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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLVIII - A misser Ristoro di Pietro Canigiani in Firenze

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo fratello in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi costante e perseverante nella virtù: però che colui che comincia, non è quegli che è coronato, ma solo colui che persevera. Perocchè la perseverazione è quella reina che è coronata, e sta in mezzo della fortezza e vera pazienzia; ma ella sola riceve corona di gloria. Sicchè io voglio, dolcissimo fratello, che voi siate costante e perseverante nella virtù, acciocchè riceviate il frutto d'ogni vostra fadiga. Spero nella grande bontà di Dio, che vi fortificherà per modo che nè dimonio nè creatura vi potrà far vollere il capo in dietro al primo vomito.


Parmi, secondo che mi scrivete, che abbiate fatto buono principio; del quale molto mi rallegro per la salute vostra, vedendo il vostro santo desiderio. E prima, dite di perdonare a ogni uomo che v'avesse offeso, o v'avesse voluto offéndere. Questa è quella cosa che v'è di grande necessità a volere avere Dio per Grazia nell'anima vostra, e riposarvi eziandio secondo 'l mondo. Però che colui che sta nell'odio, è privato di Dio, e sta in stato di dannazione; e in questa vita gusta l'arra dell'inferno: perocchè sempre si rode in sè medesimo, e appetisce vendetta, e sta sempre con timore. E credendo uccidere il nemico suo, ha prima morto sè medesimo; perocchè col coltello dell'odio ha uccisa l'anima sua. Onde questi cotali che credono uccidere il nemico, uccidono loro medesimi. Colui che in verità perdona per amor di Cristo crocifisso, questi ha pace e quiete, e non riceve turbazione; però che l'ira che conturba, è uccisa dall'anima sua; e Dio, che è remuneratore d'ogni bene, gli rende la grazia sua, e nell'ultimo vita eterna. Quanto diletto riceve allora l'anima, e allegrezza, e riposo nellacoscienzia, la lingua non potrebbe narrare quanto ell'è. Ed eziandio secondo il mondo, è grandissimo onore a colui, che, per amore della virtù e per magnanimità, non appetisce nè vuol fare vendetta del nemico suo. Sicchè io v'invito e vi conforto a perseveranzia in questo santo proponimento.


Domandare e procacciare il vostro con debita ragione, questo potete fare con buona coscienzia; chi 'l vuol fare: però che non è tenuto l'uomo di lassare il suo, più che si voglia: ma chi volesse lassare, farebbe bene maggiore perfezione. Di non andare a vescovado nè a palagio, questo è buono e ottimo; e che voi vi stiate pacificamente in casa. Perocchè, se la persona s'impaccia, noi siamo debili, e spesse volte ci troviamo impacciata l'anima nostra, commettendo delle cose ingiuste e fuore ragione, chi per mostrare di saper più che un altro, e chi per appetito di pecunia. Sicchè, egli è bene di dilungarsi dal luogo.


Ma una cosa v'aggiungo: che quando cotali poverelli e poverelle, che hanno chiaramente la ragione, e non hanno chi gli sovvenga, nè mostri la ragione loro perché non hanno denari; sarebbe molto grande onore di Dio affaticarsi per loro con affetto di carità; come santo Ivo, che fu al tempo suo avvocato de' poveri. Pensate, che l'atto della pietà, e il ministrare a' poverelli di quella Virtù che Dio ha data a voi molto è piacevole a Dio, e salute dell'anima. Onde dice santo Gregorio, che egli è impossibile che l'uomo pietoso perisca di mala morte, cioè di morte eternale. Sicchè questo mi piace molto, e pregovi che voi 'l facciate.


E in tutte le vostre operazioni vi ponete Dio dinanzi agli occhi, dicendo a voi medesimo, quando 'l disordinato appetito volesse levare il capo contra al proponimento fatto: «Pensa, anima mia, che l'occhio di Dio è sopra di te, e vede l'occulto del cuore tuo. E tu sei mortale, però che tu debbi morire, e non sai quando: e converratti rendere ragione dinanzi al sommo Giudice, di quello che tu farai; il qual Giudice ogni colpa punisce, e ogni bene remunera». E a questo modo, se porrete il freno, non scorrerà partendosi dalla volontà di Dio.


Satisfare all'anima vostra, questo dovete fare 'l più tosto che voi potete, e sgravare la coscienzia di ciò che vi sentite gravato. E satisfarle, o di gravezza che ella avessedi rendere sustanzia temporale, o d'altri dispiaceri che avesse fatti altrui. E fate chiedere perdonanza pienamente a ognuno, ciocchè sempre permaniate nella dilezione della carità del prossimo vostro. Di vendere le robe che avete di superchio, e i pomposi vestimenti (i quali, carissimo fratello, sono molto nocivi e sono uno strumento di fare invanire il cuore e nutricare la superbia, parendogli esser da più e maggiore degli altri, gloriandosi di quello che non si dee gloriare. Onde grande vergogna è a noi, farsi cristiani, di vedere il nostro capotormentato, e noi stare in tante delizie. Onde dice san Bernardo, che non si conviene che sotto il capo spinato stieno i membri delicati) dico che fate molto bene, che ci poniate rimedio. Ma vestitevi a necessità, onestamente, non con disordinato pregio e piacerete molto a Dio. E, giusta al vostro potere fate questo medesimo della donna, e de' vostri figliuoli; sì che voi siate, a loro, regola e dottrina, siccome debbe essere il padre, che con ragione e atto di virtù dee allevare i suoi figliuoli.


Aggiungoci una cosa: che nello stato del matrimonio voi stiate con timore di Dio, e con riverenzia v'andiate come a sacramento, e non con disordinato desiderio. E i dì che sono comandati dalla santa Chiesa, abbiate in debita riverenzia, siccome uomo ragionevole, e non come animale bruto. Allora di voi e di lei, siccome arbori buoni, producerete buoni frutti.


Di rifiutare gli ofici, farete molto bene; perocchè rade volte è che non vi s'offenda. E a tedio vi debbono venire, pur d'udirli ricordare. E però lassate questi morti seppellire a' morti loro; e voi v'ingegnate, con libertà dicuore, di piacere a Dio, amandolo sopra ogni cosa con desiderio di virtù, e il prossimo come voi medesimo, fuggendo il mondo e le delizie sue. E rinunciare a'peccati, e alla propria sensualità; riducendo sempre alla memoria i beneficii di Dio, e specialmente il beneficio del sangue, il quale per noi fu sparto con tanto fuoco d'amore.


Evvi ancora di bisogno, a volere conservare la Grazia e crescere l'anima vostra in virtù, di fare spesso la santaconfessione, a vostro diletto, per lavare la faccia dell'anima nel sangue di Cristo. Perocchè pur la lordiamo tutto dì almeno il mese una volta: se più, più; ma meno non mi pare che si dovesse fare. E dilettatevi di udire la parola di Dio. E quando sarà il tempo suo, che noi siamo pacificati col Padre nostro; fate che le pasque solenni, o almeno una volta l'anno, voi vi comunichiate; dilettandovi dell'Oficio, e ogni mattina udire la Messa: e non potendo ogni dì, almeno quelli dì che sono comandati dalla santa Chiesa a' quali siamo obbligati, ve ne dovete ingegnare quantunque si può.


L'orazione non si conviene che ella sia di lunga da voi. Anco, nell'ore debite e ordinate, quando si può, vogliate reducervi un poco a cognoscere voi medesimo, e l'offese fatte a Dio, e la larghezza della sua bontà, la quale tanto dolcemente ha adoperato e adopera in voi; aprendo l'occhio dell'intelletto col lume della santissima fede a ragguardare come Dio ci ama ineffabilmente; il quale amore cel manifestò col mezzo del sangue dell'unigenito suo Figliuolo. E pregovi che, se voi nol dite, che voi il diciate ogni dì, l'oficio della Vergine, acciò che ella sia il vostro refrigerio, e avvocata dinanzi a Dio per voi. D'ordinare la vita vostra, di questo vi pregoche 'l facciate. E il sabato digiunare a riverenza di Maria. E li di che sono comandati da santa Chiesa, non lassarli mai, se non per necessità. E fuggire di stare in disordinati conviti; ma ordinatamente vivere come uomo che non vuole fare del ventre suo Dio: ma prendere il cibo a necessità, e non con miserabile diletto. Però cheimpossibile sarebbe che colui che non è corretto nel mangiare, si conservasse nell'innocenzia sua.


Ma sono certa che la infinita bontà di Dio di questo e dell'altre cose vi farà a voi medesimo prendere quella regola che sarà di necessità alla salute vostra. E io ne pregherò e farò pregare, che vi dia perfetta perseveranzia infine alla morte, e vi allumini di quello che avete a fareper la salute vostra. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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