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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXXXIV - A Pietro Cardinale di Luna

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Reverendissimo e carissimo Padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi amatore dolce della verità; la quale verità ci libera. Perocchè veruno è che possa fare contra la verità. Ma questa verità non pare che si possa avere perfettamente, se l'uomo non la conosce: perocchè non conoscendola, non l'ama; e non amandola, non trova in sè, nè sèguita, questa verità. Adunque ci bisogna il lume della santissima fede, il qual lume è la pupilla dell'occhio dell'intelletto: col quale occhio, essendovi il lume della santissimafede, l'anima conosce la verità dolce di Dio, vedendo in verità, che Dio non vuole altro che la nostra santificazione; e ciò che Dio dà e permette in questa vita a noi, il dàsolo per questo fine, cioè, perché noi siamo santificati inlui.


Chi ci dimostra questa verità, che egli non vuole altro da noi, e che Dio ci creò all'immagine e similitudine sua, perché noi godessimo di lui, participando del suo eterno bene? il sangue dell'Unigenito Figliuolo, sparso con fuoco d'amore; col quale sangue fummo recreati a grazia. Perocchè, se Dio non ci avesse voluto, e non vedesse il nostro bene, non ci averebbe dato sì fatto ricompratore. Sicchè dunque nel sangue conosciamo la verità col lume della santissima fede, la quale sta nell'occhio dell'intelletto. Allora l'anima s'accende e notricasi in amore di questa verità: e per amore della verità, elegge di voler morir prima, che scordarsi della verità. E non tace la verità, quando è tempo di parlare: perocchè non teme li uomini del mondo, nè teme di perdere la vita; però che già ha disposto di darla per amore della verità: ma solo teme Dio. La verità arditamente riprende, perché la verità ha per compagna la giustizia santa: la quale è una margarita che debbe rilucere in ogni creatura che ha in sè ragione; ma singolarmente nel prelato. La verità tace quando è tempo di tacere, e tacendo grida col grido della pazienzia. Perocchè ella non è ignorante, anzi discerne e cognosce dove sta più l'onore di Dio e la salute dell'anime.


O carissimo padre, innamoratevi di questa verità, acciocchè siate una colonna nel corpo mistico della santa Chiesa, dove si debbe ministrare questa verità; perocchè verità è in lei: e perché verità è in lei; vuole essare ministrata da persone veritiere e che ne siano innamorate e illuminate, e non siano ignoranti nè idioti della verità.


Ma mi pare che la Chiesa di Dio n'abbi grandissimo caro de' buoni ministratori; perocchè è tanto ricresciuta la nuvila dell'amore proprio di noi nell'occhio dell'intelletto, che neuno pare che possa vedere nè conoscere questa verità. E però non l'amano; perocchè, essendo ripieni dell'amore sensitivo e particolare di loro medesimi, non possono empire il cuore e l'affetto dell'amore della verità; e così si trovano in bugie e menzogne le bocche di coloro che sono fatti annunziatori della verità. Ed io, carissimo Padre, ve ne posso render ragione, ch'egli è così: perocchè nel luogo dove io sono, lassiamo andare de' secolari, che si trovano cattivi assai e pochi de' buoni; ma de' Religiosi e cherici secolari, e singolarmente li frati mendicanti, li quali sono pesti dalla dolce sposa di Cristo per annunziare e bandire la verità, essi siscordano della verità, e in pulpito la mengano. Credo che i miei peccati ne siano cagione. Questo dico per lo Interdetto ch'egli hanno rotto. E non tanto che essi abbino fatto il male, ma essi consigliano una parte (che ce n'è), che con buona coscienzia si può celebrare, e li secolari andarvi; e dicono che chi non vi va, commette difetto. E hanno messo il popolo in tanta eresia, che è una pietà pure a pensarlo, non tanto che a vederlo. E questo lor fa dire e fare il timore servile delli uomini, e il piacere umano, e il desiderio dell'offerta. Oimè, oimè! io muoio, e non posso morire a vedere essere privati della Verità quelli che doverebbero morire per la verità.


Voglio dunque, dolce padre mio, v'innamoriate della Verità, acciocchè il santo principio che faceste, cognoscendo che la sposa di Cristo aveva bisogno di buono e santo pastore (e per questo vi metteste senza timore ad ogni cosa), acciò dunque, che questo in voi si vegga in effetto con perseveranzia, io vi prego, che siate all'orecchio di Cristo in terra a suonargli continuamente questa verità; sicchè in essa verità riformi la sposa sua. E diteglicon cuore virile, che la riformi di santi e buoni pastori, in affetto, e in verità, non solamente col suono della parola; perocchè, se si dicesse e non si facesse, questo non sarebbe cavelle. E se non si facesse i buoni pastori, mai non adempirebbe il desiderio suo di riformarla.


Voglia adunque, per amore di Cristo crocifisso, con la speranza e con la dolcezza dibarbicare e' vizii, e piantarela virtù, giusta al suo potere. E piacciagli di pacificare Italia; acciocchè poi di bella brigata, levando il gonfalone della croce, facciamo sacrificio a Dio per amore della verità. E pregatelo che non lassi passare le colpe impunite, specialmente di coloro che sono contaminatori della fede santa per amore proprio di loro. E vogliasi vedere li servi di Dio da lato; li quali schiettamente gli aiuterannoa portare le fadighe sue. Perocchè, se egli vorrà trare la marcia di questo malore, gli converrà sostenere delle persecuzioni, e il bastone delle lingue delle creature; ed egli, e voi, e gli altri. Ma se voi sarete amatori della verità; con la margarita della giustizia, condita con la misericordia (cioè, che non si ponga maggiore peso che si possa portare), non curerete cavelle; nè volgerete il capo indietro a mirare l'arato, per alcuna cosa che sia. Ma sarete costanti, e perseveranti in fine alla morte. E se cognoscerete e sarete amatori della verità, non vi daranno timore le pene; ma nelle pene vi diletterete. Ma se non fuste in questo dolce e soave amore della verità, l'ombra vostra vi farebbe paura.


Onde considerando me, che altra via non c'è, dissi che io desideravo di vedervi amatore dolce della verità. Pregovi dunque per l'amore di Cristo crocifisso, e per quello dolce sangue sparso con tanto fuoco d'amore, che voi vi facciate sposo della verità, acciocchè sia adempita la volontà di Dio in voi, e il desiderio dell'anima mia, che desidero di vedervi morire per la verità. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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