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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLV - A Gregorio XI

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e dolcissimo padre, la vostra indegna e miserabile figliuola Catarina in Cristo dolce Gesù vi si raccomanda nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi uomo virile,senza veruno timore o amore carnale proprio di voi medesimo o di veruna creatura congiunta a voi per carne; considerando e vedendo io nel cospetto dolce di Dio, che veruna cosa v'impedisce il santo buono desiderio vostro, ed è materia d'impedire l'onore di Dio e la esaltazione e riformazione della santa Chiesa, quanto questo. Però desidera l'anima con inestimabile amore, che Dio per la sua infinita misericordia vitolga ogni passione, e tepidezza di cuore, e riformivi un altro uomo, cioè di reformazione d'affocato e ardentissimo desiderio: chè in altro modo non potreste adempire la volontà di Dio, e il desiderio de' servi suoi. Oimè, oimè, babbo mio dolcissimo, perdonate alla mia presunzione, di quello ch'io vi ho detto, e dico: son costretta dalla dolce prima Verità di dirlo. La volontà sua, Padre, è questa, e così vi dimanda. Egli dimanda che facciate giustizia dell'abondanzia delle molte iniquità che si commettono per coloro che si notricano e pascono nel giardino della santa Chiesa; dicendo che l'animale non si debba nutricare del cibo degli uomini. Poichè esso v'ha data l'autorità, e voi l'avete presa; dovete usare la virtù epotenzia vostra: e non volendola usare, meglio sarebbe a refutare quello che è preso: più onore di Dio, e salute dell'anima vostra sarebbe.


L'altra si è, che la volontà sua è questa, e così vi dimanda; egli vuole, che vi pacifichiate con tutta la Toscana, con cui avete briga; traendo di tutti quanti li vostri iniqui figliuoli, che hanno ribellato a voi, quello che se ne può trare, tirando quanto si può senza guerra, ma con punizione, secondo che dee fare il padre al figliuolo quando l'ha offeso. Anzi addimanda la dolce bontà di Dio a voi, che piena autoritate diate a coloro che vi dimandano di fare i fatti del passaggio Il santo; che è quella cosa che pare impossibile a voi, e possibile alla dolce bontà di Dio, che ha ordinato, e vuole che sia così.


Guardate, quanto avete cara la vita, che non ci commettiate negligenzia: nè tenete a beffe le operazioni dello Spirito Santo, che sono addimandate a voi, che 'l potete fare. Se voi volete giustizia, la potete fare. Pace potrete avere traendone fuora le perverse pompe e delizie del mondo, conservando solo l'onore di Dio e Il debito della santa Chiesa. Autorità di darla a coloro che ve la dimandano, anco l'avete. Adunque, poichè non sete povero, ma ricco, che portate in mano le chiavi del Cielo, a cui voi aprite è aperto, e a cui voi serrate è serrato; nonfacendolo, ricevereste reprensione da Dio. Io, se fussi in voi, temerei che 'l Divino giudicio non venisse sopra di me. E però vi prego dolcissimamente da parte di Cristo crocifisso che voi siate obediente alla volontà di Dio; chè so che non volete nè desiderate altro, che di far la volontà sua, acciocchè non venga sopra di voi quella dura reprensione. «Maladetto sia tu, che 'l tempo e la forza che ti fu commessa, tu non l'hai adoperata!» Credo, Padre, per la bontà di Dio, ed anco pigliando speranza della vostra Santità, che voi farete si che questo non verrà sopra di Voi.


Non dico più. Perdonatemi, perdonatemi: chè 'l grande amore ch'io ho alla salute vostra, e il grande dolore quandoveggo il contrario, mel fa dire. Volentieri l'averei detto alla vostra propria persona per scaricare a pieno la coscienzia mia. Quando piacerà alla vostra Santità, ch'io venga a voi, verrò volentieri. Fate si che io nonmi richiami a Cristo crocifisso di voi; chè ad altro non mi posso richiamare, che uon ci è maggiore in terra. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Umilmente v'addimando la vostra benedizione. Gesù dolce, Gesù amore.

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