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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXCVIII - A Stefano di Corrado Maconi poverello d'ogni virtu, essendo essa a Firenze

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti portatore con vera e santa pazienzia, acciò che tu facci quello vero fondamento che debbono fare e' veri servi di Dio. Perocchè, come essi eleggono di volere servire a lui, così eleggono di volere portare infino alla morte, per gloria e loda del nome suo. In altro modo, non terrebbe per la via, nè seguiterebbe la dottrina della dolce Verità. O figliuolo carissimo, quanto ti sarà dolce quando tu ti vedrai giunto nel tempo desiderato! La speranza ti farà portare, non con tedio nè con pena di mente, ma con debita riverenzia e con fede viva; credendo in verità, che quando egli vedrà che sia l'onore suo e la salute tua, egliil dolce Dio, ti darà altro tempo.


Rendi il debito tuo con riverenzia al padre e alla madre,l'onore a Dio, e la fadiga a loro. Ora si fabbricano levirtù. E acciò che tu meglio diventi portatore, bàgnati nel sangue di Cristo crocifisso, e ine annega i e uccidi latua volontà. Altro non ti dico qui.


Pregoti che, se tu puoi senza scandalo, e se la via è sicura che tu vada infino... tu gli dica che e' denari per liquali frate Ramondo s'obligò per lui... però che frate Ramondo più volte me n'ha scritto; e ora non potendo... per questa cagione: però che egli non può più sostenere chi debbe avere. E' denari son... oro... e Anibaldo gli promise di mandarglili a mezzo marzo prossimo passato. E però m... no... quantunque tu puoi. E digli come frate Ramondo non ha nemio modo da sè. E dagli questa lettera che io gli scrivo: e induciloquanto più puoi, che almeno scriva di qua a chi fa e' suoi fatti, che restituiscano questi denari. E di queste cose nont'impacciare di parlare con persona. E, se tu non vi puoi andare, dà la lettera a Cristofano che ti darà questa lettera. Conforta tutti cotesti figliuoli da parte di Gesù Cristo crocifisso e da nostra. Di' a Pietro di Giovanni che io mi maraviglio come egli non m'ha risposto de' fatti dell'abbate di Monte Oliveto: e però di' che mi risponda subito, come l'abbate vuole fare. E se Pietro non può, sì vi va tu, e fa quello che doveva fare egli: e se tunon ne se'informato, fattene informare a liti. Altro non dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Rispondemi d'ogni cosa il più tosto che tu puoi. Gesù dolce, Gesù amore.


Io Neri del quattrino, che tu sai, ti prego che mi raccomandi a don Jeronimo de' frati della Rosa ma non pugnare quanto a frate Simone.

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Lettera di Santa Caterina
Lettera di Santa Caterina a Stefano Maconi

 
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