Tratta da Treccani .it
Alberto Bencini (1897–1974) fu un protagonista dell'oftalmologia italiana del primo Novecento, particolarmente importante per aver introdotto precocemente in Italia la chirurgia del distacco della retina basata sul metodo di Gonin, unendo una solida formazione internazionale a una forte vocazione clinica e chirurgica.
Medico, chirurgo, docente e organizzatore, trasformò la Clinica oculistica di Siena in un centro di eccellenza e formò generazioni di specialisti, mantenendo per oltre cinquant'anni una dedizione assoluta all'oftalmologia.
Nato a La Spezia il 15 agosto 1897, si trasferì con la famiglia a Siena nel 1911 e vi conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1920, con il massimo dei voti. Dopo il servizio militare iniziò la carriera nella Clinica oculistica dell'Università di Siena, dove si formò sotto la guida di importanti maestri come Alessandro Bietti e Vincenzo Cavara.
I suoi primi studi riguardarono soprattutto le micosi oculari e le cheratiti da herpesvirus, ma il suo interesse principale si concentrò presto sulla chirurgia oftalmologica e, in particolare, sul distacco della retina, che all'epoca rappresentava un problema ancora senza una soluzione efficace.
Nel 1929 si recò a Losanna da Jules Gonin, pioniere della chirurgia del distacco della retina, per apprendere direttamente la sua innovativa tecnica chirurgica. Al ritorno a Siena operò già nello stesso anno i suoi primi pazienti e fu tra i primissimi, probabilmente il primo, a introdurre in Italia il metodo chirurgico di Gonin.
Bencini completò inoltre la propria formazione attraverso numerosi soggiorni presso prestigiosi oftalmologi europei a Vienna, Parigi, Zurigo e Berna. Nel 1931 si trasferì a Firenze, lavorando al fianco del professor Luigi Bardelli, che lo nominò anche redattore capo del *Bollettino di oculistica*.
Nel 1932-33 tornò a Siena, dove ottenne l'incarico di insegnamento della Clinica oculistica e la direzione dell'Istituto di clinica oculistica dell'Università . Nel 1939, dopo un concorso, divenne professore ordinario.
Per trentacinque anni diresse la Clinica oculistica senese, alla quale rimase sempre profondamente legato. Nel dopoguerra si impegnò nel suo potenziamento, ampliandone la capacità fino a circa 200 posti letto, migliorando le strutture e procurandosi finanziamenti per dotarla delle più moderne apparecchiature diagnostiche e chirurgiche.
Era considerato un medico di grande intuizione clinica, dotato di una personalità carismatica e di una profonda umanità . Il suo insegnamento non si limitava alle nozioni tecniche: trasmetteva soprattutto un metodo rigoroso di osservazione e ragionamento clinico. Era esigente con gli allievi e preferiva una formazione di alta qualità a un gran numero di studenti. Nel 1954 istituì la Scuola di specializzazione in oftalmologia.
La sua ricerca scientifica si concentrò soprattutto su temi clinici e chirurgici, tra cui la toxoplasmosi oculare, le patologie maculari miopiche, il glaucoma infantile e dell'adulto e, soprattutto, il distacco della retina, che trattò con diverse tecniche chirurgiche e terapeutiche.
Parallelamente all'attivitĂ medica, Bencini ebbe un ruolo importante nell'UniversitĂ di Siena: fu preside della FacoltĂ di Medicina per 22 anni, dal 1950 al pensionamento, contribuendo allo sviluppo dell'Ateneo e alla realizzazione del nuovo policlinico.
Partecipò anche alla vita pubblica senese. Dal 1945 fu membro della Società di esecutori di pie disposizioni e, dal 1959 per dieci anni, fece parte della Deputazione amministratrice del Monte dei Paschi di Siena. Ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Mangia d'oro della città di Siena, la medaglia d'oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte e la medaglia Cavara.
Dopo il pensionamento, avvenuto nel 1972, continuò a esercitare intensamente la professione. Nominato professore emerito, morì improvvisamente a Siena il 31 ottobre 1974.