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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXXXVI - A monna Alessia e a certe altre sue figliuole da Sana, il di della conversione di San Paolo

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissima figliola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con esi desiderio di vedervi seguitatrici, e amatrici della verità; sicchè io vi veda accecatoe perduto l'occhio dell'amore sensitivo, e illuminato l'occhio dell'intelletto dal lume della santissima fede, acciocchè voi diciate in verità con volontà morta, col glorioso Paolo: «Signore mio, che vuoli tu che faccia? dimmi quello che tu vuoli che io faccia, e io il farò». O carissime figliuole, io vi prometto, se voi il farete, rispondendo realmente al nostro Creatore, voi vi troverete con Paolo salire al terzo cielo nel mezzo della Trinità.Cioè, che la memoria vostra s'empirà di benefizii di Dio; e participerete della potenzia del Padre eterno, facendovi Dio forti e pazienti contra il dimonio e la fragilità vostra, e contra le persecuzioni del mondo; e portando con vera pazienzia, il signoreggerete. Lo intelletto gusterà, vedendo l'obietto suo, cioè la sapienzia del Figliuolo di Dio; e da questa sapienzia riceverete lume sopranaturale. La volontà sarà legata col legame dello Spirito Santo, abisso di carità; nella quale carità concipirete dolce e amoroso desiderio, e spasimato, per onore di Dio e per salute dell'anime.


Ed essendo così dolcemente levate nel mezzo della Trinità, participando la potenzia del Padre, la sapienzia del Figliuolo, la clemenzia dello Spirito Santo, come detto è; piangerete, con affetto dell'amore e smisurato dolore, sopra il figliuolo morto dell'umana generazione, e il corpo mistico della santa Chiesa, con meco miserabile, sopramiserabile, vostra ignorante madre. Abbiate compassione alle mie iniquitadi, carissime figliuole, che sono cagione de' mali i quali si fanno per tutto quanto il mondo; e specialmente dell'offesa ch'è fatta alla dolce sposa di Cristo. Dio provvegga a tanti mali. Son certa (e di questo mi conforto) che la sua providenzia non mancherà. E già mi pare che essa sua providenzia apparisca. E però vi prego e comando, carissime figliuole, che vi bagniate e anneghiate nel sangue dello immacolato Agnello, e offeriate dinanzi a lui umili e continue orazioni. Altro non vi dico, se non che Dio vi doni la sua eterna benedizione; e io da sua parte vi do la mia.


Amatevi, amatevi insieme. A te dico, Alessa dilettissima figliuola mia, che tu t'inebri di sangue, tu e l'altre; ed'altro che di sangue non ti nutricare. Prego la somma eterna verità, e dolce bontà di Dio, che abondi in te, e nell'altre tanta grazia della sua, che io ti vegga in tutto eper tutto morta e annegata la tua volontà; sicchè io di te e dell'altre mi possa gloriare dinanzi a Dio, rendendo gloria e loda al nome suo. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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