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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCCVI - A Urbano VI

Nel nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e dolcissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vestito del vestimento forte dell'ardentissima carità, acciocchè li colpi che vi sono gittati dagl'iniqui uomini del mondo amatori di loro medesimi, non vi possano nuocere: perocchè veruno colpo è tanto terribile, che possa offendere l'anima, che è vestita di sì fatto vestimento. Perché Dio è somma e eterna fortezza; non può essere offeso nè percosso da noi per veruna nostra iniquità; cioè, che in sè non può ricevere veruna lesione: onde il nostro male a lui non nuoce, e 'l nostro bene a lui non giova; solo a noi nuocerà il male, e il bene gioverà a coloro che sono operatori del bene, mediante la divina Grazia. Sicchè, Dio è somma e eterna fortezza: e chi sta in carità sta in Dio, e Dio in lui; perocchè Dio è carità. Adunque l'anima vestita di questo vestimento, perché ella sta in Dio, siccome detto è, non è veruna cosa, nè fadiga nè veruna tribolazione che 'l possa vincere; anzi dentro le fadighe si fortifica, provandosi in lui la verità della pazienzia: e i colpi degli iniqui miserabili amatori di loro non offenderanno, l'affetto dell'anima vostra non atterreranno, nè la sposa della santa Chiesa; perché non può venire meno, perch'ell'è fondata sopra la viva pietra Cristo dolce Gesù. A cui noceranno questi colpi? a loro medesimi, santissimo e dolcissimo Padre, che li gittano. Queste, come saette avvelenate, torneranno a loro: in voi percuotono solamente la corteccia, e veruna altra cosa; non dandovi amaritudine e danno per lo scandalo e eresia che hanno seminata nel corpo mistico della santa Chiesa. Dilatatevi nella dilezione dolce della carità senza veruna dubitazione; ma conformatevi e confortatevi col vostro capo dolce Gesù, il quale sempre dal principio del mondo infino all'ultimo ha voluto e vorrà che veruno grande fatto si facesse mai senza il molto sostenere. Adunque senza timore veruno vi gettate tra queste spine col vestimento forte della carità. Oimè, oimè, non alleniate li passi per queste fadighe: in veruno modo temete la vita del corpo vostro; cioè che voi temiate di non perderla: ché Dio è quello che è per voi. E se bisogna dare la vita, volontariamente si debbe dare.


Oimè disaventurata l'anima mia, cagione di tutti questi mali! Ho inteso che li dimoni incarnati hanno eletto non Cristo in terra, ma fatto nascere anticristo contra voi Cristo in terra; il quale confesso, e non lo niego, chesete vicario di Cristo, che tenete le chiavi del cellaio della santa Chiesa, dove sta il sangue dell'immacolato Agnello; e che voi sete il ministratore, a mal grado di chivuole dire il contrario, e a confusione della bugia, la quale Dio confonderà colla dolce verità sua; e in essa ha deliberato voi e la dolce sposa vostra. Or oltra, santissimo Padre! senza timore s'entri in questa battaglia, perché nella battaglia ci bisogna l'arme del vestimento, ch'è un'arme dura, della divina carità. Però vi dissi che io desideravo di vedervi vestito di questo dolce e reale vestimento, acciocchè più siate sicuro, e inanimato a sostenere per gloria e loda del nome di Dio e salute dell'anime. Nascondetevi nel costato di Cristo crocifisso, che è una caverna...; bagnatevi nel sangue dolcissimo suo. E io, come schiava ricomprata del sangue di Cristo, e tutti quelli che sono acconci a dare la vita per la verità, li quali Dio m'ha dati ad amare di singulare amore, e avere cura della loro salute, siamo acconci tutti ad essere obedienti alla S. V., e sostenere infino alla morte; aiutandovicoll'arme dell'orazione santa, e con seminare e annunciare la verità in qualunque luogo piacerà alla volontà dolce di Dio, e alla S. V. Non dico più sopra questa materia. Fornitevi di buoni e virtuosi pastori; e allato vogliate avere li servi di Dio. La speranza e la fede vostra non sia posta nell'aiuto umano, che viene meno; ma solo nell'aiutorio divino, il quale non sarà tolto mai da noi, mentre che spereremo in esso aiutorio: anzi saremo tanto proveduti da Dio, quanto spereremo in lui. Adunque in lui speriamo con tutto il cuore, con tutto l'affetto, contutte le forze nostre. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio.


Pregovi, santissimo Padre, quanto io so e posso, che, oltre alla speranza che avete posta e porrete nel vostro Creatore, facciate buona guardia della vostra persona; perocchè il dobbiamo fare, per non tentare Dio, in quello che ci è possibile: non lasciando però quello che avete a fare; ma in tutto voglio che facciate questo, di usare ogni cautela verso la vostra persona. Perocchè io so che li malvagi uomini, amatori del mondo e di loro medesimi, non dormono, ma con malizia e astuzia cercano di torvi la vita. Ma la dolce e inestimabile bontà di Dio avanza, e avanzerà, la loro malizia; provvederà al bisogno della sposa sua. Ma non mancate voi, che dalla vostra parte non facciate quello che potete. Perdonate, perdonate, Padre, alla mia presunzione: ma il dolore e l'amore me ne scusi, e la coscienzia che mi riprendeva se io così non dicevo. E non rimarrò però in pace infino che il suono della voce viva, e con la presenzia dinanzi alla S. V...; perché ho voglia di mettere il sangue e la vita, e distillare le medolle dell'ossa nella santa Chiesa; poniamochè degna non ne sia. Prego la infinita bontà di Dio, che me, e li altri che la vogliono dare, ce ne faccia degni ora, ch'è il tempo che li fiori de' santi desiderii sidebbono aprire, e mostrare chi sarà amatore di sè o della verità. Non dico più. Che se io andassi alla voglia, nonmi resterei. Umilmente v'addimando la vostra benedizione dolce. Anco v'addimando di sapere in verità la vostra volontà, per fare con obedienzia quello che sia onore di Dio e volontà vostra, vicario di Cristo crocifisso: inogni cosa obedire infino alla morte, quando Dio manderà la grazia. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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