Franco CaroniFranco Caroni (Siena, 16 luglio 1949 – Follonica, 3 gennaio 2024) è stato uno dei principali protagonisti della storia del jazz italiano e, soprattutto, il maggiore innovatore della sua didattica. Musicista, organizzatore culturale e direttore artistico, è ricordato come il fondatore di Siena Jazz, istituzione che ha contribuito in modo determinante alla formazione di intere generazioni di musicisti e alla diffusione della cultura jazzistica in Italia.
La sua attività musicale iniziò come bassista in diversi gruppi rock. Negli anni Settanta ottenne anche importanti riconoscimenti a livello nazionale con il complesso Livello 7, premiato nel 1974 come "Gruppo rivelazione italiano Città del Lazio" e protagonista di numerose manifestazioni e festival. Poco dopo, attratto dal jazz, iniziò a studiare il contrabbasso e maturò un'idea destinata a cambiare profondamente il panorama musicale italiano: creare un luogo in cui fosse possibile imparare e insegnare il jazz in maniera strutturata, in un'epoca in cui i conservatori ancora guardavano con diffidenza a questo genere musicale.
Nel 1977 fondò l'Associazione Siena Jazz. Quella che nacque inizialmente quasi come una sfida personale si trasformò ben presto in un'esperienza unica nel suo genere. Caroni chiamò a insegnare alcuni dei più importanti musicisti italiani, tra cui Franco D'Andrea, Bruno Biriaco, Claudio Fasoli e Bruno Tommaso, ai quali negli anni si aggiunsero Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Giancarlo Schiaffini, Gianluigi Trovesi, Roberto Gatto e molti altri. I seminari estivi, ospitati nella Fortezza Medicea di Siena, divennero rapidamente un punto di riferimento internazionale grazie a un metodo didattico innovativo, basato sul confronto diretto tra docenti e allievi, sulla pratica musicale e sull'approfondimento musicologico. Da questa esperienza nacque quello che venne definito il "modello senese", destinato a influenzare profondamente l'insegnamento del jazz nei conservatori italiani.
Caroni fu molto più di un semplice organizzatore. Visionario, instancabile e capace di affrontare enormi difficoltà organizzative ed economiche, riuscì a trasformare Siena Jazz in una delle più importanti istituzioni europee dedicate al jazz. Sotto la sua guida nacque nel 1989 il Centro Nazionale di Studi sul Jazz "Arrigo Polillo", oggi la più importante raccolta italiana specializzata nel settore e una delle più rilevanti in Europa. Promosse inoltre la partecipazione di Siena Jazz alla fondazione della International Association of Schools of Jazz (IASJ), consolidando il prestigio internazionale dell'istituzione senese. Dopo anni di lavoro ottenne anche il riconoscimento ministeriale di Siena Jazz come istituzione AFAM, equiparandola a un conservatorio musicale.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una personalità complessa e travolgente: entusiasta e pragmatico, accentratore ma animato da una visione chiarissima, capace di passare con naturalezza dalle questioni artistiche ai problemi organizzativi, sempre guidato dall'obiettivo di far crescere Siena Jazz. Pur svolgendo parallelamente l'attività di informatore medico-scientifico, che mantenne fino al pensionamento nel 2005, dedicò gratuitamente gran parte della propria vita allo sviluppo dell'istituzione da lui creata. Grazie al suo lavoro, Siena divenne una delle capitali europee della formazione jazzistica e moltissimi dei più importanti musicisti italiani degli ultimi decenni si formarono, come allievi o docenti, all'interno dei suoi corsi.
Nel 2009 la città di Siena gli conferì il Mangia d'Oro, la sua massima onorificenza civica, con la motivazione di aver dato vita a una delle più solide e prestigiose istituzioni internazionali dedicate alla musica jazz. Nel 2016 entrò inoltre a far parte del Comitato Scientifico dell'Associazione I-Jazz, che riunisce i principali festival jazz italiani.
Franco Caroni è scomparso improvvisamente il 3 gennaio 2024, a Follonica, all'età di 74 anni. La sua morte ha suscitato profondo cordoglio nel mondo della musica, che gli riconosce il merito di aver rivoluzionato l'insegnamento del jazz in Italia e di aver costruito, con determinazione e lungimiranza, un modello formativo che continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per le istituzioni musicali italiane ed europee.