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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXC - A Francesco di Pipino sarto da Firenze, e a monna Agnesa sua donna

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo figliuolo e figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servì di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi veri servi di Cristo crocifisso, costanti e perseveranti infino a la morte, acciocchè riceviate la corona della gloria, la quale corona non si dà a chi solo comincia, ma a chi persevera infino all'ultimo. Voglio adunque, che con ogni sollecitudine v'ingegniate di correre per la via della verità, studiandovi sempre di crescere di virtù in virtù; però che il non crescere sarebbe un tornare addietro. Perocchè l'anima non può star ferma in uno stato. E che modo terremo a crescere, carissimi figliuoli, in noi il fuoco del desiderio santo? Il modo è questo: che noi poniamo delle legna in sul fuoco. Che legna? Di recarsi a memoria i molti e infiniti benefizi ricevuti da Dio, che innumerabili sono; e massimamente il beneficio del sangue del Verbo unigenito suo Figliuolo, il quale ci manifesta l'amore ineffabile che Dio ci ha. Però che per questo, e per molti altri beneficii ricevuti, avendone memoria, verremo a cresceremo in amore. Convienci anco attentamente i molti e innumerabili difetti e peccati e offese fatte a lui; e con amaritudine e contrizione dolerci. E vedere, quanta è stata ed è la misericordia sua verso di noi, a non ne averci fatti inghiottire alla terra, odivorare agli animali. E per queste cosiffatte legna crescerà il fuoco. Onde per li benefizi, averemo conceputo amore alle virtù; e per le nostre iniquità concepiremo odio al vizio, e alla propria sensualità, che ce n'è la cagione. In questo modo persevereremo infino alla morte, crescendo continuamente. Ed allora sarete veri servi di Cristo crocifisso, come io dissi che desideravo di vedervi. E così vi prego che facciate, per l'amore di Cristo crocifisso, acciò ch'io vegga compire in voi la volontà di Dio, e 'l desiderio mio. Non dico più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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