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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCCI - A misser Ristoro Canigiani da Firenze in Pistoia

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi escitare il lume che Dio v'ha dato, acciocchè cresca continuamente in voi; perocchè senza il perfetto lume, non potremmo cognoscere nè amare nè vestirci della verità: e se noi non ce ne vestissimo, a tenebre ci tornerebbe quello lume. E però è bisogno che ognuno l'abbia perfetto, in qualunque stato egli è.sono nocive In che si dimostra la sua perfezione; cioè che perfetta. mente vegga, col quale vedere cognosca e discerna la verità dalla bugia e vanità del mondo? In questo: che egli strigne e abbraccia con affetto d'amore quella verità la quale egli ha cognosciuta, facendosi amatore della virtù, e odiando il vizio e la propria sensualità, che è cagione d'ogni vizio, perch'ella è una legge perversa che sempre impugna contra lo spirito. Allora mostra in verità che sia perfetto il suo vedere, e che la nuvola della infedeltà non abbia offuscato la pupilla dell'occhio dell'intelletto, cioè il lume della santissima fede. Ma se fosse imperfetto, vedrebbelo imperfettamente con un lume naturale; ma none 'l metterebbe altrimenti in effetto, non esercitando questo lume coll'affetto delle virtù. E. però ci dobbiamo studiare d'escitare il lume naturale, acciò, che sia tolta da noi laimperfezione, e veniamo a perfezione di cognoscimento; come detto è.


Ma in che modo, carissimo figliuolo, possiamo pervenire a questo perfetto lume? dicovelo: col lume, in questo modo. Noi abbiamo in noi uno lume naturale, il quale Dio ci ha dato perché discerniamo il bene dal male, la cosa perfetta dall'imerfetta, la pura dalla immonda, la luce dalla tenebra, e la finita dalla infinita. Questo è unocognoscimento il quale Dio ci ha dato per natura, e noi il gustiamo continuamente per pruova, ch'egli è così. Ma voi mi direte: «Se questo cognoscimento è in noi, onde viene che noi ci attacchiamo pure alla parte contraria alla nostra salute?» Io vi rispondo, che questo procede dal proprio amore, che hacci coperto questo lume, siccome la nuvola ricopre alcuna volta la luce del sole; onde il nostro errore non è per difetto del lume, ma della nuvola. Allora il libero arbitrio cecamente prende di quelle cose che all'anima, e non quelle che gli sono utili. L'anima di sua natura sempre appetisce bene e cosa buona; ma il suo errore sta in questo, che perché la tenebra del proprio amore le ha tolto il lume, non cerca il bene dov'egli è. E però questi cotali vanno come frenetici, ponendo il cuore e l'affetto loro in cose transitorie, che passano come vento. O uomo stolto sopra ogni stoltizia, che cerchi il bene dov'è sommo male, e la luce dove sono le tenebre, dove è la morte cerchi la vita, la ricchezza dove è somma povertà, e lo infinito nelle cose finite! Mai non potrebbe questi trovare il bene, cercando colà dov'egli non è. Conviencelo cercare in Dio, il quale è sommo e eterno Bene: e cercandolo in lui, il troveremo; però che 'l Dio nostro niuno male ha in sè, ma tutto perfetto bene. Onde non darebbe altro a noi che di quello che egli ha in sè; siccome il sole, il quale perché ha in sè luce, non può dare tenebre. Onde vediamo (se con questo lume vorremo vedere) che ciò che Dio dà a noi e permette in questa vita, di qualunque fadiga, tribolazione e angoscia si sia, tutto il fa per condurci al sommo Bene, e perché noi cerchiamo il bene in lui, non nel mondo; perché in esso non si truova, nè in ricchezze, stato o delizie sue; anco, ci si truova amaritudine e tristizia, e privazione della Grazia a quell'anima che 'l possiede fuore della volontà di Dio. Sicchè, per cosa buona e perfetta, cioè, che cerchiamo lui in verità, ce le permette: e l'uomo accecato dalla propria passione reputa in male quello che è suo bene; e la colpa che 'l priva di Dio e della vita della Grazia, non pare che la vegga in male; ecosì inganna sè medesimo.


Conviensi dunque escitare questo lume naturale nello spregiare il vizio e abbracciare la virtù; e con esso lume cercare il bene dov'egli è. Cercandolo, il troveremo in Dio; e vedremo l'amore ineffabile ch'egli ci ha mostrato col mezzo del Figliuol suo, e 'l Figliuolo col sangue sparto per noi con tanto fuoco d'amore.


Con questo lume primo naturale, il quale è imperfetto, acquisteremo uno lume soprannaturale perfetto, infuso per grazia nell'anima nostra, il quale ci legherà nella virtù: confermatoci in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni stato che Dio ci conduca; accordato sempre con la dolce volontà sua, la quale vedremo che non vuole altro che la nostra santificazione. Il primo lume, escitandolo, come detto è, ci taglia; il secondo ci lega, e unisceci conla virtù.


Ho grandissima allegrezza e cordiale gaudio della salute vostra, perché mi pare, secondo che posso vedere nel cospetto di Dio, e ancora per la lettera che io ho ricevuto dappoi, che 'l lume naturale non sia offuscato in voi dalle tenebre della infedeltà. Che se questo fosse, non cognoscerete tanto bene il mondo fetido, la incostanzia sua, e le percosse ch'egli dà a chi se ne vuol fare Iddio; nè vi terreste ragione con tanto rimproverio, non vi tagliereste dal vizio, nè desiderereste la virtù e lo statoperfetto, cioè dallo stato imperfetto del matrimonio allo stato della continenzia angelico, il quale è perfetto. Poichè Dio per la sua infinita misericordia v'ha renduto questo lume, del quale, per la vostra ignoranzia e difetto, tanto tempo sete stato privato; voglio che sollecitamente l'esercitíate, tagliandovi da' vizii e dall'amore sensitivo col coltello dell'odio e dell'amore; e col lume legarvi nelle virtù con una vera e perfetta carità, amando Iddio sopra ogni cosa e il prossimo come voi medesimo; posponendo ogni ingiuria e danno che da lui avessimo ricevuto o ricevessimo; e con la dilezione trarre l'odio e 'l dispiacere che la propria sensualità volesse concipere verso di lui.


Oh quanto sarà beata l'anima mia, quando io vi vedrò continuamente crescere di virtù in virtù, con uno desiderio che mai non allenti per battaglie che voi riceveste dal dimonio! il quale so che spesse volte ve ne dà, ponendovi innanzi molte e diverse cose. E anco le creature adoperano dalla parte loro; e la propria passione e fragilità, che sempre s'ingegna di ribellare. Ma con questo dolce lume, tutte queste battaglie e molestie conculcherete sotto a' piedi dell'affetto.


Voglio dunque, acciò che cresciate in lume, che quattro cose vi poniate per obietto dinanzi all'occhio dell'intelletto vostro, acciocchè s'agumentino il lume, e la virtù nell'anima vostra. La prima è che voi ragguardate quanto sete amato da Dio: il quale per amore v'ha creato ad imagine e similitudine sua, e ricreatovi a Grazia nel sangue del suo Figliuolo; per amore vi ha conservato il tempo, acciò che abbiate spazio di correggere la vita vostra; e tutte le altre grazie e doni spirituali e temporali, le quali non mi pongo a narrare: e tutte vi sono date per affetto d'amore, per grazia, e non per debito. Se voi le ragguardate e ripensate attentamente, costretto sarete ad amare: però che naturalmente l'anima è tratta ad amare quello, da cui sè vede essere amata; onde vedendosi amare tanto ineffabilmente, corre dopo l'amore, amando lui e quello che egli più ama; piacegli quello che a luipiace, e dispiacegli quello che a lui dispiace. E perché vede che il Creatore sommamente ama la sua creatura che ha in sè ragione, egli ancora l'ama; e quello servizio e utilità che a Dio non può fare, fallo alla creatura per lo suo amore.


La seconda cosa è, che noi ragguardiamo quanto siamo tenuti e obligati d'amare Dio schiettamente, tutti liberi, e non servi, che noi mostrassimo una cosa in atto, e un'altra avessimo in cuore. All'occhio di Dio non ci possiamo nascondere; e però ce 'l conviene servire molto schiettamente.


La terza è, che noi vediamo quanto è abominevole a Dio e al mondo, e nociva all'anima, la colpa del peccato mortale; quanto è piacevole la virtù e utile all'anima. Tanto gli fu spiacevole il peccato, che del corpo dell'umile e immacolato Agnello fece una ancudine, fabricandovi su le nostre iniquità. écci tanto nociva, che citolle il lume, privaci della vita della Grazia, e dacci l'eterna dannazione. La virtù gli è tanto piacevole, che dell'uomo virtuoso egli ne fa un altro sè per affetto dolce d'amore; e in questa vita gli fa gustare l'arra di vita eterna: che stando nel mare tempestoso delle molte fadighe e amaritudini, gusta la pace e la dolcezza.


La quarta e ultima è, che noi ragguardiamo che ogni colpa è punita, e ogni bene è remunerato: perocchè Dio sa, può, e vuole punire la colpa, e remunerare le pene che in questa vita sosteniamo per gloria e loda del nome suo. Della quale remunerazione parla il glorioso apostolo Paolo, dicendo: «Non sono condegne le passioni di questa vita a quella futura gloria, la quale Dio ha apparecchiata a servi suoi».


Questo obietto diviso in quattro, regolerà e ordinerà la vita vostra in amore e in santo timore di Dio; seguiterete e megliorerete l'ordine, che avete cominciato a tenere nel vivere vostro. Cresca in voi il fuoco del santo desiderio, e daravvi quello che vi manca alla perfezione: e Dio, come giusto e buono medico, porrà rimedio a quello che vi pare che ve la impedisca. Date, date di calcio al mondo; cacciatelo del cuore e dell'affetto vostro, come egli caccia voi:legatevi con Cristo crocifisso, acciocchè riceviate il frutto del prezioso sangue suo col lume soprannaturale. Al quale lume vederete escitato il naturale, si come detto è; adempirete tutte le dette cose: in altro modo, no. E però dissi che desideravo di vedervi escitare il lume che Dio v'ha dato, acciò che continuamente cresca in voi; perocchè senza il lume anderemmo in tenebre.


Con questo lume voglio che alleviate la fameglia vostra con santo e vero timore di Dio. Nello stato del matrimonio siate, come uomo ordinato, e non come animale; avendo in debita reverenzia e' di che sono comandati dalla santa Chiesa acciò che l'arbore vostro produca buon frutto. La confessione voglio che usiate spesso, e la comunione per le pasque, siccome debbe fare la persona che teme Dio. Allora sarete il gaudio e l'allegrezza mia, vedendovi andare in luce, e non in tenebre. Essendomi di lunga corporalmente, mi satete presso, perché non è nè sarà tolta da voi la continua orazione e desiderio con che sarete offerto nel cospetto di Dio. Confortatevi, confortatevi nel prezioso sangue di Cristo; chè l'aiutorio è appresso di voi. Dilettatevi di ritrovarvi spesso col vostro Creatore, con 'orazione attuale, e con e' santi pensieri, e con l'orazione continua mentale del santo e vero desiderio. E questo medesimo dite alla donna vostra. Levatevi dal vivere umano, e pigliate al tutto vita angelica; chè a questo siete chiamati da Dio. Rispondete dunque virilmente, e siatemi una coppia d'angeli terrestri. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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