Ivano Scalabrelli è una figura profondamente legata alla vita civile, religiosa e contradaiola di Siena. Giunto in città in giovane età, si stabilì in via di Vallerozzi, nel territorio della Contrada della Lupa, dove costruì la propria famiglia insieme alla moglie Fernanda Volpi e ai figli Beatrice e Giacomo, mantenendo sempre un forte legame con il rione che lo accolse.
La sua attività professionale iniziò nella Polizia Municipale di Siena, dove prestò servizio come motociclista. Successivamente entrò in Banca Toscana, nella quale sviluppò l'intera carriera fino al pensionamento, ricoprendo da ultimo l'incarico di responsabile dell'Ufficio Estero del Gruppo di Firenze dell'istituto di credito.
Accanto al lavoro, Scalabrelli ha coltivato fin dalla giovinezza una grande passione per la poesia, divenuta negli anni uno degli elementi più caratteristici del suo impegno nella Contrada della Lupa. Iniziň a comporre versi in occasione della vittoria del Palio del 1989 e, dal 1994, assunse il ruolo di poeta ufficiale della Contrada, incarico che mantenne fino al 2012, quando raccolse il suo testimone il figlio Giacomo, proseguendo così una significativa tradizione familiare.
Un'altra parte fondamentale della sua vita è stata dedicata al servizio delle confraternite e delle istituzioni religiose senesi. Nel 1985 venne eletto Priore della Compagnia del Santissimo Sacramento di Santa Maria in Tressa, incarico mantenuto per molti anni. Nello stesso anno l'arcivescovo Gaetano Bonicelli Castellano lo chiamò a ricoprire la carica di Cancelliere della Consorteria delle Compagnie Laicali, organismo che coordina le confraternite cittadine. Nel 1991 fu poi eletto Priore della stessa Consorteria, ruolo che ha svolto con dedizione, contribuendo alla tutela delle antiche tradizioni religiose di Siena.
Dal 1996 è stato inoltre nominato Presidente del Comitato del Cero e delle Feste dell'Assunta e gli è stata affidata la cura del cerimoniale delle Feste Cateriniane e di altre importanti celebrazioni religiose cittadine, tra cui quelle dedicate a Sant'Ansano e la processione del Corpus Domini. Attraverso questi incarichi ha offerto un contributo determinante alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio spirituale e cerimoniale della città, diventando un punto di riferimento per la vita religiosa e associativa senese.