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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXL - A monna Lapa sua madre, pria iche tornasse da Vignone

Al nome di Gesù Crisito crocifisso e di Maria dolce.


Carissima madre Cristo dolce Gesù. La vostra indegna miserabile figliuola Caitarina vi conforta nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio. Con desiderio ho desiderato di vedervi madre vera non solamente del corpo, ma dell'anima mia; con. siderando me, che essendo voi amatrice più dell'anima che del corpo, morrà in voi ogni disordinata tenerezza, e non vi sarà tanta fadiga il paitiredella presenzia mia corporale; ma saravvi piu tosto consolazione, e vorrete per onore di Dio portare ogni fadiga di me, considerando che si facci l'onore di Dio. Facendo l'onore di Dio, non è senza accrescimento di grazia e di virtù nell'amima mia. Sicchè bene è vero, che essendo voi, dolcissima madre, amatrice più dell'anima che del corpo, sarete consolata e non sconsolata. Io voglio che impariate da quella dolce madre Maria, che per onore di Dio, e salute nostra ci donò il Figliuolo, morto in sul legno della santissima croce. E, rimanendo Maria sola, poichè Cristo fu salito in cielo, rimase con li discepoli santi: e poniamochè Maria e i discepoli avessero grande consolazione, il partire fusse sconsolazione, nondimeno per la gloria e loda del Figliuolo suo, per bene di tutto l'universo mondo, ella consente e vuole che elli si partano. E più tosto elegge la fadiga del partire loro, che la consolazione dello stare, solo per l'amore che ella aveva all'onore di Dio e alla salute nostra. Or da lei voglio cheimpariate voi, carissima madre. Voi sapete che a me conviene seguitare la volontà di Dio; e io so che voi volete che io la séguiti. Sua volontà fu che io mi partissi: laquale partita non è stata senza misterio, nè senza frutto di grande utilità. Sua volontà è stata, ch'io sia stata, e non per volontà d'uomo; e chi dicesse il contrario, è il falso e non è la verità. E così mi converrà andare, seguitando le vestigie sue in quel modo e a quel tempo che piacerà alla sua inestimabile bontà. Voi, come buona e dolce madre, dovete essere contenta, e non sconsolata, a portare ogni fadiga per onore di Dio e salute vostra e mia. Ricordovi, che per li beni temporali voi il facevate, quando i vostri figliuoli si partivano da voi per acquistare la ricchezza temporale; ora per acquistare vita eterna,vi pare di tanta fadiga, che dite che v'anderete a dileguare se tosto io non vi rispondo. Tutto questo v'addiviene perché voi amate più quella parte che io ho tratta da voi, che quella ch'io ho tratta da Dio, cioè la carne vostra, della quale mi vestiste. Levate, levate un poco il cuore e l'affetto vostro in quella dolce e santissima croce, dove viene meno ogni fadiga: vogliate portare un poco di pena finita, per fuggire la pena infinita che meritiamo per li nostri peccati. Ora vi confortate per amore di Cristo crocifisso; e non crediate d'essere abbandonata nè da Dio nè da me. Anco, sarete consolata, e riceverete piena consolazione; e non è tanto stata la pena, quanto sarà maggiore il diletto. Tosto ne verremo, per la grazia di Dio; e non staremmo ora a venirne, se non fusse lo impedimento che abbiamo avuto della infermità grave di Neri. E anco il maestro Giovanni, e Fra Bartolomeo sono stati infermi... Altro non dico. Raccomandateci... Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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