Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK
Contrade  Palii  Drappelloni Masgalani Squalifiche Ricerche Statistiche Repubblica
Senese
 News  Giochi


 







SANTA CATERINA DA SIENA
LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA
VOLGARMENTE DETTO
DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Effettuare una selezione
TRACTATO
dal capitolo I
al capitolo VIII
 |  TRACTATO DE LA DISCREZIONE
dal capitolo IX
al capitolo LXIV
 |  TRACTATO DELL’ORAZIONE
dal capitolo LXV
al capitolo CXXXIV
 |  TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
dal capitolo CXXXV
al capitolo CLIII
 |  TRACTATO DELL’OBEDIENZIA
dal capitolo CLIV
al capitolo CLXVII


Capitolo CXXXIX
Come Dio providde in alcuno caso particulare a la salute di quella anima ad cui adivenne el caso.
— Vuogli ti mostri, figliuola, quanto el mondo è ingannato de’ misteri miei? Or apre l’occhio de l’ intelletto, e raguarda in me; e, mirando, vedrai nel caso particulare del quale lo ti dixi che ti narrarei. E come egli è questo, cosí generalmente ti potrei contare degli altri. —

Alora quella anima, per obbedire al sommo etterno Padre, raguardava in lui con ansietato desiderio. Alora Dio etterno dimostrava la dannazione di colui per cui era adivenuto el caso, dicendo: — Io voglio che tu sappia che, per camparlo di questa etternrna dannazione nella quale tu vedi che egli era, lo permissi questo caso, acciò che col sangue suo nel Sangue della mia Verità unigenito mio Figliuolo avesse vita. Però che non avevo dimenticato la reverenzia e amore che egli aveva a la dolcissima madre, Maria, dell’unigenito mio Figliuolo. A la quale è dato questo, per reverenzia del Verbo, da la mia bontá: cioè che qualunque sarà colui, o giusto o peccatore, che l’abbi in debita reverenzia, non sarà tolto né devorato dal demonio infernale. Ella è come una esca posta da la mia bontá a pigliare le creature che hanno in loro ragione. Si che per misericordia ho facto quello, cioè permessolo, none (acta la mala volontà degl’ iniqui, che gli uomini tengono crudeltá. E tutto questo l’adiviene per l’amore proprio di loro medesimi, che l’ha tolto el lume, e però non cognoscono la veritá mia. Ma, se essi si volessero levare la nuvila, la cognoscerebbero e amarebbero, e cosí avarebbero ogni cosa in reverenzia, e nel tempo della ricolta riceverebbero el frutto delle loro fadighe. Ma non dubbitare, figliuola mia, ché di quello che tu mi preghi Io adempirò e’ desidèri tuoi e de’ servi miei. Io so’ lo Dio vostro remuneratore d’ogni fadiga e adempitore de’ sancti desidèri, purché Io trovasse chi in veritá bussasse a la porta de la mia misericordia con lume, acciò che non errassero né mancassero in speranza della mia providenzia.


Effettuare una selezione
TRACTATO
dal capitolo I
al capitolo VIII
 |  TRACTATO DE LA DISCREZIONE
dal capitolo IX
al capitolo LXIV
 |  TRACTATO DELL’ORAZIONE
dal capitolo LXV
al capitolo CXXXIV
 |  TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
dal capitolo CXXXV
al capitolo CLIII
 |  TRACTATO DELL’OBEDIENZIA
dal capitolo CLIV
al capitolo CLXVII

 

F12 = Legenda Mappa del sitoAggiungi ai preferiti utenti connessi: 367
Regolamento del PalioRituale contradaiolo Regolamento del Masgalano
Paliopedia Bibliografia LinksWeb Service del Palio di Siena


made in Siena, archivio: since 1986, sito web: since 2004