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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLXII - A monna Tora, figliuola di misser Pietro Gambacorti da Pisa

Al nome di Gesù Cristo crocífìsso e di Maria dolce.


Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te ne prezioso sangue suo; con desiderio di vederti serva e sposa di Cristo crocifisso sì e per siffatto modo che per lo suo amore il mondo ti venga a tedio con tutte le sue delizie; però che non hanno in loro fermezza nè stabilità veruna. E vedi bene, figliuola mia, che'ella è così la verità. Il mondo a te si mostrò di gran bellezza e piacere; eora ha mostrato che tutte le sue allegrezze e piaceri sono vani e caduchi, e germinano tristizia con grande amaritudine all'anima che disordinatamente le possede, e tollono la vita della Grazia, e danno morte; e càdene l'anima in somma miseria e povertà. Bene è dunque da fuggirlo, e da odiare la propria sensualità e ogni diletto del mondo, e disprezzarli con tutto il cuore e con tutto l'affetto, e servire solo al nostro dolcissimo Creatore. Il qual servire, non è essere servo, ma fa regnare; perciocchè tutti ci fa signori nella vita durabile: e in questa vitadiventa libera però che s'è sciolta dal legame del peccato mortale e dall'amore del mondo, e della propria sensualità; e la ragione n'è fatta signora. E, signoreggiandola, ella è signora di tutto il mondo, perocchè se ne fa beffe; e neuno è che pienamente 'l possa possedere se non colui che perfettamente lo dispregia.


E non sarebbe bene stolta e matta quell'anima che può essere libera e sposa, ed ella si facesse serva e schiava, rivendendosi al dimonio, e adultera? Certo si. E questo fa l'anima che, essendo liberata dalla servitudine del dimonio, ricomperata del sangue di Cristo crocifisso, non d'oro nè d'argento, ma di sangue; ella tiene a vile sè,e non ricognosce la dignità sua, e spregia e avvilisce il sangue del quale è ricomperata con tanto fuoco d'amore; e, avendola Dio fatta sposa del Verbo del suo Figliuolo, il quale dolce Gesù la sposò con la carne sua (perocchè, quand'egli fu circonciso, tanta carne si levò nella circoncisione quanta è una estremità d'uno anello, in segno che come sposo voleva sposare l'umana generazione); ed ella amando alcuna cosa fuora di lui, o padre o madre, o sorella o fratelli o congiunti; o ricchezze o stati del mondo, diventa adultera, e non sposa leale nè fedele al sposo suo. Poichè la vera sposa non ama altro che 'l sposo suo, cioè veruna cosa che fosse contra la sua volontà. E così debbe fare la vera sposa di Cristo: cioè amare solamente lui con tutto il cuore, con tutta l'anima, e con tutte le sue forze; e odiare quello che lui ha in odio, cioè 'l vizio e 'l peccato (che tanto egli l'odiò e dispiacquegli, che volle punirlo sopra 'l corpo suo, per la salute nostra), e amare quello che lui ama ciò sono le virtù le quali si provano nella carità del prossimo, servendola con la carità fraterna nelle sue necessità, secondo che c'è possibile.


E però io voglio che tu sia serva fedele: e senza sposo non voglio che tu stia. Secondo ch'io ho inteso, pare che Dio s'abbia chiamato a sè lo sposo tuo: dalla qual cosa egli si dispose bene dell'anima sua, son contenta che e abbia quel vero fine per lo quale fu creato. Onde, poichè Dio t'ha sciolta dal mondo, voglio che tu ti leghi con lui; e spòsati a esso Cristo crocifisso coll'anello della santissima fede. E vèstiti non di bruno, cioè della nerezza dell'amore proprio, e del piacere del mondo, ma della bianchezza della purità, conservando la mente e 'l corpo tuo nello stato della continenza. E sopra questa purità ci poni il mantello vermiglio della carità di Dio e del prossimo tuo, affibbiato di perfetta umiltà, colla fregiatura delle vere e reali virtù, colla umile e continua orazione; però che senza questo mezzo non potresti venire a veruna virtù. E fa che tu lavi la faccia dell'anima tua colla confessione spesso, e colla contrizione del cuore; il quale sarà unguento odorifero, che ti farà piacere allo sposo tuo Cristo benedetto. E così, adornata, va alla mensa dell'altare a ricevere il pane vivo, che dà vita, cibodegli angeli. Allora è 'l tempo suo, come è per le pasque, e per le feste di Maria dolce, e, secondo che Dio ti dispone, per cotali altre feste solennì. E dilèttati di starealla mensa continuamente della santissima croce; e ine nascondi e sèrrati nella camera sua, cioè nel costato di Cristo crocifisso, dove tu troverai il bagno del sangue, che egli t'ha fatto per lavare la lebbra dell'anima tua. E lìtroverai il secreto del cuore suo, mostrandoti nell'apritura del lato, che t'ha amata e t'ama inestimabilmente.


E pensa che questo dolce sposo è molto geloso: però che non vede la sposa sua si poco partire da sè, che egli si sdegna, e ritrae dall'anima la Grazia e la dolcezza sua.Voglio dunque che tu fugga la conversazione de' secolari e secolare, al più che tu puoi, acciò che tu non cadessiin cosa, che 'l sposo tuo si partisse da te. E però sia abitatrice della cella. E guarda che tu non perda 'l tempo tuo; imperocchè molto più ti sarebbe richiesto ora che prima: ma sempre esercita il tempo o coll'orazione o colla lezione o con fare alcuna cosa manuale, acciocchè tu non caggi nell'ozio; però che sarebbe pericolosa cosa. E resistendo virilmente senza alcuno timore, riparerai a' colpi collo scudo della santissima fede, confidandoti nel tuo sposo Cristo, 'l quale combatterà per te. lo so che tu entrerai ora (e forse che sei entrata, che dirò meglio) nelcampo delle molte battaglie del dimonio (gettandoti molte cogitazioni e pensieri nella mente tua) e delle creature, che non sarà meno forte battaglia, ma forse più. So che ti poneranno innanzi, che tu sia fanciulla, e però non stia bene in codesto stato; quasi reputandoselo a vergogna e' semplici ignoranti, e con poco lume, se non ti rallogassero al mondo. Ma tu sia forte costante, fondata in su la viva pietra; e pensa che, se Dio sarà per te, neuno potrà contra di te. Nè credere nè a dimonio nè a creatura quando ti consigliano delle cose che fussero fuora di Dio e della volontà sua, o contra lo stato della conti Confidati in Cristo crocifisso, che 'l ti farà passarequesto mare tempestoso, e giugnerai al mare pacifico, dove è pace senza neuna guerra. Onde, a conduerti ben sicura al porto di vita eterna, ti consiglierei per tua utilità, che tu intrassi nella navicella della santa obedienzia;però che questa è più sicura e più perfetta via, e fa navigare l'anima per questo mare non colle braccia sue, ma colle l:accia dell'Ordine.


E però ti prego, che tu à dia pensiero, acciò che tu sia più spedita a essere serva sposa di Gesù Cristo crocifisso; al quale servire, è regnare, come detto è. E per vederti regnare e vivere in Grazia, dissi che io desideravo di vederti vera serva e sposa di Cristo crocifisso. Abbi buona e santa paziezia in questo e ogni altra era che ti potesse avvenire. Altro non dico. Permani nella sana e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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