Irio Sbardellati nacque a Siena il 16 agosto 1926 e morì nel 1997. Pittore, progettista e artista eclettico, fu una figura profondamente legata alla città e, in particolare, alla Contrada dell'Onda, di cui era contradaiolo.
La sua formazione artistica ebbe inizio durante gli studi presso l'Istituto Magistrale, dove apprese i primi rudimenti del disegno e della pittura dalla professoressa Laura Colosi. Successivamente frequentò i corsi serali di disegno “ornato e figura” presso l'Istituto d'Arte di Siena, sotto la guida di Aldo Marzi e Umberto Giunti, seguendo inoltre corsi di “nudo” dedicati allo studio dell'anatomia del corpo umano.
Schivo e riservato, Sbardellati coltivò per tutta la vita la passione per la pittura, mostrando raramente le proprie opere al pubblico. La sua produzione evidenziava un forte e affettuoso legame, sia formale sia nei contenuti, con la tradizione pittorica senese del Novecento.
La sua attività artistica fu particolarmente importante nel mondo del Palio di Siena. Fu autore di due drappelloni: quello del 16 agosto 1946, assegnato alla Contrada della Giraffa, e quello del 16 agosto 1951, vinto dalla Contrada della Tartuca. Nel 1952 realizzò inoltre il Masgalano del 2 luglio.
Il legame con la Contrada dell'Onda fu particolarmente intenso. Sbardellati realizzò numerose opere e diversi progetti per la Contrada, tra cui bozzetti per bandiere, braccialetti e fazzoletti, contribuendo alla definizione e alla valorizzazione dell'immagine contradaiola nel secondo dopoguerra. Fu inoltre autore di opere e tabernacoli legati all'Onda.
Il suo rapporto con la Contrada non fu soltanto artistico: Sbardellati partecipò attivamente alla vita del mondo contradaiolo, ricoprendo anche i ruoli di alfiere e tamburino di Piazza.
Nel 1992, in riconoscimento del suo lungo impegno artistico e civile e del contributo dato alla cultura senese, ricevette la Medaglia d'oro del Concistoro del Mangia.
Irio Sbardellati fu dunque un artista profondamente senese, capace di unire la pittura e la progettazione alla passione per il Palio e per la propria Contrada. La sua opera, caratterizzata da un forte legame con la tradizione artistica locale, si intrecciò per oltre mezzo secolo con la vita culturale e contradaiola della città , lasciando una traccia significativa soprattutto nella storia dell'Onda e dell'iconografia del Palio.