IL PALIO.SIENA .IT

Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

Ricerca  


lettere

CCXLIX - A Francesco di Pipino sarto in Firenze e a monna Agnesa sua donna

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo figliuolo e figliuola, in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi veri pellegrini. Ogni creatura che ha in sè ragione, è pellegrina in questa vita: perocchè non è qui il nostro fine; ma il termine dove dobbiamo andare e per lo quale noi fummo creati, è vita eterna. E però io voglio che noi camminiamo: chè la via è fatta; cioè la dottrina di Cristo crocifisso, per la quale chi va, non va in tenebre, ma giunge a perfettissima luce. Convienci dunque avere la condizione del pellegrino; il quale, per diletto che trovasse, nè per malagevolezza di cammino, non si volle a tornare a dietro, nè si pone a restare fra via, ma con perseveranza cammina infino a tanto che giugne al termine suo. Or così, carissimi figliuoli, conviene fare a noi. Noisiamo entrati in questo cammino della dottrina del dolce e amoroso Verbo, Per giugnere al Padre eterno: e trovianci in mali paesi, e malagevoli delle ingiurie e schernidelle creature e delle battaglie delle dimonia. E non ci conviene però ponere a sedere e vollere il capo indietro per impazienza; ma virilmente col lume della fede trapassare tutto, e con vera umiltà chinare il capo alla dolcevolontà di Dio, che per nostra utilità ci permette questi oscuri passi, acciocch'abbia più di che remunerarci. Perocchè, come dice il glorioso apostolo santo Jacopo: «Beato è colui che sostiene la tentazione; però che quando sarà provato, riceverà la corona della vita». E santo Paolo dice: «Non sarà coronato, se non chi legittimamente averà combattuto». Rallegratevi dunque, quando vi vedete ricevere le molte molestie dalle dimonia, o dalle creature; però che essi vi fabbricano la corona: e con vera perseveranza camminate per la strada della verità. E così e' molti diletti, onori e piaceri che il mondo ci mostrasse, o promettesse, e la nostra fragile carne desiderasse, anco non vi faccia ponere a riposare per diletto; ma, come veri pellegrini, fate vista di non vedere, seguitando il vostro viaggio con fortezza, insino alla morte, acciò che giugniate al termine vostro. Or così vi prego che facciate per l'amore di Gesù Cristo. Non dico più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

lettera precedente lettera successiva
lettere
Lettera di Santa Caterina
Lettera di Santa Caterina a Stefano Maconi

 
  • Good&Cool
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK