Patrizio RigattiPatrizio Rigatti (Siena, 4 dicembre 1941) è un medico, chirurgo e accademico italiano, considerato uno dei maggiori urologi europei. La sua attività clinica, scientifica e didattica ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell'urologia moderna, introducendo in Italia numerose tecniche innovative nel trattamento delle patologie oncologiche e andrologiche e formando diverse generazioni di specialisti.
Si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Siena nel 1968, conseguendo successivamente la specializzazione in Urologia (1971) nella stessa Università e quella in Chirurgia Generale (1977) presso l'Università degli Studi di Milano.
Dopo gli incarichi universitari come professore a contratto nelle Università di Milano, Trieste e Siena, nel 1985 è stato nominato Primario della Divisione di Urologia dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Dall'anno accademico 1999-2000 ha diretto la Clinica Urologica dell'Università Vita-Salute San Raffaele e la Scuola di Specializzazione in Urologia dello stesso Ateneo. Dal 2005 al 2012 è stato Direttore del Dipartimento di Urologia dell'IRCCS San Raffaele, contribuendo a fare della struttura uno dei principali centri europei per la diagnosi, la ricerca e la cura delle malattie urologiche.
Fin dagli anni Novanta ha promosso l'introduzione delle tecniche laparoscopiche in urologia, realizzando alcuni dei primi interventi italiani di chirurgia mini-invasiva della prostata, del rene e del surrene. Sotto la sua direzione è stata eseguita al San Raffaele la prima surrenalectomia laparoscopica e sono state sviluppate metodiche innovative per la prostatectomia radicale, la crioablazione dei tumori renali e la chirurgia ricostruttiva dell'apparato urinario.
È stato tra i pionieri europei dell'impiego dell'ipertermia locale nel trattamento delle patologie prostatiche benigne e maligne e delle neoplasie superficiali della vescica, contribuendo allo sviluppo della termoterapia endocavitaria con numerosi studi scientifici. Ha inoltre introdotto in Italia la brachiterapia ecoguidata per il trattamento del carcinoma prostatico localizzato e la crioablazione prostatica con sonde di terza generazione.
La sua attività chirurgica si è concentrata soprattutto sull'oncologia urologica. Ha eseguito oltre cinquemila interventi per il tumore della prostata, sviluppando tecniche innovative come la prostatectomia radicale transcoccigea e affrontando casi di particolare complessità, tra cui l'asportazione di trombi neoplastici cavo-atriali, gli autotrapianti renali e la chirurgia ablativa delle metastasi. È stato inoltre il primo in Italia a realizzare il trapianto contemporaneo di rene e pancreas, in collaborazione con il professor Vincenzo Di Carlo.
Ha dedicato particolare attenzione anche all'urologia pediatrica, fondando al San Raffaele una sezione specialistica che è diventata il principale centro europeo per la ricostruzione dei genitali esterni nelle ambiguità sessuali infantili. Nel campo dell'andrologia è stato tra i primi medici italiani a utilizzare le protesi peniene per il trattamento della disfunzione erettile e il primo in Europa a sperimentare clinicamente il sildenafil (Viagra).
Dal 1990 la Divisione Universitaria da lui diretta è entrata a far parte dei programmi dell'European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC) per la ricerca sui tumori del tratto genito-urinario. Nel 2008 ha inoltre fondato l'Urological Research Institute (URI), primo centro europeo dedicato alla ricerca traslazionale in campo uro-andrologico.
L'intensa attività scientifica è documentata da oltre 900 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e da una vasta produzione di monografie e contributi specialistici che rappresentano punti di riferimento per la comunità urologica. La sua scuola ha formato numerosi specialisti: tredici suoi allievi sono divenuti direttori di strutture ospedaliere complesse e cinque hanno raggiunto il ruolo di professori ordinari universitari.
Accanto all'attività clinica ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. Nel 2004 è stato nominato membro del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario, componente dell'Osservatorio Nazionale per le Professioni Sanitarie e consulente del Consiglio Superiore di Sanità. È stato inoltre coordinatore della rete oncologica lombarda per la definizione delle linee terapeutiche e riabilitative delle patologie urologiche e responsabile scientifico dell'iniziativa divulgativa I Martedì della Salute, promossa con il Corriere della Sera.
Nel corso della carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 1986 la Società Italiana di Chirurgia gli ha assegnato il premio per la migliore monografia scientifica; nel 1992 è stato nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana; nel 1995 è entrato nella Société Internationale d'Urologie; nel 2001 la città di Siena gli ha conferito il Mangia d'Oro, massimo riconoscimento civico, seguito nel 2002 dal Premio Santa Caterina d'Oro. È stato presidente del Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia (2004) e del Congresso Europeo di Urologia (2008). Nel 2009 ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Università di Medicina di Timișoara, nel 2012 è stato nominato Socio Onorario della European Association of Urology (EAU) e nel 2022 ha ricevuto il Premio Roth, il massimo riconoscimento alla carriera conferito dalla Società Italiana di Urologia.
Dopo la conclusione dell'esperienza al San Raffaele, ha proseguito l'attività come Direttore Scientifico dell'Unità Operativa di Urologia dell'IRCCS Auxologico di Milano e come consulente chirurgico per interventi ad alta complessità presso numerosi ospedali italiani.
Per il contributo dato all'innovazione chirurgica, alla ricerca scientifica e alla formazione di intere generazioni di specialisti, Patrizio Rigatti è considerato una delle figure più autorevoli dell'urologia italiana e internazionale, protagonista dell'evoluzione della disciplina negli ultimi cinquant'anni.