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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXXXV - A Gregorio XI

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e reverendissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, indegna vostra figliuola, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi ricevere vera e perfetta pace dalli sudditi e figliuoli vostri, tornando al giogo della santa obedienzia; sicchè voi potiate vivere con pace e quiete nell'anima e nel corpo; e Dio per la sua bontà inestima bile e carità infinita mi dia grazia ch'io vegga quel mezzo il quale facciate pacificare l'anima con Dio, della guerra che hanno per li difetti suoi commessa contra la sua ineffabile bontà e contra la Santità vostra. E non dubito che, facendosi questa pace, sarà pacificata tutta Italia, l'uno coll'altro. Oh quanto sarà beata l'anima mia, che io vegga per mezzo della santitate e benignità vostra legati l'uno coll'altro per unione d'amore! Sappiate, santo Padre, che in altro modo non si unì Dio nell'uomo, se non col legame dell'amore; e l'amore il tenne confitto e chiavellato in croce: perché l'uomo, che era fatto d'amore, non si traeva in veruno modo sì bene, quanto per amore. Con l'amore del Verbo, dell'unigenito Figliuolo di Dio, si caccia la guerra che l'uomo fece, ribellando a Dio, e sottomettendosi alla signoria del dimonio. In questo modo veggo, santissimo Padre, che caccerete la guerra e la signoria che 'l dimonio ha presa nella città dell'anima de' vostri figliuoli. Chè 'l dimonionon si caccia col dimonio; ma con la virtù dell'umiltà e benignità vostra il caccerete. Chè non sosterrà il dimonio questa umiltà, perché non la può sostenere, anzi ne rimane sconfitto. Coll'amore e fame, che averete, all'onore di Dio e alla salute dell'anime, imparando dallo svenato e consumato Agnello, la cui vece tenete, caccerete la guerra e l'odio dalli cuori loro, e gitterete li carboni di fuoco accesi sopra de li capi de' loro figliuoli ribelli a voi, padre; drittamente dimoni incarnati. Con questo dolce e soave modo si configgerà il dimonio e la superbia dell'uomo: chè in veruno modo s'otterrà tanto bene, quanto per umilità; e la guerra col sostenere pazientemente, portando e sopportando li difetti de' vostri figliuoli; non lassando però la correzione, che se li debbe dare secondo la possibilità loro. Così, con la misericordia e benignità e santa giustizia, con fuoco dolce d'amore si consumerà l'odio delle anime loro siccome l'acqua in fornace. Avanzi la benignità, padre: chè sapete che ogni creatura che ha in sè ragione, è più presa con amore e benignità, che con altro; e specialmente questi nostri Italiani di qua. E non ci so vedere altro modo, per lo quale voi gli potiate ben pigliare, se non con questo. Facendo così, averete da loro ció che vorrete. E di questo vi prego per l'amore di Cristo crocifisso, per bene e utilità della santa Chiesa.


Vengono alla Santità vostra gli ambasciatori senesi, i quali, se gente è al mondo che si possano pigliare con amore, sono essi. E però io vi prego, con questo amore li sappiate pigliare. Accettate un poco la scusa loro del difetto che hanno commesso; chè essi se ne dogliono; e pare a loro essere a sì fatti partiti, che non sanno che sifare. Piaccia alla santità vostra, babbo mio dolce, se vedeste alcuno modo che eglino avessero a tenere verso la Santità vostra, che fusse piacevole a voi, e non rimanessero in guerra con quelli a cui essi sono legati, vi prego che 'l facciate. Sostentateli per l'amore di Cristo Crocifisso. Credo, se 'l farete, che sarà grande bene per la santa Chiesa, e meno movimento di male.


Poi vi prego che volgiate l'occhio in punire li difetti delli pastori e offiziali della Chiesa, quando fanno quelloche non si dee fare. Attendete a fare de' buoni, che vivano virtuosamente e giustamente: questo si debbe fare per onore di Dio, e per lo dovere, e salute loro: e poi, perché i secolari vi mirano in questo molto alle mani; e per questo, ch'egli hanno veduto che dal non esser puniti li difetti, ne son venuti molti inconvenienti. Spero nella somma ed eterna bontà di Dio e nella santità vostra, che farete questo e ogni altra cosa buona, e ciò che bisognerà adoperare intorno a questa materia.


Non dico più. Perdonate alla mia presunzione. Umilmente v'addimando la vostra benedizione. Raccomandovi li detti ambasciatori sanesi. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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