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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXXIII - A frate Raimondo da Capua dell'ordine de' predicatori

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Dilettissimo e carissimo padre e figliuolo mio caro in Cristo Gesù, io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi raccomandandomivi nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio; con desiderio di vedervi affocato e annegato in esso dolcissimo sangue suo, il quale sangue è intriso con fuoco dell'ardentissima carità sua. Questo desidera l'anima mia, cioè di vedervi in esso sangue, voi, e Nanni ed Jacomo, figliuolo. lo non veggo altro remedio, onde veniamo a quelle virtù principali, le quali sono necessarie a noi. Dolcissimo padre, l'anima vostra, la quale mi s'è fatta cibo (e non passa punto di tempo, che io non prenda questo cibo alla mensa del dolce Agnello svenato con tanto ardentissimo amore), dico, non perverrebbe alla virtù piccola della vera umilità, se non fuste annegato nel sangue. La quale virtù nascerà dall'odio, e l'odio dall'amore. E così nasce l'anima con perfettissima purità, come il ferro esco purificato dalla fornace.


Voglio dunque che vi serriate nel costato aperto del Figliuolo di Dio, il quale è una bottiga aperta, piena d'odore; in tanto che il peccato vi diventa odorifero. Ivi la dolce sposa si riposa nel letto del fuoco e del sangue. Ivi si vede ed è manifestato il secreto del cuore del Figliuolo di Dio. Oh botte spillata, la quale dai bere ed inebri ogni innamorato desiderio, e dái letizia ed illumini ogni intendimento, e riempi ogni memoria, che ivi s'affadiga; in tanto che altro non può ritenere, nè altro intendere, nè altro amare, se non questo dolce e buono Gesù! Sangue e fuoco, inestimabile amore! poichè l'anima mia sarà beata di vedervi così annegati; io voglio che facciate come colui che attigne l'acqua colla secchia, il quale la versa sopra alcuna altra cosa; e così voi versate l'acqua del santo desiderio sopra il capo de' fratelli vostri, che sono membri nostri, ligati nel corpo della dolce Sposa. E guardate, che per illusione di dimonia (le quali so che v'hanno datoimpaccio, e daranno), o per detto d'alcuna creatura, voi non vi tiriate mai addietro; ma sempre perseverate ogni otta che vedeste la cosa più fredda, infino che vediamo spargere il sangue con dolci e amorosi desiderii.


Su, su, padre mio dolcissimo! e non dormiamo più. Perocchè io odo novelle, che io non voglio più nè letto, nè stati. Io ho cominciato già a ricevere un capo nelle mani mie, il quale mi fu di tanta dolcezza, che 'l cuore nol può pensare, nè lingua parlare,nè l'occhio vedere, nè l'orecchio udire. Andò il desiderio di Dio tra gli altri misterii fatti innanzi; i quali io non dico, chè troppo sarebbe lungo. Andai a visitare colui che sapete: onde egli ricevette tanto conforto e consolazione, che si confessò, e disposesi molto bene. E fecemisi promettere per l'amore di Dio, che, quando fusse il tempo della giustizia, io fussi con lui. E così promisi, e feci. Poi la mattina innanzi lacampana andai a lui; e ricevette grande consolazione. Menailo a udire la messa; e ricevette la santa Comunione, la quale mai più aveva ricevuta. Era quella volontà accordata e sottoposta alla volontà di Dio: e solo v'era rimasto uno timore di non essere forte in su quello punto. Ma la smisurata e affocata bontà di Dio lo ingannò, creandogli tanto affetto ed amore nel desiderio di Dio, che non sapeva stare senza lui, dicendo: «Stà meco, e non mi abandonare. E così non starò altro che bene; e muoio contento». E teneva il capo suo in sul petto mio. Io allora sentiva uno giubilo e un odore del sangue suo; e non era senza l'odore del mio, il quale io desidero di spandere per lo dolce sposo Gesù. E crescendo il desiderio nell'anima mia, e sentendo il timore suo, dissi: «Confòrtati, fratello mio dolce; perocchè tosto giungeremo alle nozze. Tu v'anderai bagnato nel sangue dolce del Figliuolo di Dio, col dolce nome di Gesù, il quale non voglio che t'esca mai dalla memoria. E io t'aspetto al luogo della Giustizia». Or pensate, padre e figliuolo, che il cuore suo perdette allora ogni timore, e la faccia sua si trasmutò di tristizia in letizia; e godeva, esultava, ediceva: «Onde mi viene tanta grazia, che la dolcezza dell'anima mia m'aspetterà al luogo santo della giustizia?». Vedete che era giunto a tanto lume, che chiamava il luogo della giustizia santo! E diceva: «Io anderò tutto glorioso e forte; e parrammi mille anni che io ne venga, pensando che voi m'aspettiate ine». E diceva parole tanto dolci, che è da scoppiare, della bontà di Dio


Aspettailo dunque al luogo della giustizia; e aspettai ivi, con continua orazione e presenzia di Maria e di Catarina vergine e martire. Ma prima che io giugnessi a lei, io mi posi giù, e distesi il collo in sul ceppo; ma non vi venne, che io avessi pieno l'affetto di me. Ivi su, pregai,e costrinsi e dissi: Maria! che io voleva questa grazia, che in su quello punto gli desse uno lume e una pace di cuore, e poi il vedessi tornare al fine suo. Empissi alloral'anima mia tanto, che, essendo ivi moltitudine del popolo, non poteva vedere creatura, per la dolce promessa fatta a me.


Poi egli giunse, come uno agnello mansueto: e vedendomi, cominciò a ridere; e volse che io gli facesse il segno della croce. E ricevuto il segno, dissi io: «Giuso! alle nozze, fratello mio dolce! chè tosto sarai alla vita durabile. Posesi giù con grande mansuetudine; e io gli distesi il collo, e chinàmi giù, e rammentàlli il sangue dell'Agnello. La bocca sua non diceva se non, Gesù, e, Catarina. E, così dicendo, ricevetti il capo nelle mani mie, fermando l'occhio nella divina bontà, e dicendo: «Io voglio».


Allora si vedeva Dio-e-Uomo, come si vedesse la chiarità del sole; e stava aperto e riceveva il sangue; nel sangue suo uno fuoco di desiderio santo, dato e nascosto nell'anima sua per grazia; riceveva nel fuoco della divina sua carità. Poichè ebbe ricevuto il sangue e il desiderio suo, ed egli ricevette l'anima sua, la quale mise nella bottiga aperta del costato suo, pieno di misericordia; manifestando la prima Verità, che per sola grazia e misericordia egli il riceveva, e non per veruna altra operazione. O quanto era dolce e inestimabile a vedere la bontà di Dio! con quanta dolcezza e amore aspettava quella anima partita dal corpo! voltò l'occhio della misericordia verso di lei, quando venne a intrare dentro nel costato bagnato nel sangue suo il quale valeva per lo sangue del Figliuolo di Dio. Così ricevuto da Dio per potenzia, (potente a poterlo fare); e il Figliuolo, sapienzia Verbo incarnato, gli donò, e fecegli participare, il crociato amore, col quale egli ricevette la penosa e obbrobriosa morte, per l'obedienzia che egli osservò del Padre in utilità dell'umana natura e generazione; e le mani dello Spirito Santo il serravano dentro.


Ma egli faceva uno atto dolce da trare mille cuori. E, non me ne maraviglio; perocchè già gustava la divina dolcezza. Volsesi come fa la sposa quando è giunta all'uscio dello sposo suo, che volge l'occhio e il capo a dietro, inchinando chi l'ha accompagnata, e con l'atto dimostra segni di ringraziamento.


Riposto che fu, l'anima mia si riposò in pace e in quiete, in tanto odore di sangue, che io non potevo sostenere di levarmi il sangue, che mi era venuto addosso, di lui.


Oimè misera miserabile! non voglio dire più. Rimasi nella terra con grandissima invidia. E parmi che la prima pietra sia già posta. E però non vi maravigliate, se io nonv'impongo altro se non di vedervi annegati, nel sangue e nel fuoco che versa il costato del Figliuolo di Dio. Or non più dunque negligenzia, figliuoli miei dolcissimi, poichè 'l sangue comincia a versare, e a ricevere la vita. Gesù dolce, Gesù amore.

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