Palio dell'Assunta
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Tratta da: Daccelo!
La sorte favorisce la Lupa che ha in sorte Lina, cavallina vittoriosa nel Palio di luglio. Ottimi cavalli anche per Torre, Oca, Bruco ed Aquila, in cui Picino corre il suo cinquantesimo Palio. La Tart...  

La sorte favorisce la Lupa che ha in sorte Lina, cavallina vittoriosa nel Palio di luglio. Ottimi cavalli anche per Torre, Oca, Bruco ed Aquila, in cui Picino corre il suo cinquantesimo Palio. La Tartuca ha in sorte Carnera, una cavalla di grande stazza, che secondo molti è addirittura incinta.

In Castelvecchio lasciano libero Porcino e si affidano ad un debuttante, Fernando Leoni detto "Ganascia", figlio di Domenico, vecchio fantino due volte vittorioso nel 1910 e nel 1919.

Il giovane Ganascia dimostra subito grande esperienza, capisce che Carnera non è incinta, ma solo un po' troppo grassa, prepara un pastone "purgativo" e dopo poco la cavalla torna in forma.

Nelle altre contrade cambiano poche monte, nel Nicchio Titino sostituisce in extremis l'infortunato Memmo, nella Pantera, Ezio Torrini, proveniente dal Drago, toglie il posto a Bovino. Da segnalare qualche acciacco ai cavalli di Chiocciola, Drago e Lupa.

Dalla mossa parte primo il vecchio Picino, seguono Oca, Bruco, Lupa. A San Martino, con una traiettoria esterna, rasente ai materassi, Smania porta la Torre al comando.

Inizia il secondo giro con la Torre prima, seguita dall'Oca, dal Bruco, dalla Lupa e dall'Aquila, più staccata c'è la Tartuca. Le posizioni restano invariate, solo l'Aquila perde contatto dalle prime. Smania spinge Proserpina con sicurezza, per la Torre sembra fatta, ma all'ultimo San Martino arriva il colpo di scena: da dietro i materassi sbuca un ocaiolo che tira una bandierata al fantino della Torre. Smania non riesce ad evitare l'impatto e cade trascinando con se Garibaldi nell'Oca e Pirulino nel Bruco.

Ne approfitta la Lupa, Canapino porta Lina in testa, dietro c'è il giovane Ganascia su Carnera. I due fantini lottano strenuamente, Ganascia, davanti il Comune, si porta al comando, Canapino non riesce a rispondere all'attacco, la Tartuca vince un Palio incredibile con un fantino debuttante ed una brenna.

Molte polemiche dopo il Palio, la Torre rompe la secolare alleanza con la Tartuca.

Tratta da: Palio XX secolo
Un Palio non vinto fu la causa della rottura di una alleanza che durava da quasi 300 anni. Tartuca e Torre, infatti, erano alleate fin già dal lontano 1663 e fra di loro non si registrano né incidenti...  

Un Palio non vinto fu la causa della rottura di una alleanza che durava da quasi 300 anni. Tartuca e Torre, infatti, erano alleate fin già dal lontano 1663 e fra di loro non si registrano né incidenti né dissapori.

Nell'agosto 1930 la Torre vede svanire il suo sogno di vittoria all'ultimo San Martino quando il suo cavallo frana a terra coinvolgendo, fra l'altro, nella caduta la rivale Oca che seguiva da vicino.

Si disse che da dietro i materassi era «apparsa» una bandiera dell'Oca (che poi, infatti, fu presa dai torraioli e portata in Salicotto), comunque il risultato fu che la Tartuca con Ganascia riuscì all'ultimo tuffo a superare la Lupa, che si era trovata inaspettatamente prima e a vincere il Palio.

La delusione per i torraioli fu grande e, ad una certa ora della sera, dopo aver bruciato nella piazza del Mercato i documenti di aggregazione e di alleanza, il popolo torraiolo si riversò nella Tartuca reclamando il Drappellone.

In fondo a via della Murella gli invasori trovarono, però, una barricata con i tartuchini, guidati dal loro capitano Remigio Rugani, pronti alla difesa. Ci furono degli scontri e l'alleanza finì, anche se in seguito ci fu qualche tiepido tentativo di riappacificazione. Guarda caso, proprio in quall'anno, nasceva ufficialmente l'alleanza tra Tartuca, Oca, Nicchio e Onda conosciuta come T.O.N.O..


Palio XX secolo
una città fra realtà e leggenda
di Luca Luchini
Tipografia Senese Editore

Note:

Drappellone

di Vittorio Emanuele Giunti

Al II centenario del miracolo delle sacre particole.

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