Sergio MicheliSergio Micheli è nato a Siena il 24 aprile 1930 ed è stato uno dei più importanti storici, critici cinematografici e studiosi italiani del Novecento, oltre che regista e docente universitario. Contradaiolo dell’Istrice, alla quale era profondamente legato, ha dedicato la sua lunga attività di ricerca alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione della cultura cinematografica, diventando un punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale.
Dopo la laurea in Lettere, iniziò un’intensa attività di studio e ricerca dedicata alla storia del cinema, con particolare attenzione alle cinematografie dell’Europa orientale, settore nel quale è stato considerato il massimo esperto italiano. Attraverso numerosi viaggi e ricerche sul campo ha approfondito soprattutto il cinema della Bulgaria e della Repubblica Democratica Tedesca, pubblicando monografie e saggi che gli hanno dato prestigio anche fuori dall’Italia. Per il suo straordinario contributo alla conoscenza e alla diffusione della cultura cinematografica dell’Est europeo, nel 1979 ricevette l’Ordine dei Santi Cirillo e Metodio e nel 2005 gli fu conferita la laurea honoris causa dalla Nuova Università di Sofia.
La sua attività di studioso non si è limitata all’analisi del cinema, ma ha indagato anche i rapporti tra la settima arte e gli altri linguaggi espressivi, in particolare il fumetto e la pittura. Fu autore di numerose pubblicazioni nelle quali mise in evidenza il dialogo tra immagini, narrazione e cultura popolare, distinguendosi per un approccio critico capace di unire rigore storico e sensibilità artistica.
Per molti anni è stato docente di Storia e Critica Cinematografica all’Università per Stranieri di Siena e direttore del Centro Studi sul Cinema e sulle Comunicazioni di Massa della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena. Nel corso della sua attività didattica promosse incontri con alcuni dei protagonisti più importanti del cinema e della cultura del Novecento, tra cui registi, attori, musicisti e studiosi come Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi, Ettore Scola, Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Verdone, Ennio Morricone, Milo Manara e molti altri.
Parallelamente all’attività accademica svolse un’intensa opera di divulgazione e approfondimento attraverso collaborazioni con numerose riviste italiane e straniere. Dal 1997 al 2007 fu direttore di Carte di Cinema, periodico ufficiale della Federazione Italiana dei Cineclub (FEDIC), una delle più antiche associazioni culturali italiane in ambito cinematografico. I suoi articoli furono pubblicati su importanti testate e riviste specialistiche nazionali e internazionali, contribuendo alla diffusione della cultura cinematografica italiana ed europea.
Una parte fondamentale della sua attività fu dedicata al recupero e alla salvaguardia di materiali audiovisivi destinati altrimenti alla distruzione. Grazie alle sue ricerche riuscì a riportare alla luce importanti testimonianze della storia di Siena e del Palio. Tra i suoi risultati più significativi vi fu il ritrovamento del filmato del Palio del 16 agosto 1909, realizzato dalla ditta Croce di Milano, considerato il più antico film conosciuto sul Palio di Siena. La pellicola, restaurata dall’Istituto Luce, documenta la vittoria della Contrada del Drago con il fantino Angelo Meloni e offre una preziosa testimonianza della città , dei costumi e della vita senese dell’epoca.
Il suo lavoro di ricerca permise inoltre il recupero di numerosi altri materiali storici, tra cui pellicole relative alla Siena degli anni Trenta e Quaranta. Nel 1996 realizzò il documentario La città in camicia nera, costruito attraverso un accurato montaggio di filmati conservati presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino. L’opera restituì immagini inedite delle visite a Siena di figure come Achille Starace, Pietro Badoglio e Vittorio Emanuele III, offrendo agli studiosi importanti elementi per comprendere gesti, comportamenti e rappresentazioni pubbliche del periodo.
Di grande rilievo fu anche il ritrovamento del lungometraggio a soggetto Quo vadis, girato a Siena nel 1921 dai fratelli Bonnoli, una pellicola senza relazione con il celebre romanzo di Henryk Sienkiewicz. Il film rappresenta una straordinaria testimonianza della città di inizio Novecento, con immagini di vie, piazze, edifici e momenti di vita sociale, tra cui la cerimonia delle Feriae Matricularum del 1921 con la sfilata dei carri.
Accanto all’attività di storico e critico, Sergio Micheli fu anche regista. Realizzò documentari audiovisivi e cortometraggi a soggetto in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti e premi. Tra le sue esperienze artistiche si ricorda anche una collaborazione cinematografica con Pier Paolo Pasolini.
Il legame con Siena rimase sempre centrale nella sua vita. Attraverso il cinema seppe raccontare la città , recuperandone immagini dimenticate e restituendo alla comunità una parte importante della propria memoria collettiva. Per il suo impegno culturale e sociale nel 2014 ricevette dalla città di Siena la Medaglia di Civica Riconoscenza, riconoscimento per i meriti artistici e scientifici maturati nel corso della sua lunga carriera.
Sergio Micheli è scomparso a Siena il 16 settembre 2015, lasciando un patrimonio di studi, pubblicazioni e materiali audiovisivi di straordinario valore. La sua figura rimane quella di un intellettuale curioso e appassionato, capace di unire ricerca storica, critica cinematografica e amore per Siena, contribuendo in modo decisivo alla conservazione della memoria visiva della città e alla diffusione della cultura cinematografica italiana nel mondo.