Schema del Corteo Storico

Secondo il regolamento del 1982

Primo gruppo

  • Sei Mazzieri del Comune
    I sei mazzieri (o araldi) prendono il nome dalla "mazza", simbolo del loro status di ambasciatori; indossano il bianco e il nero, colori di Siena; per tre di essi inquartato con il leone rampante bianco coronato su fondo rosso (stemma del popolo), per gli altri tre inquartato con l'emblema della Repubblica "LIBERTAS" in oro su fondo azzurro.
  • Vessillifero del Comune a cavallo condotto da un palafreniere.
    Il vessillifero, a cavallo condotto dal palafreniere, reca la Balzana, vessillo di Siena
  • Quattro Comandatori
    I quattro comandatori, che anticamente tra gli altri compiti avevano quello di vigilare sul regolare procedere dell'esercito, sfilano a spada sguainata.
  • Dodici Tamburini di Palazzo
  • Diciotto Trombetti del Comune con chiarine d'argento
  • Trenta Musici di Palazzo con strumenti musicali
    I dodici tamburini, i diciotto trombetti e i trenta musici di Palazzo indossano monture azzurre e verdi bordate di bianco; il colore si rifà a quello dei donzelli del Palazzo Comunale dell'XI secolo. I tamburini avanzano rullando su tamburi fondi dai colori bianco-neri, i trombetti suonano chiarine d'argento rinascimentali, mentre i musici eseguono, con periodiche ripetizioni, il motivo della "Marcia del Palio", vera e propria "colonna sonora" della Festa.
  • 67 Vessilliferi delle Città, Podesterie, Terre, Vicariati e Castelli dell'antico Stato Senese che rimasero fedeli alla Repubblica in esilio a Montalcino dopo la sua caduta (1555).
  • Un Tamburino, un Vessillifero, tre Balestrieri della Città di Massa Marittima (Borgo, Città Nuova, Città Vecchia) città legata a Siena fin dal XIV secolo
    La rappresentanza di Massa Marittima, composta da tamburino, vessillifero e tre balestrieri, sfila in posizione privilegiata perché la città era legata a Siena fin dal XIV secolo da un patto di amicizia. Il vessillifero reca quale insegna un leone d'oro su campo rosso, sormontato da tre gigli d'oro e da una scala rossa in campo azzurro.
  • Un Tamburino, un Vessillifero, quattro Arcieri della Città di Montalcino, sede della Repubblica di Siena dopo la sua caduta
    La rappresentanza di Montalcino, composta da tamburino, vessillifero e quattro arceri, e formata da giovani di montalcino, sfila anch'essa in posizione di privilegio per lo stretto legame tra la città e la Repubblica di Siena. Infatti i senesi in esilio dopo la caduta della Città, si rifugiarono a Montalcino che divenne sede della Repubblica Senese. Il vessillifero reca quale insegna un leccio sovrastante una piramide di tre colli in campo bianco.

Secondo gruppo

  • Vessillifero del Capitano del Popolo
    Il vessillifero porta l'insegna del Capitano, costituita dal leone bianco rampante coronato su fondo rosso. I paggi sfilano recando in mano il suo elmo, il suo scudo, la sua spada.
  • Tre paggi del Capitano del Popolo, recanti elmo, targa e spada del Capitano
  • Capitano del Popolo a cavallo con Palafreniere
    Il Capitano del Popolo, a cavallo condotto dal palafreniere, è preceduto dal vessillifero e da tre paggi; rappresenta il capo supremo dell'esercito della Repubblica e reca quindi in mano il bastone di comando.
  • Tre Gonfalonieri dei Terzi a cavallo con Palafreniere
    I tre Gonfalonieri sfilano su cavalli condotti da palafrenieri; recano i vessilli dei tre Terzi in cui era divisa la città urbana: Città, San Martino, Camollia; ogni Terzo inalberava insegna propria.
    Terzo di Città: insegna rosso vermiglio dimezzata da una croce bianca;
    Terzo di San Martino: insegna rossa con San Martino a cavallo, in atto di dividere il suo mantello con un povero;
    Terzo di Camollia: insegna bianca, con grande lettera K nera al centro.
  • Tre Centurioni dei Terzi a cavallo con Palafreniere
    I tre Centurioni, anch'essi su cavalli condotti da palafrenieri, erano i comandanti delle Centurie di cavalleria provenienti dai tre Terzi.
  • Tre Capitani delle Masse dei Terzi a cavallo con Palafreniere.
    I tre Capitani, su cavalli condotti da palafrenieri, comandavano le Centurie provenienti dalle zone immediatamente adiacenti la città urbana; queste zone erano dette "masse".

Terzo gruppo

Rappresentanti dell'antico Studio Senese

  • Due tamburini
  • Un vessillifero, recante il vessillo della Domus Misericordiae
  • Il Rettore
  • Quattro Docenti (indicanti le materie: Diritto, Natura, Filosofia Medica e Teologia)
  • Quattro Studenti
    Il Rettore, i quattro docenti e i quattro studenti sono preceduti da due tamburini e dal vessillifero. Il vessillifero reca l'insegna rossa in cui al centro spicca la "M" dorata a ricordo della "Domus Misericordiae", ove sorse la Casa della Sapienza. I quattro docenti indicano le materie di studio per le quali l'Ateneo senese era famoso: Diritto, Natura, Filosofia Medica, Teologia.

Quarto gruppo

Corporazione delle Arti

  • Due Tamburini della Mercanzia
  • Vessillifero della Mercanzia
  • Tre Magistrati della Mercanzia
    I tre Magistrati della Mercanzia e i rappresentanti del Popolo delle diciassette Contrade sono preceduti da due tamburini del Popolo e dal vessillifero, che reca un'insegna rossa e blu con al centro un imballo al naturale. Le sentenze dei Magistrati del Tribunale della Mercanzia, organo giudiziario autonomo della Repubblica senese a partire dal XIII secolo, erano inappellabili.
  • Sei Rappresentanti del Popolo di ciascuna Contrada preceduti dal Vessillifero che inalbera l'insegna dell'Arte caratteristica di ogni Contrada:
    • Aquila (Notai)
    • Bruco (Setaioli)
    • Chiocciola (Cuoiai)
    • Civetta (Calzolai)
    • Drago (Banchieri)
    • Giraffa (Pittori)
    • Istrice (Fabbri)
    • Leocorno (Orafi)
    • Lupa (Fornai)
    • Nicchio (Vasai)
    • Oca (Tintori)
    • Onda (Falegnami)
    • Pantera (Speziali)
    • Selva (Tessitori)
    • Tartuca (Maestri di Pietra)
    • Torre (Battilana)
    • Valdimontone (Mercanti di seta)
    I sei rappresentanti del Popolo di ciascuna Contrada, preceduti dal rispettivo vessillifero con l'insegna dell'Arte o Corporazione caratteristica della propria Contrada, sfilano secondo un ordine che varia di Palio in Palio, risultante dall'estrazione delle Contrade; tale ordine si ripete anche per l'ingresso sul Campo dell'intera comparsa.

Quinto gruppo

  • Paggio porta Masgalano
  • Due Paggi di scorta
    Il Paggio porta-masgalano è scortato da due paggi in armi. "Masgalano" è una parola di origine spagnola composta da "mas" (più) e "galan" (bello) con la quale anticamente veniva chiamato il premio attribuito alla Comparsa più elegante. Attualmente il masgalano è il premio che viene assegnato alla Contrada che, a giudizio di una commissione appositamente nominata, ha presentato la migliore Comparsa nei Cortei storici dei Palii ordinari e straordinari di un anno, in riferimento all'aspetto estetico, al comportamento e all'abilità dei figuranti. Consiste, di regola, in un bacile d'argento del peso minimo di circa 1000 grammi o, negli anni recenti, in altra opera d'arte.

Sesto gruppo

Comparse delle dieci Contrade partecipanti alla corsa. Ogni comparsa è così composta:

  • Tamburino
  • Due Alfieri
  • Duce con due uomini d'arme
  • Paggio Maggiore porta insegna con due Paggi Vessilliferi
  • Fantino sul soprallasso (cavallo da parata) con Palafreniere
  • Barbero (cavallo da corsa) portato alla briglia dal Barbaresco
    I due alfieri entrano in Piazza dalla Bocca del Casato lanciando in alto i loro vessilli nell'"alzata" di saluto; procedono lentamente lungo il percorso sbandierando sincronicamente "l'otto" al suono del tamburo che ritma "il passo della Diana". Nei punti stabiliti - palco dei Giudici, Circolo degli Uniti, palco dei Priori e Cappella - effettuano la "sbandierata" accompagnata e guidata dalla "stamburata". La sbandierata si rifà a quello che nel Sei-Settecento costituiva il "giuoco della bandiera", per lo più eseguito da nobili cavalieri. Su di esso ha scritto esaurientemente Francesco Ferdinando Alfieri, un maestro di scherma che nel 1640 professava la sua arte per la nobile Accademia Delia a Padova. I movimenti fondamentali della sbandierata di oggi - presentazione della bandiera, sventolo, velata, passaggio di vita, ancalena, zero, rosa, cartoccio, stella, gioco di gambe, alzata, ecc. - pur con le dovute variazioni e le personali interpretazioni che variano da contrada a contrada, si discostano ben poco da quelli del "giuoco della bandiera" di cui parla l'Alfieri; anche per questo motivo i giovani contradaioli che oggi rappresentano orgogliosamente la loro Contrada come "alfieri di piazza" non possono considerarsi sbandieratori ma veri e propri continuatori di un'arte "nobile".
    Il "Duce", che indossa elmo e corazza, rappresenta il comandante delle antiche compagnie militari della Contrada; è affiancato da due uomini d'arme.
    Il Paggio maggiore portainsegna reca il "bandierone", emblema ufficiale della Contrada, affiancato da due paggi recanti i vessilli delle compagnie militari.

Settimo gruppo

  • Dodici Paggi del Comune recanti festoni di alloro
    Due file di sei paggi recanti un festone d'alloro indicano la separazione tra le dieci Contrade partecipanti alla corsa e le sette che non corrono.

Ottavo gruppo

Comparse delle sette Contrade non partecipanti alla corsa. Ogni comparsa è così composta:

  • Tamburino
  • Due Alfieri
  • Duce con due uomini d'arme
  • Paggio Maggiore porta insegna con due Paggi Vessilliferi
    La composizione della comparsa di ciascuna delle sette Contrade non partecipanti alla corsa è la stessa delle altre dieci con l'esclusione del fantino con il palafreniere e del barbero con il barberesco.

Nono gruppo

  • Sei cavalieri, con palafreniere, rappresentanti le Contrade non più esistenti
    • Gallo
    • Leone
    • Orso
    • Quercia
    • Spadaforte
    • Vipera
    I sei cavalieri con palafreniere, lancia ed elmo con la celata calata, rappresentano le contrade non più esistenti dalla fine del XVII secolo, i cui territori sono stati incorporati dalle attuali Contrade. Esse sono: Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte e Vipera.

Decimo gruppo

  • Vessillifero dei balestrieri
  • Capitano dei balestrieri
  • Due tamburini
  • Quattro pavesari con scudo di grandi dimensioni
  • Quattro balestrieri con balestra grande
  • Sedici Balestrieri con balestruccio
    Ai balestrieri era affidata, ai tempi della Repubblica, la sicurezza del Palazzo Comunale.
    Il gruppo è composto da un vessillifero, recante lo stemma del corpo (una balestra d'oro sopra la Balzana), da due tamburini e dal Capitano armato di spada e di mazza ferrata che precede 4 pavesari con scudo di grandi dimensioni, 4 balestrieri con balestra grande e 16 balestrieri con balestruccio.

Undicesimo gruppo

  • Capitano di Giustizia a cavallo con palafreniere
  • Quattro fanti di scorta armati di roncone
    Il Capitano di giustizia sfila a cavallo condotto dal palafreniere, seguito da quattro fanti di scorta armati di roncone.
    Rappresentava la massima autorità in caso di conflitti di carattere militare.

Dodicesimo gruppo

  • Carro di trionfo (Carroccio) tirato da quattro buoi, con quattro bovari. Sopra di esso prendono posto:
    • Il Drappellone
    • I quattro provveditori di Balìa, rappresentanti i monti in cui era divisa la città (dei Gentiluomini, del Popolo, dei Nove e dei Riformatori)
    • Sei trombetti di Palazzo
    • Un inserviente porta Palio
    • Un paggetto che suona la "martinella"
  • Otto fanti di scorta al Carroccio armati di roncone
    Il Carroccio, scortato da otto fanti armati di roncone, entra in Piazza tirato da due paia di buoi di razza chianina guidati da quattro bovari. Su di esso, in bella evidenza, sono issati il Palio e la Balzana, simbolo di Siena. In esso prendono posto anche un valletto che suona la "martinella", un inserviente porta-palio, sei trombetti e i Quattro di Balìa. Il Carroccio, vero e proprio carro di trionfo, nel Corteso storico del Palio rappresenta soprattutto il simbolo dell'indipendenza e dell'unità di un popolo che, comunque, sa stringersi attorno alle proprie istituzioni.

Tredicesimo gruppo

  • Sei cavalieri con palafreniere rappresentanti alcune antiche famiglie nobili senesi:
    • Pannocchieschi d'Elci
    • Piccolomini
    • Salimbeni
    • Salvani
    • Tolomei
    • Ugurgieri
      Sei cavalieri con palafreniere rappresentano alcune antiche famiglie nobili senesi: Pannocchieschi d'Elci (gualdrappa di colore rosso con arabeschi d'oro e aquila imperiale nera); Piccolomini (gualdrappa bianca e celeste con croce e cinque mezzelune all'interno); Salimbeni (gualdrappa di colore rosso con rombi d'oro); Salvani (gualdrappa di colore giallo e blu con stelle a sei punte rinquartate); Tolomei (gualdrappa bianca e blu con stemma blu con fascia bianca a tre lune); Ugurgieri (gualdrappa di colore blu e giallo, emblema una ruota).

Quattordicesimo gruppo

  • Sei Paggi del Comune con festone di alloro chiudono il corteo
    Sei paggi recanti un festone d'alloro indicano la fine del Corteo.
  • Good&Cool
  • Consorzio per la Tutela del Palio di Siena Gli stemmi, i colori delle Contrade e le immagini del Palio sono stati utilizzati con l'approvazione del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena e si intendono a puro scopo illustrativo. Ogni altro uso o riproduzione sono vietati salvo espressa autorizzazione del Consorzio.
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