Otello Chiti (Poggibonsi, 2 aprile 1912 – Poggibonsi, novembre 2008) è stato un pittore, affreschista e docente italiano, tra i più significativi interpreti della pittura toscana del Novecento. La sua produzione artistica, profondamente legata alla tradizione figurativa italiana, ha privilegiato la tecnica dell'affresco, con importanti opere di carattere religioso e civile realizzate in Toscana e numerose partecipazioni alle principali esposizioni nazionali.
Dopo aver conseguito il diploma di Magistero presso l'Istituto d'Arte di Firenze, proseguì gli studi all'Accademia di Belle Arti della città , dove si diplomò nel 1938 sotto la guida di Felice Carena. Frequentò inoltre, per un breve periodo, la Facoltà di Architettura, completando così una formazione che avrebbe influenzato profondamente il suo linguaggio artistico.
Fin dagli esordi si dedicò allo studio dei grandi maestri del Rinascimento toscano, orientando la propria ricerca verso la pittura murale e la tecnica dell'affresco. Ancora giovanissimo partecipò alle mostre del Sindacato Fascista Belle Arti di Siena e iniziò a ottenere importanti riconoscimenti nazionali. Nel 1934 vinse il premio per l'affresco ai Littoriali della Cultura e dell'Arte di Firenze; due anni dopo conquistò il Concorso Nazionale per l'Affresco e il Premio Rotary alla XX Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, manifestazione alla quale prese parte complessivamente in tre edizioni.
Nel 1937 fu selezionato, insieme a Corrado Cagli, Goffredo Trovarelli, Bramante Buffoni e Leonardo Spreafico, per la realizzazione di un grande ciclo di affreschi destinato alla Stazione Marittima Italiana di New York. Nello stesso anno si classificò secondo al Premio Sanremo e ricevette importanti commissioni a Roma, tra cui i ritratti di antichi condottieri per il Circolo delle Forze Armate di Palazzo Barberini e una pala d'altare per la chiesa di San Roberto Bellarmino.
I successi ottenuti gli offrirono l'opportunità di viaggiare in Grecia, Turchia, Palestina, Egitto, Tripolitania, Spagna e Portogallo, esperienze che contribuirono ad arricchire la sua formazione artistica e culturale. Parallelamente all'attività di affreschista sviluppò una significativa produzione di pittura da cavalletto, ispirandosi ai maestri italiani e francesi dell'Ottocento e mantenendo sempre una salda adesione alla figurazione, lontana dalle correnti astrattiste.
Richiamato alle armi nel 1939, prestò servizio per oltre cinque anni come ufficiale di artiglieria. Durante il secondo conflitto mondiale partecipò anche a diverse esposizioni in qualità di pittore di guerra.
Nel dopoguerra riprese con intensità l'attività artistica, realizzando importanti cicli di affreschi a carattere religioso. Tra le opere più significative figurano quelle del Santuario della Madonnina dei Carmelitani a Capannori, presso Lucca, della chiesa di San Paolino a Firenze, del Convento del Carmine di Siena e la lunetta dell'Oratorio di San Bernardino all'Antiporto. Nel 1958 vinse, insieme a Enzo Cesarini, il concorso per la realizzazione delle vetrate artistiche della Basilica di San Domenico a Siena.
Accanto alla produzione artistica svolse una lunga e apprezzata attività didattica. Dal 1946 fu titolare della cattedra di Pittura Decorativa Murale presso l'Istituto d'Arte di Siena, formando generazioni di giovani artisti e contribuendo alla diffusione delle tecniche tradizionali dell'affresco.
Le sue opere sono oggi conservate in numerose collezioni private e presso enti pubblici a Siena, Firenze, Venezia e Roma. Nel corso della carriera partecipò a un elevato numero di mostre collettive in Italia e all'estero, consolidando il proprio ruolo nel panorama artistico italiano del Novecento.
Particolarmente legato alla città natale di Poggibonsi, fu molto stimato sia come artista sia come insegnante. L'amministrazione comunale gli dedicò diverse esposizioni antologiche, tra cui la grande retrospettiva "Otello Chiti, un maestro toscano del Novecento" (2001-2002), organizzata nell'ambito di un progetto di valorizzazione degli artisti più rappresentativi della cultura poggibonsese.
Otello Chiti si spense a Poggibonsi nel novembre 2008. La sua opera continua a rappresentare una delle testimonianze più significative della pittura figurativa toscana del Novecento, distinguendosi per il saldo legame con la tradizione rinascimentale, l'elevata qualità tecnica e la sensibilità con cui seppe reinterpretare l'arte dell'affresco in epoca contemporanea.