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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXIX - A Neri di Landoccio

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso Saugue suo; con desiderio di vedere morto in te ogni proprio sentimento, acciò che la mente e il desiderio tuo non sia mai contaminato dalla propria passione, ma più tosto sia agumentata la virtù in te. Questo farai quando coll'occhio dell'intelletto ti specchierai nellaVerità eterna; perocchè in altro modo non si potrebbe dibarbicare. Adunque voglio, figliuolo mio dolce, che ti specchi nella somma eterna Verità, e non perda punto di tempo. Ma sempre giusta 'l tuo potere, t'ingegna, quanto tu puoi, di portare e sopportare e' difetti delle creature. Fà che tu sia non negligente alla orazione santa; e di, fare ogni domenica Pasqua con la santa Comunione. E non ti curare, però che tu ora sia di lunga da me corporalmente; perocchè col santo desiderio e coll'orazione santa io sarò sempre presso a te. Confòrtati, e fà forza e violenza, acciò che rapischi il reame del cielo. Altro non dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Dio ti dia la sua dolce eterna, benedizione. Monna Lisa, Alessa, Francesco, e Barduccio, tutti, ti salutano. Gesù dolce, Gesù amore.

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