La Marcia del Palio (comunemente chiamata anche Squilli la fe') è un antico inno che accompagna il corteo storico che precede il Palio.
Tra una sosta e l'altra, infatti, mentre le Comparse sfilano al rullo del "passo della Diana"; i musici di Palazzo suonano la marcia del Palio mentre i trombetti del Comune eseguono gli squilli della festa sulle chiarine d'argento.
La Marcia del Palio fu composta dal Maestro Pietro Formichi intorno al 1880 per la banda municipale di Siena, che allora dirigeva congiuntamente alla scuola di musica annessa. Da un punto di vista musicale si tratta di una composizione in 2/4 per fanfara, ovvero per formazioni bandistiche dotate esclusivamente di ottoni, creata originariamente priva di un accompagnamento cantato. Fu eseguita per la prima volta in Piazza del Campo il 16 agosto 1885.
In quell’occasione era suonata da soli dodici musicisti, disposti tra le Contrade partecipanti e quelle escluse dalla carriera. L’esecuzione era molto diversa da quella odierna perché si trattava di una piccola fanfara composta esclusivamente da strumenti a fiato, senza percussioni, e caratterizzata da un ritmo più veloce e da un suono decisamente meno imponente.
Negli anni Quaranta del Novecento, il maestro Fortunato Sderci, in vista di un concorso polifonico nazionale con il coro «Giuseppe Verdi» di Siena, chiese al poeta Idilio dell’Era, pseudonimo di don Martino Ceccuzzi, di adattare un testo alla melodia della Marcia. In seguito Bruncilliano, pseudonimo di don Bruno Ancilli, ne modificò alcuni versi, rendendoli meno aulici, più orecchiabili e maggiormente aderenti alla melodia.
Il celebre incipit significa letteralmente "Che risuonino gli squilli della fede/festa", un invito augurale ed emozionante rivolto alla città . Il testo prosegue con versi dedicati all'orgoglio e alla bellezza della città di Siena: "Squilli la fe'! / S'armi e vinca l'onore / di te, dolce fiore, / Siena gentil!". L'espressione "s'armi e vinca l'onore" richiama un impegno cavalleresco e spirituale a difendere con fierezza, ma con nobiltà d'animo, i valori e la bellezza della propria terra.
Nel corso del tempo la fanfara aumentò progressivamente di organico, arrivando a 36 elementi, con dodici chiarine, sei trombe, bassi e flicorni baritoni. Una prima importante trasformazione avvenne nel 1962, quando furono introdotti due tamburi, utilizzati non solo per accompagnare la marcia, ma anche per riempire gli intervalli tra un’esecuzione e l’altra.
La trasformazione decisiva avvenne però nella seconda metà degli anni Settanta, quando l'accompagnamento musicale del Corteo storico fu affidato alla Banda Città del Palio, con Italo Peccianti come capobanda. D'accordo con l'Amministrazione comunale, Peccianti ampliò ulteriormente l'organico, aggiungendo nuove file di chiarine, trombe, bassi e strumenti d'accompagnamento, fino a raggiungere 48 elementi con 18 chiarine e 30 musici con ottoni vari. Anche i tamburi passarono da due a dodici: inizialmente erano tamburi imperiali suonati con una sola mazza, successivamente sostituiti dai rullanti a doppia mazza.
Fu in questo periodo che nacque sostanzialmente la Marcia del Palio nella forma che conosciamo oggi. Per la prima volta venne infatti rivista l'esecuzione musicale: Peccianti e il maestro Neri realizzarono un nuovo arrangiamento, rallentando il ritmo e conferendo alla composizione un carattere più solenne e maestoso. Se in precedenza tutti gli strumenti eseguivano la stessa melodia all'unisono, il nuovo arrangiamento introdusse più voci eseguite contemporaneamente, armonizzate e intrecciate tra loro. Il risultato fu un suono molto più ricco, pieno e imponente, adatto ad accompagnare il Corteo storico e diventato nel tempo uno dei simboli musicali più riconoscibili del Palio di Siena.
Gli squilli dei trombetti di palazzo per il Carroccio, invece, risalgono al 1904 e sono opera di Salvatore Giaretta.
Lunedì 20 aprile 2026, alle ore 18, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico, è stata presentata al pubblico
la nuova registrazione ufficiale della Marcia del Palio; un progetto promosso e finanziato dall’Associazione Arturo Pratelli in collaborazione con il Comune di Siena.
L’ultima incisione della Marcia risaliva al 1959: da qui l’esigenza di realizzare una nuova registrazione utilizzando tecnologie e strumentazioni professionali contemporanee.
Fondamentale è stato il contributo di numerose realtà locali: la Banda Città del Palio – Unione Bandistica Senese, diretta dal Maestro Matteo Cancelli,
che ha eseguito il brano; il Virus Studio, responsabile della registrazione, del mixaggio e della masterizzazione;
e il Comune di Siena, che ha messo a disposizione la chiesa di Sant’Agostino per le riprese e la Sala delle Lupe per la presentazione ufficiale del progetto
Testo tratto da
"L'Anima del Palio di Siena"
di Gerardo Righi Parenti (1979)
MARCIA DEL PALIO DI SIENA
Parole di M. CECCUZZI - Musica d. P. FORMICHI
Squilli la fé
s'armi e vinca l'onore
in te dolce fiore
Siena gentil.
Mille vessilli scintillano al sol
trema il bel cielo di vivi color
Ecco degli avi risuona il valor
Ecco i destrieri divorano il suol.
Squilli la fé
s'armi e vinca l'onore
in te dolce fiore
Siena gentil.
La spada in pugno, la fede in cor
l'ira sul labbro ed il perdon,
passa e trionfa il vincitor,
passa e s'adorna di fiori il crin.
S'armin di gloria le nostre bandier
di liete rose gli ansanti destrier,
viva la palma del pro' cavalier,
viva la gloria di Siena gentil.
Squilli la fé
s'armi e vinca l'onore
in te dolce fiore
Siena gentil.
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