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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXX - A Gregorio XI

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e dolcissimo padre in Cristo Gesù. Io vostra indegna e miserabile figliuola Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo alla vostra Santità nel prezioso sangue suo; con desiderio, che io ho lungo tempo desiderato, di vedervi portinaio virile e senza veruno timore. Portinaio sete del cellaio di Dio, cioè del sangue dell'unigenito suo Figliuolo, la cui vece rappresentate in terra; e per altre mani non si può avere il sangue di Cristo se non per le vostre. Voi pascete e nutricate li fedeli Cristiani: voi sete quella madre che allemamelle della divina carità ci notricate; perocchè non ci date sangue senza fuoco, nè fuoco senza sangue. Perocchè il sangue fu sparto con fuoco d'amore. O governatore nostro, io dico che ho lungo tempo desiderato di vedervi uomo virile e senza veruno timore; imparando dal dolce e innamorato Verbo, che virilmente corre all'obbrobriosa morte della santissima croce, per compire la volontà del padre e la salute nostra. Questo Verbo dolce arreca a noi la pace; perocchè fu tramezzatore tra Dio e noi. Non lassa questo dolce e innamorato Verbo, per nostra ingratitudine nè per ingiuria nè per strazi nè vituperio, che egli non corra all'obbrobriosa morte della croce, siccome innamorato della salute nostra: perocchè in altro modo non potevamo giugnere all'effetto della pace. O padre santissimo nostro, io vi prego per l'amore di Cristo crocifisso, che voi seguitiate le vestigie sue. Oimè, pace, pace, per l'amore di Dio! Non ragguardate alla miseria e ingratitudine e ignoranzia nostra, nè alla persecuzione de' vostri ribelli figliuoli. Oimè, vinca la vostra benignità e pazienzia la malizia e superbia loro. Abbiate misericordia di tante anime e corpi che periscono. O pastore e portinaio del sangue dell'Agnello, non vi retragga nè pena nè vergogna nè vituperio che vi paresse ricevere, nè timore servile, nè gli perversi consiglieri del dimonio, che non consigliano altro che in guerre e in miserie. Tutto questo, santissimo Padre, non vi retragga che voi non corriate all'obbrobriosa morte della croce; seguitando Cristo, come suo vicario, cioè, sostenendo pene, obbrobrio, tormento e villanie portiate la croce del santo desiderio: desiderio, dico, dell'onore di Dio, e della saluto degli figliuoli vostri. Abbiate, abbiate fame, e con l'occhio dell'intelletto vostro vi levate in su la croce del desiderio; e ragguardate quanti mali seguitano per questa perversa guerra, e quanto è il bene che sèguita, della pace.


Oimè, babbo mio, disavventurata l'anima mia che le mie,iniquità sono cagione d'ogni male; e pare che 'l dimonio abbia presa signoria del mondo, uon per sè medesimo, chè egli non può cavelle, ma in quanto noi gli abbiamo dato. Da qualunque lato io mi volgo, vedo che ognuno gli porta le chiavi del libero arbitrio con la perversa volontà; e' secolari, e' religiosi, e li chierici, con superbia correre alle delizie, stati e ricchezze del mondo, con molta immondizia e miseria. Ma sopra tutte l'altre cose che io vegga che sia molto abominevole a Dio, si è delli fiori, che sono piantati nel corpo mistico della santaChiesa, che debbono essere fiori odoriferi, e la vita loro specchio di virtù, gustatori e amatori dell'onore di Dio e della salute dell'anime: ed egli gittano puzza d'ogni miseria; e amatori di loro medesimi, raunando li difetti loro con esso gli altri; e singolarmente nella persecuzione che è fatta alla dolce sposa di Cristo e alla Santità vostra. Oimè, caduti siamo nel bando della morte; e abbiamo fatta guerra con Dio. O babbo mio, voi sete posto a noi per tramezzatore a fare questa pace. Non veggo che ella si faccia se voi non portate la croce del santo desiderio, come detto è. Noi abbiamo guerra con Dio; e li ribelli figliuoli l'hanno con Dio e la Santità vostra: e Dio vuole e vi richiede che tolliate, giusta 'l vostro potere, la signoriadalle mani delle dimonia. Mettete mano a levare la puzza de' ministri della santa Chiesa; traetene e' fiori puzzolenti, piantatevi e' fiori odoriferi, uomini virtuosi, che temono Dio. Poi vi prego che piaccia alla Santità vostra di condescendere di dar la pace, e riceverla per qualunque modo ella si può avere, conservando sempre quella dolce Chiesa, e la coscienzia vostra. Vuole Dio, che voi attendiate all'anime e alle cose spirituali più che alle temporali. Fate virilmente: chè Dio è per voi. Adoperatevi senza veruno timore; e, perché vediate le molte fatighe e tribolazioni, non temete: confortatevi con Cristo dolce Gesù. Chè tra le spine nasce la rosa, e tra le molte persecuzioni ne viene la reformazione della santa Chiesa, la luce che fa levare la tenebra de' Cristiani e la vita degl'infedeli, e la levazione della santa Croce. Voi, come strumento e nostro mezzo, con sollicitudine, e non con negligenzia, e senza veruno timore adoperate ciò che voi potete. A questo modo sarete vero ministratore; adempirete la volontà di Dio, e il desiderio de' servi suoi, chemuoiono di dolore, e non possono morire, vedendo tanta offesa del loro Creatore e tanto avvilire il sangue del Figliuolo di Dio. Non posso più. Perdonate a me, padre santissimo, la mia presunzione: scusimi l'amore e il dolore dinanzi a voi. Non dico più. Date la vita per Cristo crocifisso: divellete li vizi, e piantate le virtù: confortatevi, e non temete. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Grande desiderio ho di ritrovarmi dinanzi alla Santità vostra. Molte cose v'ho a ragionare. Non son venuta, per molte occupazioni buone e utili per la Chiesa, che ci sono avute a fare. Pace, pace per l'amore di Cristo crocifisso, e non più guerra: chè altro rimedio non ci è. Raccomandovi Annibaldo, vostro fedele servitore.


Scritta al nostro monasterio nuovo che mi concedeste, intitolato Santa Maria degli Angeli. omandovi umilmente la vostra benedizione. E' vostri figli negligenti, maestro Giovanni e frate Raimondo, si raccomandano alla Santità vostra. Gesù Cristo crocifisso sia con voi. Gesù dolce, Gesù amore.

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