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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXCV - A frate Raimondo da Capua dell'ordine de' predicatori

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi servo e sposo fedele della verità, e a quella dolce Maria, acciocchè mai non voltiamo il capo indietro per neuna cosa del mondo, nè per tribolazioni che vi volesse dare; ma con una speranza ferma, col lume della santissima Fede, costante e perseverante passare questo mare tempestoso con ogni verità; e nel sostenere ci gloriamo, non cercando la gloria nostra: ma la gloria di Dio e la salute dell'anime, siccome facevano i gloriosi martiri, i quali per la verità si disponevano alla morte, e ad ogni tormento; onde col sangue loro, sparto per amore del Sangue, fondavano le mura della santa Chiesa. O sangue dolce, che resuscitavi i morti! Sangue, tu davi vita; tu dissolvevi le tenebre delle menti accecate dalle creature che hanno in loro ragione, e davi lume. Sangue dolce, tu univi i discordanti:tu vestivi li nudi di sangue: tu pascevili affamati, e daviti in beveraggio a coloro che avevano, ehanno, sete del sangue; e col latte della dolcezza tua notricavi i parvoli, che sono fatti piccioli per vera umilità, einnocenti per vera purità. O sangue, e chi s'inebbria in te? gli amatori proprii di loro medesimi; perché non sentono l'odore tuo.


Adunque, carissimo e dolcissimo padre, spoglianci di noi e vestianci della verità; ed allora saremo sposi fedeli. Io vi dico che oggi voglio incominciare di nuovo, acciocchè i miei peccati non mi ritraggano da tanto bene quanto egli è a dare la vita per Cristo crocifisso; perché io veggo, che per lo tempo passato, per lo mio difetto, io ne fui privata. Molto avevo desiderato d'uno desiderio nuovo, cresciuto in me oltre a ogni modo usitato, di sostenere senza colpa in onore di Dio, ed in salute delle anime, ed in reformazione e bene della santa Chiesa: tanto che il cuore si distillava per amore e desiderio che io avevo di ponere la vita. Questo desiderio stava beato e doloroso: beato stava per l'unione che si faceva nella verità; e doloroso stava per mia occupazione che 'l cuore sentiva nell'offesa di Dio, e nella moltitudine delle dimonia che obumbravano tutta la Città, offuscando l'occhio dellintelletto delle creature. E quasi pareva che Dio lassasse fare, per una giustizia e divina disciplina. Onde la vita mia non si poteva dissolvere altro che in pianto, temendo del grande male che pareva che fusse per venire; e che per questo la pace non fusse impedita. Ma del grande male, Dio, che non dispregia il desiderio de' servi suoi, e quella dolce madre Maria il cui nome era invocato con penosi, dolorosi e amorosi desiderii, provide che, nel romore e nella grande mutazione che fu, non c'ebbe quasi diciamo di morte d'uomini, di fuore da quelli che fece la Giustizia.Sicchè il desiderio che io avevo, che Dio usasse la providenzia sua, e tollesse la forza alle dimonia, che non facessero tanto male che esse erano disposte a fare, fu adempito; ma non fu adempito il desiderio mio di dare la vita per la verità e per la dolce Sposa di Cristo. Ma lo Sposo eterno mi fece una grande beffa: siccome Cristofano a bocca pienamente vi dirà. Onde io ho da piangere, perocchè tanta è stata la moltitudine delle mie iniquitadi, che io non meritai che il sangue mio desse vita, nè alluminasse le menti accecate, nè pacificasse il figliuolo col padre, nè murasse una pietra col sangue mio nel corpo mistico della santa Chiesa. Anco, parve che fussero legate le mani di colui che voleva fare. E dicendo io: «Io son essa. Tolli me, e lassa stare questa famiglia» erano coltella che drittamente gli passavano il cuore. O babbo mio, sentite in voi ammirabile gaudio, perocchè mai in me non provai simili misteri con tanto gaudio. Ine era la dolcezza della verità: ine eral'allegrezza della schietta e pura coscienzia: ine era l'odore della dolce providenzia di Dio: ine si gustava il tempo de' martiri novelli, siccome voi sapete, predetti dalla Verità eterna. La lingua non sarebbe sufficiente a narrare quanto è il bene che l'anima mia sente. Onde tanto mi pare essere obbligata al mio Creatore, che se io dessi il corpo mio ad ardere, non mi pare di potere satisfare a tanta grazia quanta io e i diletti miei figliuoli e figliuole abbiamo ricevuta.


Tutto questo vi dico non perché pigliate amaritudine, ma perché sentiate ineffabile diletto, con suavissima allegrezza; e acciocchè voi e io cominciamo a dolerci della mia imperfezione, perocchè per lo mio peccato fu impedito tanto bene. Or quanto sarebbe stata beata l'anima mia, che per la dolce sposa, e per amore del sangue e per saluto dell'anime, avessi dato il sangue! Or godiamo e siamo sposi fedeli. Io non voglio dire più sopra questa materia; lasso questo e l'altre cose dire a Cristofano: soloquesto voglio dire, che voi preghiate Cristo in terra, che per lo caso occorso non ritardi la pace, ma molto più spacciatamente la faccia, acciocchè si possa fare poi li altri grandi fatti ch'egli ha a fare per l'onore di Dio e perla reformazione della santa Chiesa. Perocchè per questo non è mutato stato; anco, per ora s'è pacificata la città, assai convenevolmente. Pregatelo che, faccia tosto: e questo gli dimando per misericordia; perpcchè si levaranno infinite offese di Dio, le quali per questo si fanno.Ditegli, che abbia pietà e compassione a queste anime, che stanno in molta tenebra: e ditegli che mi tragga di pregione spacciatamente; perocchè se la pace non sì fa, non pare che io ci possa escire; e io vorrei poi venire costà a gustare il sangue de' martiri, e visitare la Santità sua, e ritrovarmi con voi a narrare gli ammirabili misteri che Dio in questo tempo ha adoperati, con allegrezza di Mente e con giocondità di cuore, e con accrescimento di speranza, col lume della santissima Fede. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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