualchiere: su di esse e sulla lavorazione del legno si basavano essenzialmente le attività artigianali, anche in secoli più recenti; alla fine del Quattrocento ad Abbadia era impiantata una ferriera ancora operante nel Seicento insieme a una ramiera e a una fabbrica di filo di ferro. Fin dal Medioevo, inoltre, vi fioriva il commercio del legname e del grano che dalla Maremma veniva smistato verso Siena. Verso il 1880 ebbe inizio lo sfruttamento del bacino mercurifero dell'Amiata, con l'attività estrattiva dalle miniere presenti nella zona che ha dato l'impronta al territorio in età contemporanea; attualmente l'industria di maggior rilievo è quella del legno (mobili e semilavorati). Negli ultimi anni, a una flessione della produzione industriale ha fatto riscontro un consistente aumento delle attività di tipo terziario, che si giovano dello sviluppo del turismo estivo e invernale.

La popolazione totale del territorio comunale raggiunge, nel 1991, le 7.243 unità con una densità di 123 abitanti per kmq. Per quanto riguarda l'età precedente, la popolazione era nel 1745 di 2.070 unità; nel corso dell'Ottocento il numero degli abitanti saliva da 2.030 nel 1830 a 3.369 nel 1881, fino a raggiungere i 5.966 nel 1936; poi, con notevole incremento, era passato dalle 7.053 unità del 1951 alle 8.553 del 1961. Nel 1971 la popolazione totale del comune era di 8.519 abitanti e, ancora in flessione, di 7.813 nel 1981.

STEMMA: D'argento alla figura del Salvatore, uscente dalla cima di un castagno, al naturale.

Un castagno antico e copioso e un'immagine del Salvatore uscente dalla chioma dell'albero esprimono in allegoria il riferimento a un'antica abbazia benedettina, che un re longobardo avrebbe fatto erigere in occasione di una miracolosa apparazione avvenuta nei boschi amiatini. L'immagine del Salvatore e del castagno simboleggiano pertanto la tradizione dell'antico centro.

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