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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLVII - A Conte di monna Agnola, e compagni in Firenze

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimi figliuoli in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi veri cavalieri, sì e per siffatto modo, che poniate la vita per Cristo crocifisso. Voi siete posti nel campo della battaglia di questa tenebrosa vita, che continuamente siamo alle mani con li nostri nemici. Il mondo ci perseguita con le ricchezze, stati, e onori, mostrandoci che siano fermi e stabili; ed essi vengono meno, e passano come 'l vento. Il Dimonio ci assalisce con le molte tentazioni, facendoci fare ingiuria, e spesse volte tôrre il nostro, solo per rivocarci dalla carità del prossimo nostro; chè, avendo noi perduto l'amore, abbiamo perduto la vita. La carne ci molesta con molta fragilità e movimenti, per tôrci la purità: chè, essendo privati della purità, essofatto siamo privati di Dio; però che egli è somma ed eterna purità. Li nemici nostri non dormono mai, ma sempre stanno attenti a perseguitarci: e questo permette Dio per darci sempre materia per la quale noi meritiamo, e per levarci dal sonno della negligenzia. Sapete che, quando l'uomo si sente assalire da' nemici suoi, egli è sollecito a pigliareil rimedio per difendersi da loro; perch'egli vede che, se dormisse, starebbe a pericolo di morte. E però Dio ce le fa sentire, perché noi ci destiamo, pigliando l'arme dell'odio e dell'amore. L'odio serra la porta a' vizii, cioè la porta del consentimento, perché fa a loro resistenzia con ogni dispiacimento che può; e apre la porta alle virtù, distendendo le braccia dell'amore a riceverle dentro nell'anima sua con grandissimo affetto e desiderio.


Sicchè vedete ch'egli è buono e ottimo che li nemici nostri si levino contra di noi. Non dobbiamo temere, nè possiamo temere, se noi vogliamo; ma confortarci dicendo: «Per Cristo crocifisso ogni cosa potremo». E di che debbe l'anima temere se si confida nel suo Creatore? Noi vediamo che di questo campo della battaglia il nostro capitano n'è Cristo Gesù: ed egli ha sconfitti e' nemici nostri col sangue suo. Le delizie e ricchezze del mondo ha sconfitte con la viltà e povertà volontaria; sostenendo fame, sete e persecuzioni. Il dimonio ha sconfitto, e la sua malizia, con la sua sapienza, pigliandolo con l'esca e amo della nostra umanità, per l'unione della natura divina con la natura umana. La carne nostra è sconfitta per la carne flagellata, macerata, satollata d'obbrobri in sul legno della santissima croce; nell'ultimo levata sopra tutti i cori degli Angeli nella resurrezione del Figliuolo di Dio. Non è veruno corpo nè mente tanto corrotta, che, ragguardando la nostra umanità unita con la natura divina in tanta eccellenzia, che non si purifichi, e che non si desse innanzi alla morte che lordare la mente e 'l corpo suo. Poichè noi abbiamo trovato il rimedio, il nostro capitano Cristo li ha sconfitti Per noi, e fatti debili, e legati per si fatto modo che non ci possono vincere, se noi non vogliamo; non è da temere, ma virilmente combattere, segnandoci col segno della santissima croce; ponendoci per. obietto il sangue dell'immaculato Agnello; pigliando 'l coltello dell'odio e dell'amore, e con esso percuotere e' nostri nemici.


Questa è la battaglia comune; chè ogni uomo che nasce e giunge a età perfetta, conviene che stia in su questocampo della battaglia. Parmi che la inestimabile bontà di Dio ci abbia eletti, come cavalieri, a combattere realmente contra i vizii e' peccati, per acquistare la ricchezza e 'l tesoro della virtù. Ora mi pare che egli v'inviti a crescere e mandare in effetto la vostra perfezione, ponendovi innanzi la fame della salute degl'infedeli. E pare che voglia che voi siate e' primi feridori sopra di loro; però che ora si fa il principio del santo passaggio. Il santo Padre manda e' frieri, e chi li vorrà seguitare, sopra diloro. Ora vi prego che voi vi ristringiate insieme con don Giovanni; e che voi gli ragioniate quello che questi giovani vi ragioneranno e informeranno a bocca, e Leonardo insieme con loro. Faretene quello che lo Spirito Santo ve ne farà fare con consiglio di don Giovanni. Quanto io credo che 'l nostro Salvatore ora faccia questo principio, per mandar poi in effetto il generale. Senza veruno timore, figliuoli miei dolci, mettetevi la panziera, cioè disangue; intriso il sangue nostro nel sangue dell'Agnello. Oh che dolce, e graziosa panziera sarà quella da resistere contra ogni colpo! Col coltello dell'odio e dell'amore percuoterete e sconfiggerete e' vostri nemici, con la panziera del sangue sosterrete. Oh dolcissimi figliuoli, vedete quanto diletto da questa armatura, che sostenendo vince, ed essendo percossa percuote. Però che vi ha dentro saette che gettano invisibilmente: essendo invisibili, appaiono visibili. Perché le percosse loro generano fiori e frutti. Fiori di loda e gloria del nome di Dio, checoll'odore suo spegne il puzzo della infedeltà. Dopo il fiore segue il frutto; ricevendo il merito delle fadighe nostre, qui vivendo e crescendo nella Grazia, e nell'ultimo nell'eterna visione di Dio.


Non siate negligenti, ma solleciti; per piccola fadiga non fuggite il frutto: chè in altro modo non potresti essere cavalieri virili. E però vi dissi che io desideravo divedervi cavalieri virili, posti nel campo di battaglia. E però vi prego, acciò che adempiate la volontà di Dio e il desiderio mio, che voi vi anneghiate, attuffiate, e inebriate nel sangue di Cristo crocifisso, perché nel sangue si fortifica il cuore. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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