IL PALIO.SIENA .IT

Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

Ricerca  


lettere

CCCIV - A monna Lodovica di Granello

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi fondata in vera e perfetta carità: però che senza la carità neuno attovirtuoso avrebbe in sè vita; perocchè ogni virtù ha vita dalla carità. Ella è quella madre che parturisce e' figliuoli delle virtù vivi (che ci dà vita di Grazia), e non morti.Questa dolce carità ha seco il lume della santissima fede; che per l'amore che ha al suo Creatore, crede in verità, che Dio non voglia altro che il suo bene; e ciò che gli dà e permette, dà per sua santificazione. Per questo cognoscimento e lume, il quale riceve dall'affetto della carità,viene a pazienzia, non si scandalizza nè turba nella mente sua di neuna cosa che avvenga; anco, l'ha in debita riverenzia.


O carissima figliuola e suoro in Cristo dolce Gesù, parmiche la divina bontà vi permetta assai fadighe, molestie, e tentazioni delle dimonia, per vostro bene, non perché siate vinta, ma perché voi vinciate. Per le quali pene e battaglie v'è grande necessità d'avere in voi questo amore col lume della santissima fede. E se voi l'avete, l'amaritudine ritornerà in grande dolcezza, e' grandi pesi diventeranno leggieri. Perché col lume cognoscerete che Dio ve gli dà per vostro bene; del vostro bene dolere non vi potrete.


Ma voi mi direte: «Poi che di tanto diletto e di tanta necessità è avere questa carità; in che modo la posso avere, e dove la trovo?». Io vi rispondo breve breve: che amore non si può avere se non dall'amore. E senza il lume non si può trovare: perocchè, andando senza il lume, il cercheremmo colà dove non è, e così anderemmo in tenebre. Adunque ci conviene tollere da noi quella cosa che ci tolle il lume, cioè l'amore proprio, che è una nuvola che non ci lascia cognoscere nè vedere la verità di quello che dobbiamo amare. Questa è quella nuvola che in tenebre fa amare ció che s'ama fuore di Dio, non con amore di ragione, ma con amore della propria sensualità. Bene è da dissolvere questa nuvola, levandoci con odio e dispiacimento di questa legge perversa, che sempre impugna contro lo Spirito con questo perverso e disordinato amore. Poichè l'occhio dell'intelletto sarà rimaso chiaro col lume della fede, porrassi per obietto l'amore ineffabile che Dio gli ha manifestato col mezzo del Verbo incarnato, unigenito suo Figliuolo; e questo dolce e amoroso Verbo, Agnello immacolato, ce lo manifestò col mezzo del sangue suo. In questo sangue l'anima vi s'inebria, vedendolo sparto per sè con tanto fuoco d'amore. In questo sangue cognosce la vita eterna: che, per compire questa verità nell'anima, di darci il fine per lo quale egli ci creò, egli dà e permette che 'l mondo e 'ldimonio e 'l nemico della carne nostra ci molestino, solo perché l'affetto nostro non si dilati a ponere il suo fine nel mondo, nè nella propria sensualità; ma perché si levi dalle tenebrose spine del mondo, di questi diletti transitorii che drittamente sono spine, e passano come il vento. Oh quanto è matto e stolto colui che ci pone il desiderio e l'affetto suo! Per neuna cosa ci si debbe ponere; ma la creatura che ha in sè ragione, ha d'apprezzarle per quello che elle vagliono, e più no; amarle, e tenerle per Dio, e non senza Dio; usarle come cosa prestata, e non come cosa sua, con la Grazia e l'affetto delle virtù, le quali ha trovato nell'affetto della carità. La quale caritàed amore concepe dentro nell'anima sua, col lume col quale e cognobbe, sè essere amato da Dio. Sicchè vedete, che dall'amore, col lume, s'acquista l'amore.


Ma dove 'l toveremo? Nel cognoscimento santo di noi, vedendoci amati prima che noi fussimo: perocchè l'amore, che Dio ebbe a noi, il costrinse a crearci alla immagine e similitudine sua. In noi troviamo il sangue che manifestò l'amore che Dio ci ha; nel qual sangue ricevemmo la nostra redenzione: avendo perduto l'essere della Grazia, fummo ricreati a Grazia. Noi siamo quello vassello che ha ricevuto il sangue, perché solo fu sparto per noi. Adunque non ci partiamo dall'abitazioe del cognoscimento di noi, nel qual lume, per l'affetto della carità che acquisteremo dal lume, porteremo con vera e reale pazienzia, non dispregiando nè schifando fadighe in qualunque modo elle ci vengono, ma accettarle con amore, perch per amore vediamo che ce le dà, e non per odio; non perché perdiamo la nostra salute, ma perché noi l'acquistiamo.


Adunque voglio, carissima e dolcissima figliuola, che voi v'ingegniate con grande sollicitudine d'acquistare questo amore col lume della fede. Permanete nella dilezione della carità: chè, in altro modo, e' figliuoli delle virtù non sarebbono parturiti vivi, ma morti; e gusteremmo in questa vita l'arra dell'inferno. Considerando me, che altro modo non ci era, dissi, che io desideravo di vedervi fondata in vera e perfetta carità Questa vi faràportare ogni vostra fadiga: e Dio, che non è dispregiatore del santo desiderio e delle fadighe vostre che porterete per gloria e loda del nome suo, ci leverà le fadighe, porracci fine e termine, ponendo noi fine alla propria volontà, che ella s'accordi colla volontà dolce di Dio.


Non voglio che veniate a confusione di mente nè a disperazione per neuna illusione o molestia che 'l dimonio vi volesse dare, mettendo nella mente vostra laide e diverse fantasie, con molte disoneste cogitazioni: ma con una speranza vera e fede viva abbracciarvi con la santissima croce, dove voi vederete che elle vi sono date per amore; e non vi dà più che voi possiate portare. E voglio che voi sappiate che neuna battaglia e cogitazione sua, sia laida quanto si vuole, è peccato, se non quando noi acconsentissimo volontariamente, dilettandoci dentro. Adunque conserviamo la volontà, e delle cogitazioni ci facciamo beffe, fortificandola nella dolce eterna volontà di Dio, con la memoria del sangue di Cristo crocifisso. Levatevi ogni fadiga della mente vostra, e lassatela a me; ch'io sono colei che voglio portare dinanzi a Dio e' pesi e le gravezze vostre, purchè voi dalla parte vostra non facciate resistenzia a Dio che vi chiama col mezzo di queste fadighe. Siatemi virtuosa, usando spesso la santa confessione, dilettandovi d'udire la parola di Dio, e la messa almeno e' dì che sono comandati dalla santa Chiesa, quando potete. Portate virilmente; sperando: chè se Dio è per voi, nè dimonio ne creatura sarà contro di voi. Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio.


Ringrazio la divina bontà e voi della limosina che avete fatta, e pare che volliate fare, a' servi di Dio religiosi,e' quali danno le orazioni, che ci danno infinito bene per questa sustanzia temporale finita. Fate bene il debito vostro; però che di quello che potete fare, dovete essere dispensatrice de' poveri, voi e chi ne ha: perché e' poveri sono quelle mani (coll'affetto della carità, con che si dà la limosina), che ci fanno andare a vita eterna. Sicchè, siate sollecita per la salute vostra. Gesù dolce, Gesù amore. Fatta in Siena, adì 27 2 di agosto 1378.

lettera precedente lettera successiva
lettere
Lettera di Santa Caterina
Lettera di Santa Caterina a Stefano Maconi

 
  • Good&Cool
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK