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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXLIV - A maestro Francesco, di maestro Bartolomeo, medico di Siena di gran fama

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo fratello in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi spregiatore del peccato mortale; perocchè in altro modo non potreste avere la divina Grazia nell'anima vostra. Ma questa non veggo che possiate avere, nè voi nè altri, se l'uomo non ha il lume, col quale lume possa vedere e cognoscere la gravezza del peccato, e il bene della virtù. Però che la cosa che non si cognosce, non si può amare, cioè quella ch'è degna d'amore, nè odiare quella che è degna d'odio; nè cognoscere senza 'l lume. Ecci dunque di bisogno il lume; il quale lume abbiamo nell'occhio dell'Intelletto colla pupilla della santissima Fede, quando la nuvila dell'amore proprio non l'ha offuscato.


E se l'amore proprio ci fusse, il, dobbiamo levare via, acciò che non sia impedito il nostro vedere; e coll'amore santo cacciare l'amore perverso della propria sensualità, il quale amore proprio consuma, e tolle la Divina Grazia dell'anima e corrompe ogni sua operazione. Siccome il cattivo arbore, che tutti e' frutti suoi sono corrotti; così sono quelli dell'uomo che sta nell'amore sensitivo, ond'egli ha tratto la gravezza del peccato mortale. E però ogni sua operazione è corrotta: e hagli tolta la luce,e data la tenebra per sì fatto modo, che non cognosce nè discerne la verità. Anco, ha guasto il gusto e li appetiti dell'anima; onde le cose buone gli paiono cattive, e le cattive gli paiono buone; le virtù vere spregia, l'amore di Dio e la dilezione del prossimo fugge, e tutto il suo diletto piglia nelle delizie e nelli diletti del mondo. E se egliama il prossimo, non l'ama per Dio, ma per propria utilità.


Ma colui che in verità è privato dell'amore sensitivo, ama il suo Creatore sopra ogni cosa, e il prossimo come sè medesimo. Il quale amore non può avere, che prima col lume dell'intelletto nen cognosca, sè medesimo non essere, e l'essere suo ricognosca da Dio, e ogni grazia ch'è posta sopra l'essere. Allora, quando così dolcemente cognosce sè, e il difetto suo e la bontà di Dio; odia ilsuo difetto, e il proprio amore che n'è cagione; e ama la virtù; e per amore della virtù, la quale egli ama per amore del suo Creatore, si dispone a sostenere ogni pena, prima che offendere Dio e contaminare la virtù; e tutte le sue operazioni sono drizzate secondo Dio, e spirituali e temporali. E in ogni stato che egli è, ama e teme il suo Creatore. Onde, s'elli ha le ricchezze e lo stato del mondo, e figliuoli, e parenti, amici; egli possiede ogni cosa come cosa prestata, e non come cosa sua; e usale con modo, e non senza modo. E s'elli è nello stato del matrimonio, si vi sta ordinatamente, come a sacramento; avendo in riverenzia e' dì che sono comandati dalla santa Chiesa. S'egli ha a conversare con le creature e a servirle, elli le serve schiettamente, non col cuore finto, malibero, avendo rispetto solamente a Dio.


Egli ordina le potenzie dell'anima sua, e tutti e' sentimenti del corpo. Onde la memoria ordina a ritenere e' beneficii di Dio, e lo intelletto ad intendere la sua volontà, la quale non vuole altro che la nostra santificazione; e la volontà dispone ad amare il suo Creatore sopra ogni cosa. Ordinate che sono le potenzie dell'anima, sono ordinati tutti e' sentimenti del corpo.


E così vi prego, carissimo fratello, che facciate voi. Ordinate la vita vostra; aprite l'occhio dell'intelletto a cognoscere la gravezza della colpa, e la larghezza della bontà di Dio. Facendo così, in ogni stato che voi sarete, sarete piacevole a Dio; e sarete arbore fruttifero, e producerete frutti di vita, cioè di vere e sante virtù: e in questa vita comincerete a gustare l'arra di vita eterna. Ma considerando me, che in neuno modo la pace, la quiete, e la Grazia possiamo ricevere senza il cognoscimento col lume della santissima fede (nel qual lume cognosciamo noi medesimi, e la gravezza del peccato mortale, e la bontà di Dio, e il tesoro delle virtù, però vi dissi che iodesideravo di vedervi spregiatore della colpa del peccato mortale; e così vi prego che facciate. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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