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Fazio Fabbrini

 elenco personaggi 2016 - Medaglia di civica riconoscenza ↗
Fazio Fabbrini nel 1968

Fazio Fabbrini, conosciuto anche con il nome di battaglia “Fiaccola”, è stato un politico, amministratore pubblico e partigiano italiano, profondamente legato alla città di Siena, della quale fu sindaco e alla quale dedicò gran parte della propria vita civile e istituzionale. Per il suo impegno nella tutela e nella valorizzazione della città, e in particolare per la storica decisione che nel 1965 portò alla chiusura al traffico del centro storico, nel 2016 gli è stata conferita la Medaglia di Civica Riconoscenza del Mangia.

Nato ad Abbadia San Salvatore il 5 febbraio 1926, figlio di Alessandro Fabbrini, operaio della miniera di mercurio e dirigente della locale sezione del Partito Comunista Italiano fin dalla sua fondazione nel 1921, crebbe in una famiglia fortemente impegnata sul piano sociale e politico. Nel 1939 si trasferì con la famiglia a Pienza, dove il padre assunse la direzione di una piccola miniera di lignite e dove Fazio poté proseguire gli studi fino al conseguimento del diploma magistrale.

Fin da giovanissimo maturò una forte opposizione al fascismo e, durante la Seconda guerra mondiale, partecipò attivamente alla Resistenza. Nell’aprile del 1944 prese parte alla battaglia di Monticchiello con la formazione partigiana “Mencatelli”, entrando poi nelle formazioni operanti sul Monte Amiata. Durante la lotta partigiana assunse inizialmente il nome di battaglia “Pisacane”, per poi adottare quello di “Fiaccola”, con cui sarebbe rimasto ricordato.

Terminata la guerra si trasferì a Siena, dove iniziò un lungo percorso politico all’interno del Partito Comunista Italiano. Nel 1945 divenne segretario del Movimento giovanile della Federazione provinciale del PCI e successivamente entrò nel Comitato federale. Nel corso degli anni ricoprì numerosi incarichi di responsabilità: fu responsabile della Commissione di organizzazione della Federazione provinciale senese, insegnante di economia politica marxista presso la scuola nazionale del PCI alle Frattocchie, membro della Commissione economica centrale del partito a Roma e, dal 1958, segretario della Federazione comunista di Siena.

Nel 1962, durante il IX Congresso nazionale del PCI, entrò a far parte del Comitato centrale del partito, incarico che mantenne fino al 1970. Nel 1965 venne eletto sindaco di Siena, guidando l’amministrazione cittadina in un periodo di grandi trasformazioni.

Il suo nome è legato soprattutto a una scelta amministrativa destinata a cambiare il volto della città: il 5 luglio 1965 emanò l’ordinanza che vietava la circolazione delle automobili nelle vie e nelle piazze principali del centro storico. Una decisione allora considerata rivoluzionaria, che fece di Siena la prima città europea a chiudere al traffico il proprio cuore storico, anticipando di molti anni le moderne politiche di tutela urbana, valorizzazione dei centri storici e mobilità sostenibile.

Durante il suo breve mandato da sindaco, conclusosi nel 1966, Fabbrini promosse anche il progetto del Centro Congressi all’interno della Fortezza Medicea, affidandone la progettazione al celebre architetto finlandese Alvar Aalto, uno dei protagonisti dell’architettura moderna internazionale.

Lasciata l’amministrazione cittadina, proseguì il proprio impegno nelle istituzioni nazionali. Alle elezioni politiche del 1968 fu eletto senatore della Repubblica a soli 42 anni, risultando tra i più giovani membri di Palazzo Madama. Entrò nella Giunta consultiva per gli affari europei del Senato, della quale fu anche vicepresidente.

Nel 1970 il Senato lo elesse membro del Parlamento Europeo, dove svolse la propria attività accanto a importanti esponenti della politica italiana dell’epoca, tra cui Giorgio Amendola e Nilde Jotti. A Strasburgo fece parte della Commissione bilancio e della Commissione trasporti e politiche regionali, ricoprendo inoltre incarichi nell’Ufficio di Presidenza e sostituendo Amendola durante i periodi in cui quest’ultimo era impegnato a Roma.

Nel 1976 concluse la propria esperienza parlamentare nazionale ed europea e tornò a dedicarsi maggiormente alla realtà senese. Entrò nella Deputazione amministrativa della Banca Monte dei Paschi di Siena e collaborò con diverse realtà economiche e finanziarie, tra cui Sviluppumbria e la United Bank for Africa.

Negli ultimi anni della sua vita Fabbrini si dedicò soprattutto alla memoria storica, scrivendo opere dedicate alla Resistenza e alle vicende politiche del territorio senese. Tra i suoi lavori si ricordano “Impegno di una vita. Note autobiografiche” e contributi sulla lotta partigiana nella Val d’Orcia e sull’Amiata, nei quali raccolse testimonianze e riflessioni su una stagione fondamentale della storia italiana.

Uomo delle istituzioni e della politica, ma anche custode della memoria della propria terra, Fazio Fabbrini ha rappresentato una generazione di amministratori capaci di unire ideali, visione e concretezza. La sua intuizione sulla chiusura del centro storico di Siena rimane ancora oggi il simbolo di una scelta lungimirante, nata da una profonda attenzione per la città e per il suo futuro.

È morto a Siena il 10 dicembre 2018, all’età di 92 anni, lasciando il ricordo di un protagonista della storia senese del Novecento: partigiano, sindaco, parlamentare e uomo sempre impegnato nella difesa dei valori democratici e della propria comunità.

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