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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXVII - A frate Raimondo da Capua dell'ordine de' predicatori

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo e dolcissirno padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vero combattitore contra le molestie e insidie del dimonio, e contro le malizie e persecuzioni degli uomini, e contra il vostro amore sensitivo, 'l quale è quello nemico che, se la persona none 'l parte da sè con la virtù, e con odio santo, giammai non può esser forte contra alle altre battaglie che tutto dì riceviamo. Perocchè l'amore proprio ci indebilisce; e però c'è necessario di privarcene con la forza della virtù; la quale acquisteremo nell'amore ineffabile che Dio ci ha manifestato col mezzo del sangue dell'unigenito suo Figliuolo. Il quale amore, tratto dall'amore divino, ci dà lume e vita; lume, in cognoscere la verità, quando egli è di bisogno alla nostra salute, e ad acquistare la grande perfezione, e a sostenere con vera pazienzia e fortezza e costanzia infino alla morte; dalla quale fortezza, acquistata dal lume che ci fece cognoscere la verità, acquistiamo la vita della divina Grazia. Inebriatevi dunque del sangue dell'immacolato Agnello; e siate servo fedele, e non infedele, al vostro Creatore. E non dubitate, nè vollete il capo indietro, per alcuna battaglia o tenebre che vi venisse; ma con fede perseverate infino alla morte; perocchè voi sapete bene, che la perseveranzia vi darà 'l frutto della vostra fadiga.


Ho inteso da alcuna serva di Dio, la quale vi tiene per continua orazione dinanzi da lui, che avete sentite grandissime battaglie, e tenebre sono cadute nella mente vostra per illusioni e inganno del dimonio, volendovi fare vedere 'l torto per il dritto, e il dritto per lo torto: e questo fa, perché veniate meno nello andare, acciocchè non giugniate al termine. Ma confortatevi; perocchè Dio v'ha proveduto e provederà, e non vi mancherà la Providenzia sua. Fate che in tutto ricorriate a Maria; abbracciando la santa croce: e non vi lassate mai venire a confusione di mente, ma nel mare tempestoso navigate colla navicella della divina misericordia. So che dagli uomini religiosi e secolari, e anco nel corpo mistico della santa Chiesa, se riceveste o aveste ricevuto alcuna persecuzione o dispiacimento o indignazione del Vicario di Cristo, o per voi, o aveste sostenuto o sosteneste per me con tutte queste creature, non state a contrastare; ma con pazienzia sostenete, partendovi di subito, e andandovene in cella a cognoscere voi medesimo con una santa considerazione; pensando che Dio vi faccia degno di sostenere per amore della verità, e d'essere perseguitato per lo nome suo; con vera umilità reputandovi degno della pena, e indegno del frutto. E tutte le cose che avetea fare, fate con prudenzia, ponendovi Dio dinanzi al. l'occhio vostro; e ciò che avete a dire o a fare, ditelo e fatelo dinanzi a Dio e a voi, e col mezzo della santissima orazione. Ine troverete il dottore della santa clemenzia dello Spirito Santo, 'l quale infonderà uno lume di sapienzia in voi, che vi farà discernere ed eleggere quello che sarà suo onore. Questa è la dottrina, che n'è data dalla prima dolce Verità, procurando il nostro bisogno con smisurato amore.


Se venisse il caso, carissimo padre, che vi trovaste dinanzi alla Santità del vicario di Cristo, dolcissimo e santissimo padre nostro; umilmente me gli raccomandate, rendendomi io in colpa alla Santità sua di molta ignoranzia e negligenzia che io ho commessa contro Dio, e disobedienzia contra il mio Creatore, il quale m'invitava a gridare con ansietato desiderio, e che con l'orazione gridassi dinanzi da lui, e con la parola e con la presenziafussi presso al vicario suo. Per tutti quanti i modi ho commessi smisurati difetti; per li quali iocredo che egli abbia ricevute molte persecuzioni, e la Chiesa santa, per le molte iniquitadi mie. Per la qual cosa, se egli si lagnadi me, egli ha ragione; e di punirmi de' difetti miei. Ma ditegli, che io, giusta al mio potere, m'ingegnerò di correggermi nelle colpe mie, e di fare più a pieno l'obedienzia sua. Sicchè io spero per la divina bontà che vollerà l'occhio della sua misericordia verso della sposa di Cristo e del vicario suo, e verso di me, tollendomi i difetti ela mia ignoranzia; ma verso della sposa, in dargli refrigerio di pace e di rinnovazione, con molto sostenere (perocchè in altro modo che senza fadiga non si possono trarre le spine de' molti difetti che affogano il giardino della santa Chiesa); e a lui farà grazia colà dove egli voglia essere uomo virile, e non vollere il capo indietro peralcuna fadiga o persecuzione ch'egli riceva dalli iniqui figliuoli: ma costante e perseverante non schifi labore; ma, come uno agnello, si gitti in mezzo de' lupi, con fame e con desiderio dell'onore di Dio e della salute dell'anime; lassando e alienando la cura delle cose temporali, e attendere alle spirituali. Facendo così (che gli èrichiesto dalla divina Bontà), l'agnello signoreggerà li lupi, ed i lupi torneranno agnelli; e così vederemo la gloriae la loda del nome di Dio, bene e pace della santa Chiesa. Per altra via non si può fare: non con guerra, ma con pace e benignità, e con quella santa punizione spirituale che debbe dare il padre al suo figliuolo quando commette la colpa.


Oimè, oimè, oimè, santissimo Padre! Il primo dì che veniste nel luogo vostro, l'aveste fatto! Spero nella bontà di Dio e nella santità vostra, che quello che non è fatto farete. E per questo modo si racquistano le temporali e le spirituali. Questo vi richiese (come voi sapete che vi fu detto) Dio che faceste, cioè di procurare alla reformazione della santa Chiesa, procurando in punire i difetti e in piantare i virtuosi pastori; e pigliaste la pacesanta con gl'iniqui figliuoli per lo migliore modo e più piacevole secondo Dio, che fare si potesse; sicchè poi poteste attendere a riparare con l'arme vostre del gonfalone della santissima croce sopra gl'infedeli. Credo che le nostre negligenzie e il non fare ciò che si può, non concrudelità, neppure con guerra, ma con pace e benignità (sempre dando la punizione a chi ha commesso il difetto, non quanto egli merita, perocchè non potrebbe tanto portare quanto egli merita più, ma secondo che lo infermo è atto a potere portare) siano forse cagione d'essere venuta tanta ruina e danno e irreverenzia della santa Chiesa e de' ministri suoi, quanto egli è. E temo che, se non si rimediasse tanto, che noi vedessimo venire maggiori inconvenienti; io dico, tali, che ci dorrebbero più che non fa il perdere le cose temporali. Di tutti questi mali e pene vostre io miserabile ne son cagione e per la poca mia virtù, e per molta mia disobienzia.


Santissmo Padre, mirate col lume della ragione, e con la verità, il dispiacere verso di me, non per punizione, ma per dispiacere. E a cui ricorro, se voi m'abbandonaste? chi mi sovverebbe? a cui rifuggo, se voi mi scacciaste? e' persecutori mi perseguitano, e io refuggo a voi e agli altri figliuoli e servi di Dio. E se voi m'abbandonastepigliando dispiacere e indignazione verso di me; e io mi nasconderò nelle piaghe di Cristo crocifisso, di cui voi sete vicario: e so che mi riceverà, perocchè egli non vuole la morte del peccatore. Ed essendo ricevuta da lui, voi non mi caccerete: anco, staremo nel luogo nostro a combattere virilmente con l'arme della virtù per la dolce sposa di Cristo. In lei voglio terminare la vita mia, con lagrime, con sudori, e con sospiri, e dare il sangue e la mirolla dell'ossa. E se tutto il mondo mi cacciasse; io non me ne curerò, riposandomi, con pianto e con molto sostenere, nel petto della dolce sposa. Perdonatemi, santissimo Padre, ogni mia ignoranzia e offesa che io ho fatta a Dio e alla vostra Santità. La verità sia quella che miscusi, e me deliberi: verità eterna. Umilemente vi dimando la vostra benedizione.


A voi dico, padre carissimo, che, quando è possibile a voi, siate dinanzi alla Santità sua con viril cuore, e senzaalcuna pena o timore servile: e prima siate in cella dinanzi a Maria e alla santissima croce, con santissima ed umile orazione, e con vero cognoscimento di voi, e con viva fede e volontà di sostenere; e poi andare sicuramente. E adoperate ciò che si può per onore di Dio e salute dell'anime, infino alla morte. E annunziategli quello che io scrivo in questa lettera, secondo che lo Spirito Santo vi ministrerà. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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