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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXLIII - All'Arcivescovo di Pisa

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Reverendo e carissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi pastore buono, con acceso e ardito desiderio, sì e per siffatto modo, che voi disponiate a porre la vita per le pecorelle vostre, imparando dalla prima dolce Verità Cristo Gesù, che per onore del Padre e salute nostra corse all'obbrobriosa morte della santissima croce. Voi, padre carissimo, seguitate le vestigie sue, per correggere li vizii, e piantare le virtù nell'anime de' sudditi vostri;non curando nè pene, nè obbrobri, nè scherni, nè villanie, nè fame, nè sete, nè veruna persecuzione che il mondo ovvero il dimonio ci potesse dare: ma virilmente, con affamato desiderio, correggete li sudditi vostri. Tenete, tenete l'occhio sopra di noi: fate almeno la vostra possibilità. E non fate vista di non vedere: chè non si vuole fare così; anzi si vuole vedere li difetti nostri, e lidifetti del Prossimo nostro, non per mormorazione, nè per falso giudizio; ma per una santa e vera compassione, con pianti e sospiri portarli innanzi a Dio; dolendosi dell'offesa che gli è fatta e della dannazione di quell'anima. Questo debbe fare ogni creatura che ha in sè ragione, verso del suo prossimo; ma molto maggiormente il dovete fare voi e gli altri prelati della santa Chiesa. Ed evvi richiesto, e dovetelo fare, ragguardando li sudditi vostri per compassione e per punizione: chè gli avete a punire e riprendere, secondo che trovate le colpe. Oimè, non tardate più; chè, per lo non correggere, le virtù e la vita della Grazia sono morte nell'anima; li vizii e l'amoreproprio vive, e il mondo perisce. Egli giace continuamente infermo a morte: perocchè, essendo l'uomo piagato di diverse piaghe e infirmità, e i medici d'esse infirmità (ciò sono i prelati), usano tanti unguenti, che già è imputridito. Non più unguento, per amore di Dio! Usate un poco la cottura, incendendo e cocendo il vizio per santa e vera giustizia, sempre condita con misericordia; e quella sarà la grande misericordia in punire e in riprendere li difetti loro. Chè maggiore crudelità non può usare chi governa lo infermo, che dargli le cose contrarie. Oh per l'amore di Cristo crocifisso, non dormite più, destatevi per fuoco d'amore e (d'odio e dispiacimento dell'offesa di Dio. Almeno fate la vostra possibilità: e, fatto il potere, sete scusato dinanzi a Dio. E so bene che tutto voi non potete vedere; ma mettete le spie de' servi di Dio, che v'aiutino a vedere; perocchè infino alla morte si dee fare ciò che si può per amore del Salvatore nostro. Non ci sía timore nè amore servile: che se ci fusse, starebbe l'anima a grande pericolo e in dubbio della salute sua. Convienvi, adunque, fare ragione d'avere perduta la vita del corpo, e metterla per uscita. E facendo così, mostrerete d'essere amatore e seguitatore di Cristo crocifisso.


Voi, pastore, averete imparata la regola e dottrina del Pastore buono, che ha posto la vita per noi. E però io dissi che desideravo di vedervi pastore bono; perché altra via nè modo non ci veggo per salute vostra e loro. Sopra questa materia non dico più; se non che sotto l'ale della vera umilità e odio e dispiacimento del peccato, e dell'ardentissima carità gli nascondiate, pascendo l'anime de' doni e grazie spirituali, il corpo del cibo corporale, nutricando li poverelli, secondo la necessità loro. Voisapete che sete Padre: adunque, siccome Padre, nutricate li vostri figliuoli.


Ho inteso, secondo che mi scrive 'l priore di Santa Caterina che voi avete fatto novità al vestire di santa Caterina dell'abito di san Domenico; e volete che le tenghino lo interdetto dicendo che il privilegio che hanno non vale. E io vi dico che vale. Perocchè io mostrai la copia, quando io fui a Vignone al santo Padre; e accettollo: anzi per quello ebb'io il privilegio che egli mi diè. Sicchè iovi prego per l'amore di Cristo Gesù cricifisso, che voi non diate a loro questa sconsolazione. Attendete a quelle cose che dovete fare, che è di dovere; e di questo, per l'amore di Dio, non vi vogliate gravare. Credetemi, carissimo padre, che se fusse altrimenti, io non ve ne pregherei, perch'io non vorrei che d'uno minimo atto voi trapassasse l'obedienza imposta a voi dal santo Padre; ma io sarei con voi insieme a storpiarlo. Pregovi che mi facciate questa grazia e misericordia. Io non vi domando nè domanderò mai cosa che sia fuora del dovere. Non dico più. Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso, acciocchè 'l fuoco dell'amore, che troverete nel sangue, consumi ogni freddezza, e dissolva ogni durezza del cuore e dell'anima vostra. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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