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Danilo Nannini

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Danilo Nannini

Danilo Nannini (Siena, 1º agosto 1921 – Siena, 15 febbraio 2007) è stato un pasticciere, imprenditore e dirigente sportivo italiano, attivo nel campo dell'industria dolciaria.

Era figlio di Guido Nannini, fondatore del primo locale di pasticceria a Siena; fu il padre della cantautrice Gianna Nannini e dell'ex pilota di Formula 1 Alessandro Nannini. Danilo Nannini divenne famoso come pasticciere lavorando in famiglia. Per diciotto anni fu presidente del Siena, squadra in cui aveva militato anche come calciatore.

Come imprenditore, dopo un periodo di successo in cui aveva diffuso il suo prodotto principale, il panforte, sul mercato nazionale, fu travolto da un fallimento con accuse di bancarotta fraudolenta.

Lungamente priore della contrada della Civetta, non ebbe mai il piacere di vedere la sua contrada vincere il Palio negli anni in cui invece ricoprì il ruolo di capitano.

Danilo Nannini fu una figura centrale nella storia del Siena Calcio, prima come calciatore e soprattutto come presidente.

Ala veloce e tecnicamente dotata, esordì in Serie B nel 1940, ma gli studi e il lavoro lo costrinsero a interrompere presto la carriera. Tornò brevemente a giocare nel 1949, prima di dedicarsi definitivamente alla società bianconera.

Nel 1955 divenne presidente del Siena, allora in Serie D, e iniziò subito con una stagione straordinaria: costruì una squadra competitiva, ingaggiando numerosi giocatori provenienti dall'Empoli, tra cui Lauro Toneatto. Il Siena vinse il campionato e conquistò il suo primo scudetto di Serie D, battendo il Chinotto Neri in finale.

Durante la sua presidenza Nannini si dimostrò un dirigente lungimirante e dotato di grande fiuto per i talenti. La sua strategia consisteva nel combinare giovani promettenti, giocatori esperti e calciatori provenienti da categorie superiori. Tra i giovani da lui valorizzati ci fu anche Romeo Benetti.

Nel 1960 circa sfiorò la promozione in Serie B: dopo un campionato di vertice, il Siena fu raggiunto dall'Ozo Mantova e perse lo spareggio decisivo a Marassi. Nonostante non riuscisse a raggiungere la cadetteria, Nannini lasciò un'impronta profonda nella società.

Dopo aver lasciato la presidenza nel 1967, tornò alla guida del Siena nella stagione 1979-80, spinto dai tifosi del Siena Club Fedelissimi. In questa seconda esperienza ottenne due promozioni in Serie C1, anche se dovette affrontare una successiva retrocessione in C2.

La sua storia con il Siena si concluse definitivamente nella stagione 1984-85, dopo complessivamente circa 18 anni alla guida della società. È ricordato dai tifosi come un presidente vulcanico, geniale e appassionatissimo, capace di intuizioni importanti e animato da un amore profondissimo per la Robur.

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