Tratto da: Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sapìa Salvani fu una gentildonna senese ed è poi protagonista di un episodio nel Purgatorio dantesco.
Citata nel tredicesimo canto, era moglie di Ghinibaldo Saracini, signore di Castiglioncello presso Monteriggioni, e zia paterna di Provenzano Salvani. Forse per odio politico contro il nipote, a capo della fazione ghibellina di Siena, fu invidiosissima dei suoi concittadini: per tale motivo, quando ebbe luogo la battaglia di Colle tra Siena e la guelfa Firenze (nella quale morì lo stesso Provenzano Salvani), desiderò che la sua città fosse sconfitta e si rallegrò della strage avvenuta.
Sapìa fu però anche donna caritatevole, come dimostra la fondazione da parte sua nel 1265 (dopo la morte del marito) di un ospizio per i pellegrini, detto di Santa Maria; situato ai piedi di Castiglioncello, presso la via Francigena, venne in seguito ceduto alla Repubblica di Siena, a beneficio del maggiore ospedale della città.