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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXXVII - A monna Alessa, essendo la Santa a Fiorenza

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva, e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti, te e l'altre, spose e serve fedeli a Cristo crocifisso, acciocchè sempre rinnoviate il pianto per onore di Dio, e per salute dell'anime, e per la reformazione della santa Chiesa. Ora è il tempo che voi vi serriate dentro nel cognoscimento di voi, e con continua vigilia e orazione, acciocchè 'l sole tosto si levi, poichè l'aurora è cominciata a venire. L'aurora è venuta, perocchè la tenebra che c'era de' molti peccati mortali, i quali si commettevano per l'offizio che si diceva e s'udiva pubblicamente, è levata via, a male grado di chi l'ha voluto impedire; e tiensi lo interdetto. Grazia, grazia sia al nostro dolce Salvatore che non è spregiatore dell'orazione umile, nè delle lagrime e affocati desiderii de' servi suoi. Poi, dunque, che non è spregiatore, anco gli accetta; io v'invito a pregare,e a fare pregare la divina Bontà che tosto ci mandi la pace; acciocchè Dio sia gloriato, e levisi tanto male, e noi citroviamo insieme a narrare le ammirabili cose di Dio.


Suso! E non dormite più: destatevi tutti dal sonno della negligenzia. Fate fare speciale orazione a cotesti Monasteri; e dite alla Priora nostra che faccia fare a tuttecoteste figliuole speciale orazione per la pace, sicchè Dio ci faccia misericordia, e non si torni senz'essa. E perme, misera sua figliuola, che Dio mi dia grazia che io sia sempre amatrice a annunziatrice della verità, e per essa verità io muoia. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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