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Ugo Periccioli

 elenco personaggi 1974 - Mangia d'argento ↗

Tratta da Selvalta n.01/2019

Ugo Periccioli

Il "Sor" Ugo Periccioli (di Flavio Mocenni e Alberto Terzani)

Ugo Periccioli è nato nel 1913 in Via Franciosa ed ha sempre vissuto l’aria della Contrada, aiutato in questo dalla mamma Argelide, che fin da piccolo gli ha insegnato l’amore per i propri colori e per quella che era la loro seconda famiglia.

Una vita dedicata alla Selva, ed anche alla formazione di futuri dirigenti. Giovanissimo Consigliere, Vicario, Pro Priore, collaboratore di più capitani, Capitano, Priore e poi Priore Onorario dal 1979. Vicinissimo ai priori Cecco Bindi e alla Marchesa Ginevra ed uno dei principali artefici della vittoria del 1953, che arrivò dopo ben trentaquattro anni di digiuno dal 1919. Peraltro il suo ruolo fu determinante anche nelle numerose vittorie successive.

Il suo impegno ha consentito oltretutto di realizzare la ristrutturazione della Società vecchia, di cui era stato tra i donatori dell’immobile nel 1946 insieme a Francesco Bindi Sergardi e Arago Nencini, nonché importanti restauri nella Chiesa in cui ha voluto essere sepolto: le sue ceneri riposano sotto l’altare maggiore.

Ha lasciato inoltre tante testimonianze della sua presenza, tra le altre la realizzazione della fontanina battesimale, opera di Vinicio Guastatori, e l’iniziativa, nel 1953 e tutt’ora attiva, della processione con i bambini in Duomo per offrire il cero con i nostri colori alla Madonna Assunta nel giorno della nostra festa, in ringraziamento del Palio vinto dopo tanti anni di sofferenza.

Anche nella vita civile Ugo è stato un grande personaggio: svolgeva l’attività di tipografo ed editore con tante e importanti pubblicazioni anche su Siena e la Selva, fu nominato Commendatore Grande Ufficiale di S. Silvestro Papa, tenne fortissimi rapporti con il Vaticano, ebbe grande confidenza con i Papi, in particolare papa Wojtyla, fu responsabile delle forniture per il Giornale del Clero, diplomatico vaticano con varie missioni all’estero.

In Vaticano aveva a disposizione un alloggio: Marco Governi e Alberto Terzani ce lo hanno accompagnato spesso ed era una vera sorpresa vedere le Guardie Svizzere sull'attenti ed i prelati di alto grado pronti ad attenderlo. Era in confidenza con i poteri politici, amico di Presidenti della Repubblica, del Consiglio e di vari ministri, senza mai dedicarsi alla politica.

Il 15 agosto 1974 il Periccioli ebbe, su proposta della Contrada, il Mangia d’Argento come massimo riconoscimento che la città di Siena offre ai suoi figli migliori. Si ricorda ancora la sua uscita dal teatro dei Rinnovati quando, circondato dal popolo e dalla intera comparsa nell’Entrone del Palazzo pubblico, salì sul cavallo da parata e tutti insieme tornammo in Società a festeggiare.

Fin qui la descrizione di un personaggio di grande potenza, ma parliamo ora del Selvaiolo che pensava 25 ore al giorno alla sua Contrada. Sempre in contatto con i dirigenti in carica, con Sandro Fabbri, Valdo Ferrini, Roberto Marini, spesso ai ferri corti con Osvaldo Bonelli, legatissimo ai suoi Vicari Giorgio Brenci e Flavio Mocenni e poi a quest’ultimo come Priore. Fortissimi i suoi legami di stima e affetto con Don Vittorio (con vivaci scontri tra due forti caratteri) e con Fabio Rugani.

Verso i primi anni '90 il Sor Ugo aveva convinto il DonVi a lasciare in eredità alla Contrada la sua preziosa e ricchissima biblioteca che i giovani Selvaioli hanno catalogato e ordinato ed ora è a disposizione di chi vuol fare ricerca.

Ci fa piacere ricordare che, quando nel 1978 fu pubblicata una biografia di Ugo Periccioli a cura dell’insigne giornalista Mario Celli “Un uomo, un’industria, la Contrada”, la prefazione fu scritta proprio da Don Vittorio che tra l’altro disse:

“Quando molti anni fa scesi a Siena dalle colline del Chianti, incontrai nella Contrada della Selva Ugo Periccioli, uno dei Selvaioli più nobili e appassionati.

Fu lui che mi introdusse a conoscere più profondamente l’anima di Siena e delle sue Contrade.

Ugo Periccioli è un senese di oggi ma il suo stampo è prettamente medievale, contradaiolo della Selva fino a fare della Contrada la sua famiglia e la sua religione.”

Sempre attento a consegnare all’archivio di Contrada documenti, foto, nonché tre grossi volumi manoscritti con la storia della Selva da lui vissuta in prima persona.

Scriveva innumerevoli lettere ai dirigenti in carica: a Valdo Ferrini, a Flavio Priore, ad Alberto Terzani come Vicario di entrambi e poi Rettore del Collegio dei Maggiorenti, talvolta rimproverando per non aver dato sufficiente rilievo a ricorrenze o eventi tradizionali di cui era grande custode, ma anche lettere di complimenti o di commenti e suggerimenti sulla situazione della Contrada e del contesto civile senese e non. Forti i suoi rapporti con tutti i Capitani.

Io, Alberto, non posso non ricordare con affetto e commozione i suoi insegnamenti di vita e di cultura contradaiola, l’affetto che provava per me fin da quando mi volle giovanissimo Camarlengo nel ’71 e le quasi giornaliere convocazioni in tipografia o al ristorante San Giovanni (attuale Ghibellino) per parlare di Contrada, impegni, pianificazioni.

Innumerevoli gli aneddoti che possono fotografare il personaggio, eccone alcuni:

Una sera che facevamo i conti e tardavano i contributi ministeriali per la ristrutturazione della vecchia Società, alle 23 prese il telefono in mano e chiamò la Presidenza della Repubblica facendosi passare il Presidente Saragat per sollecitare l’erogazione. In un’altra occasione, durante il Palio straordinario del 1972, per ovviare alle nostre debolezze economiche prese il libretto di assegni su un c/c del Vaticano e disse “spendi questi”. Non fu facile dissuaderlo.

Nelle innumerevoli cene a casa di Flavio col Brenci, Fabio ed altri, quando Velio, Marco ed io andavamo a prenderlo in tipografia si animava di una verve insospettabile e teneva banco cercando di non cedere la parola fino alle 3 o piĂą tardi, quando lo riaccompagnavamo a casa (a volte tutti con un bicchiere in piĂą) e durante la serata ci eravamo abbioccati a turno mentre lui parlava e parlava.

Raccontiamo questi particolari per descrivere la personalità di Ugo Periccioli che non è stato solo un grande protagonista della vita della Selva nella seconda metà del secolo scorso, ma un vero uomo, con i suoi pregi e i suoi difetti, con una grande passione ed un immenso entusiasmo per i nostri colori e che noi abbiamo tanto amato e che non dimenticheremo mai.

Siamo felici di aver avuto l’occasione di scrivere queste cose anche per testimoniare l’affetto reciproco che c’è sempre stato con il Sor Ugo e ringraziamo il Rettore del Collegio dei Maggiorenti Velio Cini per aver portato avanti l’iniziativa delle borse di studio che costituiranno una parte non indifferente della storia della Contrada.

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