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Vittorio Bardini

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Tratta da Wikipedia .it

Vittorio Bardini nel 1948

Vittorio Bardini (Sovicille, 15 settembre 1903 – Siena, 30 maggio 1985) è stato un politico e partigiano italiano.

Nato nel 1903 a Sovicille in provincia di Siena, Vittorio Bardini entrò a far parte del Circolo giovanile socialista nel 1919, a soli sedici anni. Fra i fondatori del Partito comunista senese, nel 1921 fu arrestato per la prima volta a seguito degli scontri fra militanti comunisti e fascisti durante l'assalto di questi ultimi alla Casa del popolo di Siena. Nel giugno 1922, Bardini divenne segretario della Federazione giovanile dei comunisti di Siena e nel 1925 segretario della Federazione provinciale comunista di Siena.

Nel 1927 fu arrestato, processato e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a otto anni di reclusione per attività comunista. Amnistiato nel 1932, operò in semiclandestinità e fu di nuovo arrestato e recluso per due mesi nel 1934. L'anno successivo Bardini espatriò prima in Svizzera, poi in Francia; di qui andò a Mosca, dove frequentò i corsi della scuola leninista. Nel novembre 1936, egli si trasferì in Spagna, dove combatté col grado di tenente di artiglieria presso la XII Brigata Internazionale, Batteria "Gramsci" fino al febbraio 1939. Qui ferito, venne internato in Francia. Nel 1941 fu estradato in Italia e condannato a un anno di reclusione per avere combattuto in Spagna; l'anno successivo fu condannato a 5 anni di confino e trasferito nell'isola di Ponza.

Rilasciato dopo il 25 luglio 1943, Bardini riprese l'attività politica a Siena. Dopo l'8 settembre, si trasferì a Firenze e divenne responsabile militare del PCI fiorentino. A Milano divenne responsabile militare del Partito per la Lombardia e comandante dei Gruppi di azione patriottica - GAP milanesi, ma fu arrestato il 14 febbraio 1944, deportato al Campo di concentramento di Mauthausen e condannato a morte. Partigiano, durante la Resistenza capo della Brigata Garibaldi di Milano.

Rientrato in Italia dopo la fine della guerra, nel giugno 1945 Bardini divenne segretario della Federazione provinciale del PCI di Siena, entrò a far parte del Comitato centrale del PCI, rimanendovi fino al 1962 (dal X al XII congresso fu membro del Comitato centrale di controllo). Fu molto amico di Palmiro Togliatti e della di lui moglie Nilde Iotti.

Sposato con Arduina, vedova di un amico partigiano caduto in guerra, nel 1946, Bardini fu eletto all'Assemblea Costituente e nel Consiglio comunale di Siena. Nel 1948 divenne senatore, venendo eletto deputato nel 1958 e nel 1963.

Dal 1948 al 1957 fu segretario della Federazione regionale toscana del PCI, nel 1951 fu eletto nel Consiglio comunale di Firenze, dove risiedette fino al 1957; negli anni settanta fu consigliere comunale a Siena. Nel 1975 gli venne attribuita, come riconoscimento civico, la medaglia d'oro dal "Concistoro del Monte del Mangia".

Morì nel 1985. A lui è dedicato un mezzobusto e una sala all'interno del Comune di Siena. Suo fratello Giovanni Bardini è stato sindacalista della STEFER a Roma.

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