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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXLVIII - A Bartolo Usimbardi, e a monna Orsa sua donna, e a Francesco di Pipino sarto e a monna Agnesa sua donna, da Firenze

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimi figliuoli e figliuole in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi arsi e consumati nel fuoco della divina carità, il quale è quel fuoco che, ardendo, non consuma, ma fa ingrassare l'anima, e uniscela e trasformala in sè, fuoco d'amore divino. Quando l'anima,ragguarda sè avere l'essere, e poi anco vedrà che per amore Dio eterno ha donato a noi il Verbo del Figliuolo suo, perché pagasse per noi il debito al quale eravamo obbligati, e traesseci dall'oscura prigione e servitudine del dimonio, della quale non poteva l'uomo uscirne. Ed esso Verbo divino, diventando uomo mortale, entrò al campo della battaglia per noi; e, sconfiggendo il dimonio, ruppe l'oscura prigione, e trasseci della misera servitù, nella quale tanto tempo era stata tutta l'umana generazione; e con la Croce aperse a noi la porta di vita eterna. E tutto questo ha fatto per amore. Avendoci dunque mostrata la via, aperta la porta; rimane solo da noi se non camminiamo per essa; però che possiamo andare francamente e con grande confidenzia sotto questo gonfalone glorioso della croce. Però che e' nemici sono sconfitti, e spaventansi per esso; e il dolce Dio nostro con grande amore ci aspetta e c'invita che andiamo a godere lui, sommo eterno Bene. O amore inestimabile, o carità immensa, o fuoco di divina carità! quale sarà quel cuore che vedendosi amare con tanto fuoco d'amore, che non si dissolva per amore, e che non si trasformi tutto in lui? Troppo è duro, e drittamente cuore più duro del diamante, che non si scalda a tanto fuoco. Voglio adunque, carissime figliuole mie, monna Orsa e monna Agnesa, che voi vi destiate dal sonno della negligenzia, e che vi leviate a vedere coll'occhio dell'intelletto tanto fuoco d'amore. E il simile dico a voi,figliuolo mio Francesco. E vedutolo, sarete costretti ad amare: amando, vi sarà leggiero di portare ogni gran fascio per Dio. E subito si estenderà sopra il prossimo vostro, che è quella cosa che è più amata da Dio: e così adempirete l'amore di Dio e del prossimo. Altro, per la brevità del tempo, non dico per ora, se non che voi vi confortiate in Cristo crocifisso, e bagniatevi nel sangue dolcissimo suo. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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