Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK
Contrade  Palii  Drappelloni Masgalani Squalifiche Ricerche Statistiche Repubblica
Senese
 News  Giochi


 







SANTA CATERINA DA SIENA
LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA
VOLGARMENTE DETTO
DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Effettuare una selezione
TRACTATO
dal capitolo I
al capitolo VIII
 |  TRACTATO DE LA DISCREZIONE
dal capitolo IX
al capitolo LXIV
 |  TRACTATO DELL’ORAZIONE
dal capitolo LXV
al capitolo CXXXIV
 |  TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
dal capitolo CXXXV
al capitolo CLIII
 |  TRACTATO DELL’OBEDIENZIA
dal capitolo CLIV
al capitolo CLXVII


Capitolo XVII
Come Dio si lamenta de le sue creature razionali e maximamente per l’amore proprio che regna in loro, confortando la predetta anima ad orazione e lagrime.
Alora Dio, come ebbro d’amore verso la salute nostra, teneva modo d’accendere maggiore amore e dolore in quella anima in questo modo: mostrando con quanto amore aveva creato l’uomo, (si come di sopra alcuna cosa dicemmo), e diceva: — Or non vedi tu che ognituto mi percuote; e Io gli ho creati con tanto fuoco d’amore e dotatigli di grazia; e molti, quasi infiniti doni ho dati a loro per grazia e non per debito? Or vedi, figliuola, con quanti e diversi peccati essi mi percuotono, e spezialmente col miserabile e abominevole amore proprio di loro medesimi, unde procede ogni male. Con questo amore hanno avelenato tutto quanto il mondo, però che come l’amore di me tiene in sé ogni virtú parturita nel proximo (si com’ Io ti dimostrai), cosí l’amore proprio sensitivo, perché procede da la superbia (come il mio procede da carità), contiene in sé ogni male. E questo male fanno col mezzo della creatura, separati e divisi da la caritá del proximo, perché me non hanno amato, né il proximo non amano, però che sonno uniti l’uno e l’altro insieme. E però ti dissi che ogni bene e ogni male era facto col mezzo del proximo, si come lo, di sopra, questa parola ti spianai.

Molto mi posso lagnare de l’uomo che da me non ha ricevuto altro che bene, e a me dá odio facendo ogni male. Perché Io ti dissi che con le lagrime de’ servi miei mitigarei l’ira mia; e cosí ti ridico. Voi, servi miei, paratevi dinanzi con le molte orazioni e ansietati desidèri e dolore de l’offesa che è facta a me, e della dannazione loro; e cosí mitigarete l’ira mia del divino giudicio.


Effettuare una selezione
TRACTATO
dal capitolo I
al capitolo VIII
 |  TRACTATO DE LA DISCREZIONE
dal capitolo IX
al capitolo LXIV
 |  TRACTATO DELL’ORAZIONE
dal capitolo LXV
al capitolo CXXXIV
 |  TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
dal capitolo CXXXV
al capitolo CLIII
 |  TRACTATO DELL’OBEDIENZIA
dal capitolo CLIV
al capitolo CLXVII

 

F12 = Legenda Mappa del sitoAggiungi ai preferiti utenti connessi: 356
Regolamento del PalioRituale contradaiolo Regolamento del Masgalano
Paliopedia Bibliografia LinksWeb Service del Palio di Siena


made in Siena, archivio: since 1986, sito web: since 2004