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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCLIII - A misser Trincio de' Trinci da Fuligno, e a Corrado suo fratello

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimi fratelli in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava e' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi veri servi di Cristo crocifisso, e legati nel legame dolce della carità. Il qual legame legò Dio nell'uomo, e l'uomo in Dio; e fu per siffato modo perfetta questa unione, che nè per morte nè per neuna altra cosa si potè separare.


O dolce e vero legame, grande è la forza tua, in tanto che tenesti confitto e chiavellato Dio-e-Uomo in su 'l legno della santissima croce; perocchè nè chiodo nè altro ferro era sufficiente a tenerlo se l'amore dell'onore del Padre e della salute nostra non l'avesse tenuto. Sì forte fu, carissimi fratelli, questo amore, e sì perseverante, chenè dimonia nè altre creature il poterono allentare, che quest'amore non perseverasse. Le creature non lo allentarono nè allentano per le ingiurie che gli erano fatte, e che noi gli facciamo, nè per ingratitudine loro niè nostra; nè le dimonia; perocchè, molestando noi, non lo impediscono che egli non ami. Nè abbandonò l'obedienzia del Padre eterno, ma perseverò infino alla morte della croce, Questo dolce e amoroso Verbo, unigenito Figliuolo di Dio, con molta perseveranzia e pazienzia ci manifesta la volontà e la verità dolce del suo Padre eterno. La volontà sua è la nostra santificazione: questa è la verità; e per questo fine ci creò Dio, cioè perché fussimo santificati in lui a loda e gloria del nome suo, e acciò chenoi godessimo e gustassimo la eterna sua visione. O dolcissimi e carissimi fratelli, io voglio che ragguardiate l'abbondanzia e l'abisso della sua carità: però che, perché l'uomo era accecato e diventato ignorante per la colpa sua, e, non cognosceva questa dolce verità e dolce volontà di Dio, però si volle umiliare all'uomo. Oh miserabile superbia! Bene si debbe vergognare l'anima d'insuperbire dove Dio è umiliato e hacci donato il Verbo velato e vestito della nostra umanità. Or chi può aggiungere solo alla considerazione di vedere l'altezza di Dio discesa a tanta bassezza, e legatosi nell'uomo, e l'uomo in Dio? Aprite, aprite l'occhio dell'intelletto, e vederete quella abbondanzia del sangue dei Figliuolo di Dio; perocchè l'apritura del corpo suo ci ha fatto manifesto, che Dio ci ama inestimabilmente, e non vuole altro che il nostro bene: però che, se egli avesse voluto altro, non ci averebbe dato sì fatto ricompratore. Oh inestimabile e dolcissima carita! La caverna del corpo tuo è aperta per lo calore del fuoco dell'amore della nostra salute. Tu, Dio eterno, se' fatto visibile, e dato ci hai il visibileprezzo, acciocchè la bassezza dell'intelletto nostro non abbia scusa di non potersi levare, però che tu se' fatto basso, e insiememente la bassezza è unita coll'altezza. Così dunque per forza d'amore si levi lo intelletto e l'affetto dell'uomo, cognoscendo in te la bassezza della tua umiltà, e a cognoscere l'altezza ed eccellenza della tua carità, deità eterna. Così dicesti tu, dolce e amoroso Verbo: «Se io sarò levato in alto, ogni cosa tirerò a me». Quasi volesse dire questa dolce Verità eterna: «Se io sarò abbassato alla umiliazione della obrobriosa morte della Croce, io trarrò i cuori vostri all'altezza della divinità, e carità increata». Perocchè, tratto il cuore dell'uomo, si può dire che sia tratto tutto l'affetto e le potenziedell'anima, con tutti li esercizi spirituali e temporali. E anco perché ogni cosa creata è fatta in servizio dell'uomo; tratto dunque l'uomo, è tratto tutto. E però disse: «Se io sarò levato in alto, ogni cosa trarrò a me».


Bene è dunque da aprire l'occhio dell'intelletto, e ragguardare l'affetto del suo Creatore. Voglio dunque che pensiate, carissimi fratelli, che quando l'occhio dell'intelletto è offuscato coll'amore proprio sensitivo, non può cognoscere questa verità: perocchè, come l'occhio infermo, pieno di terra e di carne, non può vedere la luce del sole; così l'occhio dell'anima non può vedere, se egli è ricoperto di terra di disordinato amore e affetto del mondo, cioè di queste cose transitorie, che passano come il vento: e se egli è ricoperto d'affetto carnale non vivendo onestamente, ma disonestamente s'involge nel loto della carnalità, la quale miseria fa diventare l'uomo animale bruto, e toglieli il lume e il cognoscimento. Questi cotali, dico, che non possono cognoscere questa verità; e anco sono fatti amatori della bugia, e seguitano le vestigio del padre loro, cioè il dimonio; che è padre delle bugie.


Voglio dunque che leviate l'occhio dell'intelletto e l'amore da queste cose transitorie, e da ogni vizio carnale, e purifichiate l'anima vostra col mezzo della santa confessione. Non dico però, che lasciate lo stato vostro, più che lo Spirito santo ve ne spiri; ma voglio che teniatecol santo timor di Dio, virilmente stando come uomini virtuosi, e non come stolti animali; tenendo con giustizia e con benignità i sudditi vostri. E lo stato del santo matrimonio, tenerlo. E non vogliate contaminarlo, cioè romperlo per niuno appetito disordinato; ma rifrenare i sentimenti vostri con la memoria del sangue di Cristo e dell'unione della natura divina unita con la natura umana. Vergognerassi allora la miserabile carne vostra di venire a tanta miseria; e sentirà l'odore della purità, avendo questa santa considerazione; e con riverenzia e timore di Dio starà nel santo matrimonio. E abbiate in riverenza e' dì che sono comandati dalla santa Chiesa. Facendo così, sarete arbori fruttiferi; e il frutto che uscirà di voi, sarà buono, e renderà gloria e loda al nome di Dio; e sarete innestati nell'arboro della vita, Cristo dolce Gesù; il quale vi legherà in quello legame forte dell'amore che il tenne confitto e chiavellato in croce. E così parteciperete questa fortezza, essendo legati con Dio e col prossimo con questo dolce legame; intanto che non sarà nè dimonio nè creatura che ve ne possa trarre, che voi non siate forti e perseveranti in sino alla morte. Nè per ingratitudine degli uomini cui voi serviste, i quali fossero ingrati verso di voi, nè per diverse e molte cogitazioni che il dimonio vi mettesse nel cuore, d'odio o di molti dispiacimenti del prossimo vostro, non allenterà però l'amore, nè vi torrà la fortezza, essendo uniti elegati nel legame della carità, come detto è. Anco, sarete veri servi di Cristo crocifisso nello stato vostro. In altro modo non potreste participare la vita della Grazia. E però vi dissi che io desideravo di vedervi veri servi di Cristo crocifisso, legati nel legame dolce della carità. Spero nella bontà di Dio che adempirete la volontà sua e il desiderio mio: e questo sarà per la sua bontà, e per lo servizio che fate alla dolce sposa sua. Perocchè egli è lo Dio nostro, grato e cognoscente a coloro che 'l servono. Molto gli sono grati tutti li servizi che noi gli facciamo;ma tra gli altri che gli siano molto grati, è quello che si fain servizio della santa Chiesa, in qualunque modo e in qualunque stato noi gli serviamo, è vero che quanto più l'uomo le serve con ischietto cuore e senza alcun rispetto, tanto egli è più piacevole: nondimeno ognuno gli è piacevole; e è misurato secondo la misura dell'amore. E come egli remunera il servizio, così punisce l'offesa; e come egli è più remunerato colui che più serve, così è più punito colui che più offende. Questo, perché? Perché serve il sangue di Cristo, e disserve il sangue di Cristo; e però séguita più remunerazione, e più punizione. Dunque, dolcissimi fratelli in Cristo dolce Gesu; siatemi servi fedeli a Cristo crocifisso e alla dolce sposa sua: e così gusterete e cognoscerete la volontà eterna di Dio, la quale non vuole altro che la nostra santificazione; e, come detto è, ce l'ha mostrata con la bassezza della nostra umiltà, e col sangue dolce sparto per noi, con tanto fuoco d'amore.


Lavatevi dunque, per fede e speranza nel sangue di Cristo crocifisso; e con questa dottrina nutricate la famiglia vostra. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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