IL PALIO.SIENA .IT

Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

Ricerca  


lettere

CCLII - A Gregorio XI, essendo a Cornelo

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e reverendissimo padre in Cristo dolce Gesù, la vostra indegna e miserabile figliuola Catarina vi si raccomanda nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedere il cuore vostro fermo e stabile, e fortificato in vera e perfetta pazienzia; considerando che 'l cuore debile, volubile e senza pazienzia, non potrebbe venire a fare lì grandi fatti di Dio. Ogni Creatura ragionevole, se vuole servire a Dio ed essere vestita delle virtù, conviene averequesta costanzia, fortezza e pazienzia: altrimenti, non averebbe: mai Dio nell'anima. Che se l'uomo si volgesse alla prosperità per disordinato diletto, delizie e piacimento di sè o del mondo; o all'ingiurie e tribolazione si volgesse per impazienzia, e lassasse l'affetto delle, virtù,le quali virtù ha concepute nell'animo per santo desiderio, e vuole acquistare; egli debbe bene vedere, che la virtù non s'acquista nè diventa perfetta senza 'l suo contrario.Che se egli schifa il contrario, séguita che fugge lavirtù, con lav quale virtù debbe contrastare e abbattere il vizio, che è contrario alla virtù; con l'umilità cacciarela superbia: le ricchezze e delizie e stati del mondo con la volontaria povertà. La pace cacci e sconfigga la guerra dell'anima sua e del prossimo suo; la pazienzia vinca la impazienzia per amore dell'onore di Dio e della virtù. E per odio e dispiacimento di sè portare fortemente con pazienzia li strazii, ingiurie, schernì e villanie, pene dicorpo, e danni temporali. Così debbe essere costante, fermo, stabile e paziente: altrimenti, non sarebbe servo di risto, ma diventerebbe servo e schiavo della propria sensualità, la quale sensualità gli tolle questa costanzia, efalo pusillanimo, con piccolo e debile cuore. Ma non debbe fare così; anco, si debba ponere per obietto la prima dolce Verità, che col sostenere, portando e sostenendo li difetti nostri, ci rende la vita. O padre santissimo,dolcissimo babbo mio, aprite l'occhio dell'intelletto, e con intelligenzia vedete, se l'è tanto necessaria la virtù ad ogni uomo, a ciascuno per sè medesimo per salute dell'anima sua, quanto maggiormente in voi, che avete a notricare e governare il corpo mistico della santa Chiesa sposa vostra, bisogna questa costanzia, fortezza, pazienzia. Sapete che, come voi intraste pianta novella nel giardino della santa Chiesa, voi vi doveste disponere con virtù a resistere al dimonio, alla carne, e al mondo, che sono tre nemici principali, li quali ci contrastano di dì edi notte; che non dormono mai. Spero nella divina Bontà, che a parte di questi nemici vi ha fatto resistere, efarà in tutto; sicchè egli averà di voi quel fine, per lo quale vi creò, cioè, perché rendeste gloria e loda al nome suo, e perché godeste la bontà sua, ricevendo l'eterna sua visione, nella quale sta la nostra beatitudine. Ora sete vicario di Cristo; il quale avete preso a travagliare e combattere per l'onore di Dio, per salute dell'anime, e riformazione della santa Chiesa: le quali cose sono a Voi travagli e pene, in particolare a voi aggionte, oltre le battaglie comuni, che date sono ad ogni anima che vuole sersvire a Dio, come detto è. E perché è maggiore il peso vostro, però bisogna più ardito e viril cuore, e non timoroso per veruna cosa che avvenire potesse. Chè voi sapete bene, santissimo padre, che come voi pigliaste per sposa la santa Chiesa, così pigliaste a travagliare per lei,aspettando li molti venti contrari di molte pene e tribulazioni, che si facevano incontra a combattere con voi per lei. E voi, come uomo virile, fatevi rincontra a q uesti venti pericolosi, con una fortezza, pazienzia e longa perseveranzia, non volgendo mai il capo addietro per pena nè sbigottimento nè timore; ma perseverate, rallegrandovi nelle tempeste e battaglie. Rallegrisi il cuore vostro: chè nelli molti contrari che sono addivenuti e addivengono, si fanno bene li fatti di Dio; e per altro modo non si fecero mai. Così vediamo che 'l fine della persecuzione della Chiesa, e d'ogni tribulazione che riceve l'anima virtuosa, è la pace acquistata con vera pazienzia e perseveranzia: essa n'esce coronata di corona di gloria.


Questo è dunque il remedio. E però dissi, santissimo Padre, ch'io desiderava di vedervi il cuore fermo e stabile, fortificato in vera e santa pazienzia. Voglio che siateuno arbore d'amore, innestato nel Verbo Amore, Cristo crocifisso; il quale arbore, per onore di Dio e salute delle pecorelle vostre tenga le radici nella profonda umilità.Se voi sarete arbore d'amore, radicato così dolcemente, troverete in voi, arbore d'amore, nella cima il frutto della pazienzia e fortezza, e nel mezzo la perseveranzia coronata; e troverete nelle pene pace, quiete e consolazione, vedendovi conformare in pena con Cristo crocifisso. E così nel sostenere per amore di Cristo crocifisso, con gaudio verrete dalla molta guerra alla gran pace.


Pace, pace, santissimo Padre! Piaccia alla Santità vostra di ricevere li vostri figliuoli, che hanno offeso voi Padre La benignità vostra vinca la loro malizia e superbia. Non vi saràvergogna d'inchinarvi per placare il cattivo figliuolo; ma sa ràvi grandissimo onore e utilità nel cospetto di Dio, e degli uomini del mondo. Oimè, babbo, non più guerra per qualunque modo. Conservando la vostra coscienzia, si può aver la pace. La guerra si mandi sopra gl'infedeli, dove ella debbe andare. Seguitate la mansuetudine e pazienzia dell'Agnello immacolato Cristo dolce Gesù, la cui vece tenete. Confidomi in Domino nostro Jesù Cristo, che di questo e d'altre cose adopererà tanto in voi, che n'adempirò il desiderio vostro e mio: chè altro desiderio in questa vita io non ho se non di vedere l'onore di Dio, la pace vostra, e la reformazione della santa Chiesa, e di vedere la vita della Grazia in ogni creatura che ha in sè ragione. Confortatevi: chè la disposizione di qua, secondo che mi è dato a sentire, è pure di volervi per Padre. E specialmente questa città tapinella; la quale è sempre stata figliuola della Santità vostra; la quale, costretta dalla necessità, gli è convenuto fare di quelle cose che gli sono spiaciute. Pare a loro che il bisogno lo abbi fatto fare. Voi medesimo li scusate alla vostra Santità; sicchè coll'amo dell'amore voi li pigliate. Pregovi per l'amore di Cristo crocifisso, che, più tosto che potete, voi n'andiate al luogo vostro delli gloriosi Pietro e Paolo. E sempre dalla parte vostra cercate d'andare sicuramente; e Dio dalla parte sua vi provederà di tutte quelle cose che saranno necessarie a voi e al bene della sposa sua. Altro non dico. Perdonate alla mia presunzione. Confortatevi, e confidatevi nelle orazioni de' veri servi di Dio, che molto orano e pregano per voi. Domandovi io e gli altri vostri figliuoli umilmente la vostra benedizione. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

lettera precedente lettera successiva
lettere
Lettera di Santa Caterina
Lettera di Santa Caterina a Stefano Maconi

 
  • Good&Cool
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK