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Enzo Carli

 elenco personaggi 1959 - Mangia d'oro

Tratta da Archivio SIUSA

Enzo Carli (Pisa, 20 agosto 1910 – Siena, 26 settembre 1999) è stato uno storico dell'arte e funzionario italiano.

Enzo Carli nacque a Pisa il 20 agosto 1910 da Plinio Carli. Si iscrisse all'Università di Pisa nel 1927 ed ebbe come docenti Mario Salmi e Matteo Marangoni, come compagni di studio Carlo Ludovico Ragghianti e Aldo Capitini; si laureò in Lettere nel 1931 con una tesi su Tino di Camaino. Oltre a coltivare i suoi principali interessi per la storia dell'arte - che avrebbero determinato gli indirizzi di tutta la sua attività professionale ed intellettuale - durante gli anni universitari studiò composizione musicale e pianoforte con il maestro Leonardo Pacini e mostrò sin da allora una spiccata sensibilità per la poesia, che mantenne fino agli ultimi anni di vita. Nel 1933 conseguì l'abilitazione all'insegnamento della storia dell'arte negli Istituti medi e dal 1934 al 1937 insegnò nei licei "Dante" e "Michelangiolo" di Firenze.

La sua carriera nell'amministrazione statale delle Antichità e Belle Arti ebbe inizio nel 1937 come ispettore presso la Soprintendenza dell'Aquila; due anni dopo fu trasferito alla Soprintendenza di Siena. Frattanto i suoi rapporti con il mondo universitario non si erano mai interrotti e nel 1942 conseguì la libera docenza in Storia dell'arte medievale e moderna, che esercitò presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Pisa. Rimase a Siena per tutta la vita, ricoprendo un ruolo fondamentale nella vita culturale cittadina; a lui si deve un particolare e significativo contributo nell'opera di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico locale tramite un'intensa attività pubblicistica e la promozione di mostre e convegni.

Durante la guerra si adoperò per il ricovero delle opere della Pinacoteca di Siena nella Villa Arceno in Chianti e nell'Abbazia di Monteoliveto Maggiore; nel 1944, su ordine del Governo militare alleato della Toscana, curò l'esposizione dei "Capolavori dell'arte senese", una delle prime mostre allestite nell'Italia liberata.

Fu direttore della Pinacoteca nazionale di Siena fino al 1952, Soprintendente ai monumenti e alle gallerie per le province di Siena e Grosseto fino al 1973; tra le varie cariche cittadine ricoprì quelle di rettore dell'Opera metropolitana, direttore del Museo dell'Opera del duomo e responsabile del Museo civico. Nel 1959 ricevette dal "Concistoro del Monte del Mangia" il premio "Mangia d'oro", massimo riconoscimento civico senese. Nel 1962 vinse il concorso universitario per l'insegnamento di Storia dell'arte e fu chiamato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova; rinunziò all'incarico per rimanere a Siena, dove resse la cattedra nella stessa disciplina tra il 1970 al 1973. Il suo approccio allo studio dei fenomeni artistici fu sempre legato ad uno storicismo di ascendenza crociana e accanto a fondamentali opere specialistiche - soprattutto sull'arte senese e pisana - fu autore di scritti divulgativi destinati al grande pubblico e contributi alla manualistica scolastica.

Un primo gruppo di pubblicazioni, risalenti agli anni immediatamente successivi alla formazione universitaria e perlopiù apparsi come singoli articoli su riviste specializzate, sono relativi alla scultura toscana del periodo gotico. Si occupò di Nicola e Giovanni Pisano ("Il pulpito di Siena", Bergamo 1943) e della relativa scuola, nonché dell'opera di Arnolfo di Cambio. Fondamentale il saggio "Sculture del duomo di Siena" pubblicato a Torino nel 1941. Particolare oggetto dei suoi interessi furono gli scultori senesi del Trecento come Giovanni D'Agostino, Gano, Agostino di Giovanni, Agnolo di Ventura e Goro di Gregorio. Nel 1947 pubblicò presso l'Istituto italiano di arti grafiche di Bergamo "Le sculture del duomo di Orvieto", contenente importanti precisazioni nel dibattito relativo alle attività di Ramo di Paganello e di Lorenzo Maitani nella cittadina umbra. Altri contributi sono relativi alla scultura senese del Quattrocento e i risultati delle sue indagini sono rilevabili nel saggio "La scultura lignea senese" (Milano-Firenze 1951). Si occupò inoltre della pittura e scultura medievale in Abruzzo in seguito al biennio trascorso presso la Soprintendenza di quella regione (1937-1939). Sul tema specifico della pittura e dell'arte senese Enzo Carli si impegnò a delineare l'evoluzione dalle origini alla metà del XVI secolo ("I capolavori dell'arte senese", Milano 1946; "La pittura senese", Milano 1955; "Les primitifs Sennois", Paris 1957) e dette alle stampe ampie monografie e cataloghi: "Vetrata Duccesca", Firenze 1946; "Il Museo dell'Opera del duomo e la Libreria Piccolomini di Siena", Siena 1946; "Le tavolette di Biccherna e di altri uffici dell'antico Stato di Siena", Firenze 1950; "Duccio", Milano-Firenze 1952; "Dipinti senesi del contado e della Maremma", Milano 1955; "Sassetta e il Maestro dell'Osservanza", Milano 1957; "Guida della Pinacoteca di Siena", Milano 1958; "Simone Martini", Milano 1959; "Il duomo di Siena", Genova 1977. Tra i contributi sulla pittura pisana ricordiamo i saggi "Pittura medievale pisana" e "Pittura pisana del Trecento", entrambi editi a Milano nel 1958. Si occupò anche dell'opera di Paolo Uccello, Michelangelo e Raffaello. Nel settore della manualistica scolastica, in collaborazione con Gian Alberto Dell'Acqua, curò nel 1954 il primo volume di "Profilo dell'Arte italiana", ampiamente utilizzato come libro di testo per i licei classici. I suoi interessi sconfinarono anche nell'arte contemporanea e nel corso degli anni Cinquanta studiò l'opera di Marino Marini, Amedeo Modigliani, Giuseppe Viviani ed Orfeo Tamburi. Entrò inoltre a far parte - spesso in qualità di presidente - di numerose giurie e di premi di pittura nazionali e internazionali.

Nel 1957 compì un viaggio nell'America del Sud, il cui risultato fu il volumetto dal titolo "Oreficerie preispaniche di Colombia nel Museo dell'oro di Bogotà", Milano 1957; come cultore di studi musicali pubblicò "Sulla spazialità della musica negli Studi in onore di Matteo Marangoni", Firenze 1957. Compose anche una raccolta di prose autobiografiche dal titolo "Inventario pisano" (Milano 1977) e nell'ultima parte della sua vita dette alle stampe alcune raccolte di versi: "Epigrammi di un ottuagenario ovverosia Autobiografia minima", Ospitaletto 1992; "Serventesi elegiaci per la moglie morta", Fiesole 1996; "Cinquanta cavatine bibliche", Fiesole 1997; "Cento e una cavatine bibliche", Fiesole 1998. Membro dell'Accademia nazionale dei Lincei, fu insignito del "Premio del Presidente della Repubblica" nel 1980. Nel 1993 ricevette ad Imola il premio "Vita di critico", nel 1995 il "Premio Antonio Feltrinelli per la critica dell'arte e della poesia". Fece parte dell'Accademia nazionale di San Luca e fu a lungo presidente dell'Accademia senese degli Intronati. Una prima bibliografia di Enzo Carli, curata da Wolfgang Loseries, è stata pubblicata dal Kunstistorisches Institut di Firenze nel 1988 e comprende circa 500 titoli di opere.

Tra gli studi degli ultimi anni ricordiamo la monografia "Arnolfo", Firenze 1993; "La pittura a Pisa dalle origini alla 'Bella Maniera'", Pisa 1994; la raccolta di saggi "Arte senese e arte pisana", Torino 1996; l'ampio commento al "Racconto del duomo di Siena del seicentista Alfonso Landi", Firenze 1992; e vari saggi apparsi su "AntichitĂ  viva".

Enzo Carli morì a Siena il 26 settembre 1999. Alla sua morte i figli hanno creato un Fondo Enzo Carli all'Università di Siena. Enzo Carli è sepolto nel Camposanto monumentale di Pisa.

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