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Orbetello

Terre e castelli

Il territorio del comune di Orbetello si estende per 226,98 kmq in una zona litoranea, in parte pianeggiante e in parte collinosa, all'estremo sud della Maremma toscana. Dominio dell'abbazia delle Tre Fontane nel Medioevo, divenne capitale dello Stato dei Presidi in epoca moderna. Ha subito detrazioni e aggiunte territoriali, perdendo nel 1843 il promontorio di Monte Argentario e inglobando nello stesso anno la comunità di Capalbio (tornata però ad essere comune autonomo nel 1960).

Orbetello, di cui si suppone l'esistenza già nel VII secolo a.C., fu in epoca preromana un centro assai florido. Nell'alto Medioevo, probabilmente intorno al IX secolo, il suo territorio venne compreso nei possedimenti dell'abbazia romana delle Tre Fontane, che nel 1269, pur conservandone il diritto formale di proprietà, fu costretta a cederne l'effettivo dominio a Ildebrandino il Rosso degli Aldobrandeschi di Sovana. Nel corso del Trecento, dopo la parentesi di una dominazione orvietana, Orbetello fu oggetto di contesa tra gli Orsini (sostituitisi per successione agli Aldobrandeschi) e la repubblica di Siena, che ne acquisì il possesso nel 1414. Il dominio senese fu legittimato nel 1452 dall'abbazia delle Tre Fontane, i cui diritti sul territorio non si erano mai estinti. Assediata e messa a sacco più volte (nel 1454 dalla compagnia di ventura del capitano Gonzaga, nel 1526 dalle truppe papaline, nel 1543 da una incursione turca), Orbetello divenne nel 1557, con la vittoria delle forze imperiali e medicee nella guerra di Siena, capitale del piccolo Stato dei Presidi, comprendente anche Talamone, l'Argentario e Longone nell'Elba. Assediata vanamente dai francesi nel 1646, passò nel 1708 agli austriaci e dal 1746 ai Borboni di Napoli. Nel 1808 i resti dello Stato dei Presidi vennero incorporati nel napoleonico regno d'Etruria e nel 1815 nel granducato di Toscana. Notevole rilievo storico hanno anche Ansedonia, l'antica Cosa, già colonia romana fondata nel 273 a.C., distrutta completamente dai senesi nel 1329, e Talamone, già porto etrusco e romano, dominato dagli Aldobrandeschi e divenuto dall'inizio del Trecento lo scalo della Repubblica di Siena.

Le campagne orbetellane, infestate nel periodo estivo dalla malaria, non hanno offerto, in passato, cospicue risorse alla popolazione, che si limitava a coltivare in aree circoscritte la vite e il grano; sviluppato era invece l'allevamento del bestiame bovino, equino, e soprattutto ovino. Una grandissima importanza nell'economia cittadina rivestivano inoltre le attività di pesca nei vivai degli stagni della laguna, al punto che l'attribuzione della loro privativa, lo jus piscandi, rappresentò motivo di conflittualità permanente tra i diversi poteri locali. Oggi l'economia del territorio comunale, posto in una delle zone turistiche più prestigiose e conosciute d'Italia, risulta decisamente fondata sul terziario (che assorbe il 65% della popolazione attiva), ma mostra una vivacità diffusa anche negli altri settori. L'agricoltura, essenzialmente irrigua, è segnata dalla presenza, su quasi un quinto della superficie agraria utilizzata, di viti (in parte destinate alla produzione del «Parrina»), olivi, alberi da frutta e ortaggi; la pesca e la piscicoltura continuano ad essere una fonte di reddito non irrilevante; l'industria, oltre a diverse imprese edilizie e officine meccaniche, elettrotecniche e di carpenteria metallica, conta laboratori per la trasformazione dei prodotti agricoli e ittici, la produzione di concimi e fertilizzanti, la confezione di capi di abbigliamento.

Al rilevamento del 1991, risultano risiedere nel territorio di Orbetello 14.862 abitanti, con una densità di 65 per kmq. Ai censimenti precedenti la popolazione registrata era stata di 2.330 unità nel 1830, 7.056 nel 1881, 11.741 nel 1936, 14.758 nel 1951, 13.457 nel 1961, 13.552 nel 1971 e 14.738 nel 1981.

STEMMA: Di rosso al leone d'argento, abbrancante una fiocina d'oro in palo, e infilzante un muggine natante sul mare al naturale (Decreto del Capo del Governo in data 1 marzo 1939).

Nel novembre del 1414, il comune di Siena donò a Orbetello lo stemma contenente l'immagine del leone, simbolo del popolo senese. Al fine di caratterizzarne la raffigurazione, esaltando le tradizioni marinare della comunità, fu posto nelle zampe anteriori del leone un tridente d'oro che infila un pesce. Orbetello fu dichiarata «città» con il medesimo decreto sopra citato, anche se in precedenza era considerata tale in quanto capitale dello Stato dei Presidi.

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