Apologhi e novellette
Lo spaventapasseri
Avete voi mai veduto quando si seminano e' poponi; meglio quando si semina il grano; o ora al tempo de' fichi, che vi si pongono gli sparavicchi? Sai, colĂ in sul campo del grano, elli pigliano uno sacco e empienlo di paglia, perchĂ© non vi vadano le cornacchie. E su questo sacco si pone una zucca, che paia la testa d'uno uomo, e fasseli le braccia, e pongoli uno balestro in mano, teso che par che vogii balestrare a le cornacchie. E le cornacchie so' maliziose, e' vanno volando in qua e in lĂ ; e vedendo questo uomo, temono di non esser morte; e cosĂ stanno tutto il dĂ senza pizzicare. Tornanvi poi l'altro dĂ, e veggonlo a quello medesimo modo; anco stanno cosĂ insino la sera, senza arrischiarsi a pizzicare nel seminato; e anco pur volendo pizzicare, vi tornano l'altra mattina, e trovanlo a quel medesimo modo che gli altri dĂ; e vedendo che elli non si muove punto, cominciano a volare in terra pur di lònga, e a poco a poco si cominciano approssimare a questa zucca, e talvolta le vanno apresso apresso, pur con paura però. Talvolta, quando so' cosĂ apresso, elli trarrĂ un poco di vento che 'l farĂ rimanere: come il vegono cosĂ muovare, tutte fuggono via per paura. Poi vedendo che elli non fa altro atto, pure ritornano a mangiare, e vannoli poi anco piĂş presso che non avevano fatto prima. Aviene talvolta, come so' una piĂş ardita che un'altra, che gli vanno insino apresso apresso, e vedendo che non si muove, si mette a volare e volagli in sul balestro, e vedendo che non si move lui e non scrocca il balestro, non ha paura di nulla; e cosĂ assicurata, gli va in sul capo, e pisciali in capo. A proposito. Sai che vo' dire? Io vo' dire che talvolta fa cosĂ uno rettore, il quale va a fare l'uffizio nel quale elli è eletto, e lui non è atto, che è uno zero. Elli manda il bando, che niuno biastemmi Iddio, che non si vadi di notte, che non si giuochi, che non si porti arme, che non si dica villania l'uno a l'altro. E cosĂ mandato il bando, vanno facendo la cerca di dĂ e di notte colla sua birraria, e talvolta truovano chi va di notte, e chi gioca, e chi biastemmia Iddio; sarĂ menato alla signoria per far'lo pagare la pena. Subito giognarĂ uno al rettore: "O missere, io vi prego e vi domando una grazia. Voi avete il tale, il quale fu trovato di notte; io vi prego che voi gli faciate grazia per mio amore." "Oh!" dice il rettore, "gli statuti dicono sĂ, e sĂ: oh! non udĂ elli il bando? Non sa egli i costumi?" Dice colui: "Oh, egli è usanza di mandare il bando, e cosĂ anco è usanza di fare di queste tali grazie." Elli appena il sa disdire, e cosĂ il lassa. CosĂ d'uno che biastemmi; simile, d'uno che faccia una mèschia; e cosĂ a poco a poco si lassa giudicare a le preghiere di chi vuole le grazie. Sai che ti dico? Tu se' misero zero, e non avrai mai onore, che eglino faranno tanto vedendo la tua condizione, che infine si faranno beffe di te, e pisciarannoti in capo. Sicut unus; e hai il zero. O uffiziali, doh! mirate che non vi sia pisciato in capo.