IL PALIO.SIENA .IT

Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

Ricerca  


lettere

CCLXXVI - A una meretrice in Perugia, a petizione d'un suo fratello

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti participare il sangue del Figliuolo di Dio; perocchè senza il sangue non puoi avere la vita. Chi sono coloro che participano il sangue? coloro che vivono col santo e dolce timore di Dio. Chi teme Dio, vuole innanzi morire che offenderlo mai mortalmente. Però, figliuola mia, io piango e dogliomi che tu, creata alla imagine e similitudine di Dio, ricomperata del prezioso sangue suo, non ragguardi la tua dignità; nè 'l grande prezzo che fu pagato per te. Ma pare che tu faccia come il porco che s'involge nel loto; così tu t'involgi nel loto della immondizia. Fatta sei serva e schiava del peccato; preso hai per signore il dimonio, a lui servi il dì e la notte.


Pènsati che il signore dà al servo suo di quello ch'egli ha. Se tu servi al dimonio, tu participi del suo. Or che ha 'l dimonio, figliuola mia? tenebre, tempeste, amaritudine, pena, tormenti e flagelli. Nel luogo suo ci ha pianto estridore di denti, privazione della visione di Dio, nella quale visione sta la beatitudine dell'anima. Di questa beatitudine ne furono privati essi dimoni per la superbia loro; e così coloro che seguitano la volontà del dimonio, sono privati d'essa visione. Or queste sono quelle pene intollerabili che sono date all'Anima che va dietro all'iniquità de' peccati mortali. Non è lingua sufficiente a poterlo narrare.


Oimè, oimè che a pensare che tu abbia perduta la memoria del tuo Creatore, e che tu non vedi che tu se' fatta come il membro che è tagliato dal corpo, che, essendo tagliato, subito si secca: e così tu essendo tagliata e divisa da Cristo per lo peccato mortale, se' fatta come 'l legno arido e secco, senza neuno frutto. In questa vita cominci l'arra dell'inferno. Or non pensi tu, figliuola, quanta è la servitudine tua, e quanto ella è misera miserabile? che in questa vita hai l'inferno, e hai la conversazione delle dimonia orribili. Esci, esci di questa pericolosa servitudine e tenebre, nella quale tu se' condotta.


Oimè, se mai tu none 'l facessi per amore di Dio, almeno per la vergogna e confusione del mondo il doveresti fare. Or non vedi tu che tu se' colei che ti dài nelle mani degli uomini a fare strazio, scherni e scempio delle carni tue? or non vedi tu che tu se' amata e ami d'uno amore mercennaio che ti dà morte? Che tanto ami o se' amata, quanto ne traggono, o che tu ne trai diletto o utilità? Tratto da sè il diletto o 'l dono, è tratto da sè l'amore: però che non è fondato in Dio, ma è fondato nel Dimonio.


Pènsati, Figliuola, che tu hai a morire, e non sai quando. Però disse il nostro dolce Salvatore: «State apparecchiati, chè voi non sapete nè 'l di nè l'ora che voi sareterichiesti». E santo Giovanni dice: «Egli ha già posta la scure alla radice dell'arbore. Non è se non a tagliare». Pensa che se ora il sommo Giudice ti richiede, tu se' trovata nelle mani delle dimonia e in stato di dannazione. Comparire ti conviene, e non hai chi risponda per te; chè coloro che possono rispondere, aiutarti e sovvenirti (ciò sono le virtù), tu non l'hai. Ma bene hai quelli amiciche ti condanneranno dinanzi al Giudice vero; ciò sono 'l mondo, il dimonio e la carne, cui tu hai servito con tanta sollicitudine. Essi t'accusano, manifestando con grande tua confusione e vergogna le offese che tu hai fatte a Dio condánnanti alla morte eternale, ménanti alla loro compagmia, dove ha fuoco ardente, puzza di solfo, stridore di denti, freddo, caldo, e il vermine della coscienza che sempre 'l rimorde e riprendelo, perché si vede per suo difetto essere privato della visione di Dio, ed essere degno della visione delle dimonia.


Or questo è 'l merito che tu hai del servizio e della fadiga che tu hai durata per servire al mondo, al dimonio e alla carne: eziandio in questa vita cominci a gustare l'Inferno. Adunque, poichè tu vedi che ti fanno degna di tanto male, e privanti di tanto bene; fátti una santa forzae violenza a te medesima; lèvati da tanta miseria e fracidume; ricorri al tuo Creatore, che ti riceverà, purchè tu voglia lassare il peccato mortale e tornare allo stato dellaGrazia. Io ti dico, dolcissima figliuola mia, che se tu vomicherai il fracidume del peccato per la santa confessione, con proponimento di non cader più nè ritornare al vomito; dice la dolce benignità di Dio: «Io ti prometto che non mi ricorderò che tu mi offendessi mai». E veramente così è: che colui che punisce per contrizione e dispiacimento il peccato suo, Dio none 'l vuole punire nell'altra vita.


Non ti paia fadigoso. Ricorri a quella dolce Maria che è madre di pietà e di misericordia. Ella ti menerà dinanzi alla presenzia del figliuolo suo, mostrandogli per te ilpetto che ella il lattò, inchinandolo a farti misericordia.Tu, come figliuola e serva ricomperata di sangue, entra allora nelle piaghe del figliuolo di Dio; dove troverai tanto fuoco di ineffabile carità, che consumerà e arderà tutte le miserie e' difetti tuoi. Vederai che t'ha fatto bagno di sangue per lavarti dalla lebbra del peccato mortale, e della sua immondizia, nella quale tanto tempo se' stata. Non ti schiferà il dolce Dio tuo.


Accompágnati e impara da quella dolce e innamorata Maddalena, che, subito ch'ella ebbe veduto il male e 'l difetto suo, e vide sè nello stato della dannazione, e subitamente si leva con grandissimo odio dell'offesa di Dio e amore della virtù, va cercando per potere trovare misericordia. Vede bene che non la può trovare altrove che in Cristo dolce Gesù, e però ella se ne va a lui; e nonmira nè a onore nè a vituperio, ma umilmente se gli getta a' piei. Ine per amore, dolore e amaritudine, con perfetta umiltà riceve la remissione de' peccati suoi. Ella merita d'udire quella dolce parola: «Maria, và in pace, e non peccare più». Or così fa tu, figliuola mia dolcissima; ricorri a lui. Guarda quello atto umile di Maddalena che si pone a' piei, manifestando l'affetto suo, che ella si moveva con contrizione di cuore; e non si reputa degna d'andare dinanzi alla faccia del Maestro suo. Così tu, esci col cuore, coll'affetto e col corpo, e non dormire più, però che tu non hai tempo. Dacchè tu non hai tempo, non aspettare il tempo.


Rispondi a Cristo crocifisso che ti chiama con umile voce;corri dietro all'odore dell'unguento suo. Bàgnati nel Sangue di Cristo crocifisso; chè a questo modo participerai il Sangue. Così desidera l'anima mia di vederti partecipare il Sangue, e che tu sia membro legato per grazia nel tuo capo Cristo crocifisso.


E se tu mi dicessi: «il non avere di che vivere mi ritrae«; e io ti dico che Dio ti provvederà. Ed anco ho sentito dal tuo fratello carnale che ti vuole ajutare in ciò che bisogna. Non volere adunque aspettare il divino giudizio, il quale caderebbe sopra di te, se questo non facessi.


Non volere più essere membro del diavolo; che, come laccio suo, ti se' posta a pigliare le creature. Non basta assai 'l male che tu fai per te; pènsati di quanti se' cagione tu di fare andare all'Inferno.


Non dico più. Ama Cristo crocifisso; e pensa che tu devi morire, e non sai quando. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore. Maria dolce madre.

lettera precedente lettera successiva
lettere
Lettera di Santa Caterina
Lettera di Santa Caterina a Stefano Maconi

 
  • Good&Cool
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK