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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCCII - A Urbano VI

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e dolcissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vero e reale pastore e governatore delle vostre pecorelle, le quali avete a notricare del sangue di Cristo crocifisso. Il quale sangue è da vedere con grande diligenzia dalla Santità vostra a cui egli si ministra, e per cuimezzo egli si dà: cioè dico, santissimo padre, quando si ha a mettere li pastori in questo giardino della santa Chiesa, che essi siano persone che cerchino Dio, e non prelazioni; e il mezzo che lo impetra anco sia siffatto, che vada schiettamente in verità, e non in bugia.


O santissimo Padre, abbiate pazienzia quando di queste cose vi fusse detto; perocchè elle non vi soro dette se non per onore di Dio e salute vostra, siccome debbe fare il figliuolo che ha tenerezza èd amore al padre suo, che non può sostenere che si faccia cosa che torni a danno o a vergogna del suo padre: ma, come sollicito, sempre se ne sta inteso, perché vede bene che 'l padre che ha a governare la molta famiglia, non può vedere più che per uno uomo: onde se li legittimi figliuoli non fussero solliciti di ragguardare all'onore e utilità del padre, spesse volte sarebbe ingannato. E così è, santissimo Padre. Voi siete padre e signore dell'universale corpo della religione cristiana: tutti stiamo sotto l'ale della Santità vostra:ad autorità potete tutto, ma, a vedere, non più che per uno; onde è di necessità che li figliuoli vostri vedano e procurino con schiettezza di cuore, senza timore servile, quello che sia onore di Dio, salute e onor vostro, e delle pecorelle che stanno sotto la vostra verga. E io so che la Santità vostra ha grande desiderio d'avere degli aiutatori, che v'aitino: ma convienvi aver pazienzia nell'udire.


Son certa che per due cose vi si dà pena, e favvi alterare la mente; e non me ne maraviglio punto. L'una si è, perché, udendo che li difetti si commettono, vi duole che Dio sia offeso, perché l'offesa e le colpe vi dispiacciono, e provate una puntura nel cuore. Qui non ci si debbe essere paziente d'aver pazienzia e non dolersi dell'offese che sono fatte a Dio. No: perché così parrebbe che noi ci conformassimo con quelli vizii medesimi. L'altra cosa che vi farebbe pena si è, quando il figliuolo che viene a voi a dirvi quello ch'egli sente che torna in offesa di Dio e danno dell'anime e poco onore alla Santità vostra, che egli commetta ignoranzia, che per coscienzia contenda dinanzi alla Santità vostra a non dirvi schiettamente la pura verità, come ella giace; perocchè neuna cosa debbe essere segreta nè occulta a voi.


Questa pena vi prego, santo Padre, che quando lo ignorante figliuolo offendesse in questo, sia senza turbazione vostra: correggetelo nella sua ignoranzia. Questo dico, perché secondo che mi disse il maestro Giovanni e di frate Bartolomeo, egli per suo difetto e la scrupolosa coscienzia sua vi dè pena, e fecevi alterare; onde egli e ion'ho avuta grandissima pena, parendogli d'avere offeso la Santità vostra. Pregovi per amore di Cristo crocifisso, che ogni pena che egli vi avesse data, voi la puniate sopra di me; e io sono apparecchiata ad ogni disciplina e correzione che piacerà alla Santità vostra. Credo che li miei peccati ne furono cagione che egli commise tanta ignoranzia: e però io debbo portare la pena; e egli ha grande desiderio di rendersi in colpa dinanzi a voi colà dove piacesse alla S. V. ch'egli venisse. Abbiate pazienzia a comportare li suú difetti e li miei. Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso: confortatevi nel fuoco dolce della carità sua. Perdonate alla mia ignoranzia.


Umilmente v'addimando la vostra benedizione. Ringrazio la divina bontà, e la Santità vostra, di quanta grazi il dì di santo Giovanni mi concedeste. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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