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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXXV - A frate Raimondo da Capua dell'ordine de' predicatori

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi spogliato il cuore e l'affetto d'ogni amore proprio di voi; acciocchè l'amore proprio non v'impedisca che voi non siate sposo della Verità, e non vi faccia pastore timido, sicchè per timore non lassiate il zelo della santa giustizia e verso di voi e verso de' sudditi vostri. Perocchè, in colui che sta nell'amore proprio di sè, non riluce la giustizia; nè a sè, rendendo a sè quello che è suo, cioè, rendendosi odio e dispiacimento per cognoscimento di sè; nè a Dio rende gloria, e loda al nome suo; e al suddito non dà esemplo di santa e perfetta vita; e non dà la reprensione al difettuoso, nè la benivolenzia al buono, confortandolo, e navicandolo e atandolo nell'Ordine santo. Sicchè, colui che sta nell'amore proprio, commette ingiustizia, e non fa giustizia. E però c'è bisogno di spogliarci di noi, evestirci di Cristo crocifisso, e salire in su la navicella della santissima croce, e navigare in questo mare tempestoso senza timore. Perocchè, a chi è in su questa navicella, non gli bisogna temere di timore servile; però che la nave è fornita di qualunque cibo l'anima vuole divisare. E venendo e' venti contrarii, che ci percotessero o ritardassero, che non potessimo così tosto adempire i nostri desiderii; non ce ne curi; ma stiamo con fede viva, perocchè ci ha di che mangiare, e la navicella, è forte sì e per siffatto modo che neuno vento è si terribile che, percuotendola nello scoglio, che ella si rompa mai. E bene è vero che spesse volte la navicella si lassa ricoprire all'onde del mare, e fàllo, non perché noi affoghiamo, ma perché noi cognosciamo meglio e più perfettamente il tempo pacifico dal tempestoso, e acciocchè nel tempo pacifico noi disordinatamente non ci fidiamo, e perché noi torniamo al santo timore con umile e continua orazione, con santo e affocato desiderio, cercando l'onore suo e la salute dell'anime in su questa navicella della croce. Per questo dunque ci permette che il dimonio, la carne, e il mondo, con le molte persecuzioni, ci ricuoprano con le tempestose onde loro. Ma se l'anima che è in su questa navicella, non sta solamente alla riva, ma gittasi nel mirollo dentro nel fondo della nave, nell'abisso del crociato e affocato amore di Cristo crocifisso; non gli farà male alcuno: ma molto più confortato e virile si leverà a volere portare pene e fadighe e rimproverii nel mondo senza colpa, avendo gustato e provato nell'onde la divina providenzia. Adunque, spogliato dell'amore proprio, e vestito della dottrina di Cristo crocifisso, vi prego, e voglio che intriate in questa navicella della santissima croce; e con essa navigate per questo mare tempestoso, con lume della fede Viva, e con la margarita della vera e santa giustizia verso di voi e verso de' sudditi vostri. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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