Cesare ManciniCesare Mancini è nato a Siena ed è una delle figure più importanti della vita musicale della città, unendo nel corso della sua carriera l’attività di interprete, studioso, docente e promotore della cultura musicale. La sua formazione si è sviluppata tra pratica esecutiva e ricerca storica: si è diplomato in organo e composizione organistica al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, perfezionandosi successivamente con alcuni dei più autorevoli specialisti internazionali dell’organo e della musica antica, tra cui Tagliavini, Koopman, Vogel, Oortmerssen, Lohmann, Boyer, Stembridge, van de Pol, Acciai, Carnini e Donini. Parallelamente ha approfondito gli aspetti storico-musicologici conseguendo la laurea in Storia della musica all’Università degli Studi di Siena con una tesi dedicata al compositore e organista Marco Enrico Bossi, successivamente pubblicata.
Profondamente legato alla sua città, Cesare Mancini è maestro di cappella e organista titolare della Cattedrale di Siena, ruolo che lo vede protagonista della tradizione musicale sacra senese. È fondatore e direttore del Coro Agostino Agazzari, formazione nata per il servizio liturgico della Cattedrale e divenuta nel tempo una realtà artistica conosciuta anche al di fuori dell’ambito cittadino, impegnata in concerti, incisioni discografiche e registrazioni televisive, tra cui quelle per RaiUno.
La sua attività concertistica lo ha portato a esibirsi in numerosi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Germania, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Austria, Danimarca, Polonia, Romania, Slovenia, Cile, Kazakistan e Thailandia. Ha partecipato a importanti rassegne e festival internazionali, tra cui la Settimana Musicale Senese organizzata dall’Accademia Musicale Chigiana, l’Italiaanse Muziek Festival di Amsterdam, le rassegne di musica sacra di Colonia, i festival organistici internazionali dell’Accademia di Musica Italiana per Organo di Pistoia e numerose manifestazioni dedicate all’organo storico in Italia. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti direttori e complessi musicali, tra cui Roberto Gabbiani, Luciano Acocella, l’Orchestra Sinfonica di Sofia e l’Orchestra “Rinaldo Franci Città di Siena”. Ha inoltre avuto l’onore di esibirsi alla presenza di Giovanni Paolo II e di Oscar Luigi Scalfaro.
Accanto all’attività artistica, Mancini ha svolto un’intensa attività didattica e accademica. Ha insegnato storia della musica, musicologia sistematica, pratica organistica e discipline affini in diversi conservatori italiani, tra cui quelli di Venezia, Siena, Matera, Trapani, Sassari e Piacenza, oltre che all’Università degli Studi di Firenze e alla Siena Jazz University. Ha inoltre insegnato musica sacra e organo presso il Seminario Arcivescovile di Siena, contribuendo alla formazione di numerose generazioni di musicisti e studiosi.
Il suo rapporto con l’Accademia Musicale Chigiana è particolarmente significativo: già assistente del direttore artistico dell’istituzione senese, ne è stato consulente musicologico, responsabile della biblioteca e del museo degli strumenti musicali. È membro del comitato direttivo della rivista Chigiana. Journal of Musicological Studies e cura il festival organistico “For Organs” organizzato dall’Accademia Chigiana. È inoltre direttore artistico della rassegna concertistica “Musica Senensis”, dedicata alla valorizzazione del patrimonio musicale della città.
Parallelamente all’attività esecutiva e organizzativa, Cesare Mancini ha portato avanti una intensa ricerca nel campo della musicologia e dell’organologia. Ha pubblicato libri, saggi e studi dedicati alla storia della musica e alla tradizione organaria, partecipando a conferenze, seminari e masterclass in Italia e all’estero. Tra i suoi lavori più importanti figura il volume Un così bello e nobile istrumento. Siena e l’arte degli organi, dedicato alla storia degli strumenti musicali della città, oltre alla prima traduzione italiana del Traité de l’Orgue di Marin Mersenne del 1635. Giornalista pubblicista, ha collaborato con riviste specializzate come Informazione organistica e Arte organaria e organistica ed è presidente della sezione senese di Antiquae Musicae Italicae Studiosi.
Una parte rilevante della sua attività è dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione della musica antica. Mancini svolge infatti ricerche sulle fonti storiche, realizza trascrizioni di composizioni dimenticate e cura pubblicazioni di musiche, spesso in prima edizione moderna, per case editrici specializzate. Ha inoltre proposto prime esecuzioni e prime incisioni moderne di numerosi brani, contribuendo alla conoscenza di un patrimonio musicale poco frequentato.
Grande attenzione ha rivolto anche alla tutela degli strumenti storici. La sua competenza nel campo dell’organaria lo ha portato a numerosi incarichi di ricerca, catalogazione e consulenza per interventi di restauro e costruzione di nuovi strumenti. È stato nominato ispettore onorario per la tutela degli organi storici dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici delle Province di Siena e Grosseto e successivamente dal Ministero dei Beni culturali.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto anche incarichi istituzionali nel mondo musicale, tra cui quello di consigliere di amministrazione del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze e dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” di Siena. È stato inoltre membro della commissione artistica dell’Accademia di Musica Italiana per Organo di Pistoia.
Nel 2008 la città di Siena gli ha conferito la Medaglia d’oro di civica riconoscenza del Premio Mangia, uno dei massimi riconoscimenti cittadini, per il contributo dato alla diffusione della cultura musicale senese in Italia e nel mondo.
Cesare Mancini rappresenta dunque una figura capace di custodire e rinnovare una tradizione secolare: interprete raffinato dell’organo, studioso rigoroso, docente appassionato e instancabile promotore del patrimonio musicale. Attraverso il suo lavoro nella Cattedrale, nell’Accademia Chigiana e nelle istituzioni culturali italiane ha contribuito a mantenere viva la grande eredità musicale di Siena, mettendola in dialogo con il panorama internazionale.